FILM COMPLETO IN ITALIANO :: ” UNA VITA VIOLENTA ” DI PAOLO HEUSCH E BRUNELLO RONDI DEL 1961 – durata : 1h 42 minuti ca

UNA VITA VIOLENTA - locandina in alta risoluzione | iVID.it - il portale dei trailer

 

Una vita violenta è un film del 1962 diretto da Paolo Heusch e Brunello Rondi, tratto dall’omonimo romanzo di Pier Paolo Pasolini.

Soggetto Pier Paolo Pasolini

Sceneggiatura Paolo Heusch, Brunello Rondi, Franco Solinas

Fotografia Armando Nannuzzi

Montaggio Nino Baragli

Musiche Piero Piccioni

 

Una vita violenta - Film (1962)

 

Interpreti e personaggi

  • Franco Citti: Tommaso
  • Serena Vergano: Irene
  • Enrico Maria Salerno: Bernardini
  • Angelo Maria Santiamantini: Lello
  • Benito Poliani: Zucabbo
  • Micaela Dazzi:
  • Alfredo Leggi:
  • Piero Morgia: Carletto
  • Paola Petrini: La suora

 

 

 

 

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Trama

Roma. Tommaso Puzzilli è un ragazzo cresciuto nel quartiere periferico di Pietralata. Non avendo un lavoro, Tommaso si arrangia insieme agli amici commettendo dei reati per guadagnare soldi. Una mattina un suo amico ha un incidente e finisce sotto un tram.

Dopo questo episodio Tommaso si allontana dagli amici e incontra una ragazza, Irene. Dopo il primo appuntamento al cinema, dove Tommaso allunga le mani, Irene non si fa più vedere. Allora Tommaso insieme ad altri amici va a fare la serenata sotto casa della ragazza, nel quartiere della Garbatella, ma le cose vanno male: Tommaso e i suoi amici si scontrano con dei ragazzi della zona e alla fine Tommaso ne accoltella uno. Ricercato dalla polizia, viene arrestato e finisce in carcere.

Dopo 18 mesi esce, intenzionato a cambiare vita. Nel frattempo i genitori ottengono una casa in una zona migliore e Tommaso, con l’aiuto di un prete, decide di mettere la testa a posto e sposare Irene. Quando le cose sembrano andare bene, Tommaso si ammala di tubercolosi.

 

 

 

Una Vita Violenta (Ost) | Light In The Attic Records

 

 

 

CRITICA DA MYMOVIES

 

https://www.mymovies.it/pubblico/articolo/?id=1499418

 

 

quando il cinema osava Valutazione 4 stelle su cinque

di carloalberto

 

 

 

domenica 7 giugno 2020

 Erano gli anni ’60 e poteva accadere che un regista, Paolo Heusch, che qualche anno prima aveva esordito con un film di fantascienza e poi diretto uno sui lupi mannari, mettesse in opera, in collaborazione con Brunello Rondi, un film bellissimo e impegnato, tratto da un romanzo di Pasolini, nello stile del neorealismo e sulla scia di Accattone dello stesso Pasolini dell’anno prima, 1961, e con lo stesso attore protagonista, Franco Citti.

Nel cast anche un giovane Enrico Maria Salerno e Pietro Morgia, un ottimo attore caratterista che aveva esordito in Accattone.

I temi dei due film sono gli stessi. La periferia desolata, la vita nelle borgate romane, tra fango e miseria, un gruppo di amici che sfogano la loro rabbia in scorribande notturne, tra rapine e furti di poco conto, il desiderio di riscatto che nasce dall’amore e l’immaginazione di una vita diversa troncata dalla morte.

E’ un film denuncia sulle condizioni del sottoproletariato nell’Italia del dopoguerra e del boom economico, dove si costruiscono avvilenti case popolari, che appaiono regge agli assegnatari che vengono dal degrado assoluto delle baraccopoli. E’ un mondo di sconfitti dalla nascita, senza scampo, senza altra possibilità che delinquere o piegarsi alle regole del capitale.

La luce penetra nelle tenebre di questa bolgia di dannati attraverso le parole di un comunista che lotta per rivendicare i diritti dei lavoratori facendo irruzione nel sanatorio e la dedizione di una donna, interpretata da Serena Vergano, già pronta a sopportare le angherie del futuro sposo, in nome dell’amore, per un matrimonio che si profila già povero e maledetto, ma è l’unica via concessa a questi derelitti per realizzare le loro aspirazioni, nell’illusione di mimare una vita borghese.

Il letto di morte è lo stesso di Ettore di Mamma Roma, il Cristo, che Pasolini vede nell’ultimo dei borgatari messo in croce dai suoi simili, muore senza annunciare la speranza della salvezza. L’ultimo anelito prima di spirare è rivolto alla madre, che risponde da un’altra stanza, lontana. La madre vista come inizio d’ogni affanno terreno e che rinnova il mistero della vita, si allontana nel momento del trapasso, lasciando l’uomo solo al suo destino di sofferenza inutile e forse fu quella l’ultima parola sospirata all’Idroscalo.

Altri giovani crescono nella violenza e si prendono gioco di un barbone crudelmente nei campi brulli, alle spalle dei palazzoni della nuova desertificazione morale, dove anche oggi è bene non guardare, per non vedere l’altro volto di questa società retoricamente perbenista del vogliamose bene, in cui poche sono le voci in dissonanza, anche nel cinema, dal contesto di unanime consenso e penso al prematuramente scomparso Claudio Caligari di Non essere cattivo o a Edoardo De Angelis con Il vizio della speranza o al Dogman di Garrone.

Ma erano gli anni sessanta e l’omologazione profetizzata dal poeta di Casarsa non aveva ancora avviluppato come una piovra tutti i settori della società.

 

 

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One Response to FILM COMPLETO IN ITALIANO :: ” UNA VITA VIOLENTA ” DI PAOLO HEUSCH E BRUNELLO RONDI DEL 1961 – durata : 1h 42 minuti ca

  1. Donatella scrive:

    Grazie per avere messo questo film che non avevo mai visto.

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