CONCITA DE GREGORIO, INTERVISTA AL PRESID. ANCI E SINDACO DI BARI, ANTONIO DECARO :: “Il partito ormai è ostaggio delle correnti. Così rischia di sparire”—REPUBBLICA, MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2021, pg. 15

 

 

REPUBBLICA, MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2021

https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2021/02/23/news/pd_antonio_decaro_correnti-288932242/

 

 

 

 

 

 

 

Intervista –

Partito Democratico

Pd, Antonio Decaro: “Il partito ormai è ostaggio delle correnti. Così rischia di sparire”

23 FEBBRAIO 2021

Il sindaco dem di Bari: “Non si può diventare una caserma. Ci sono gruppi di eletti che si muovono allo scopo di essere rieletti sulla base di un vincolo di fedeltà al loro leader. Non voglio discutere il segretario, ma o mettiamo mano adesso all’identità del partito o rischiamo fra un anno o due di non trovarlo più”

DI CONCITA DE GREGORIO

“Una cosa che mi sento dire spesso dai miei concittadini è: ‘Ti ho votato nonostante tu sia del Pd’. Non riesco a farmene una ragione. O mettiamo mano adesso all’identità del partito o rischiamo fra un anno o due di non trovarlo più, il Pd”.

Antonio Decaro, presidente dellAnci ( Assoc. naz.  comuni italiani )  e sindaco di Bari, ha detto questo qualche giorno fa, in una riunione dell’Ufficio politico.

“Non che si sia aperta una grande discussione, eppure ce ne sarebbe tanto bisogno”.

Lei ha parlato di egemonia delle correnti.

“Il partito è ostaggio delle correnti e le correnti tengono in ostaggio il segretario. Non sono contrario per principio alle correnti, se sono aree culturali che dibattono sui temi. Ma non è più così da molto tempo. Oggi sono gruppi di eletti che si muovono allo scopo di essere rieletti sulla base di un vincolo di fedeltà al loro leader. Si alimentano di parlamentari che studiano strategie per tornare a fare i parlamentari. Le competenze non c’entrano, l’ho detto a Orlando”.

Cosa ha detto al ministro Orlando?

“Che chi ha fatto il ministro dell’Ambiente, della Giustizia e ora del Lavoro non mi pare che sia scelto sulla base delle competenze. L’elenco dei ministri dato a Draghi era semplicemente la lista dei capicorrente. Allora alle donne ho detto, ironicamente: fate una corrente anche voi, così la prossima volta avrete posto.

Anche nella scelta dei sottosegretari si procede così: devi essere persona di fiducia del capocorrente che ti sceglie. E ancor prima, è così che si formano le liste. È per questo che non c’è dissenso e non emergono nuove figure. Ma il Pd non può diventare una caserma”.

In una caserma è punito chi esce dalla fila.

“E difatti mentre parlo mi aspetto che le mie parole scatenino attacchi. Ogni volta una parte reagisce all’altra sulla base dell’appartenenza, o sul sospetto di sedizione.

Ma vorrei tranquillizzare tutti. Non voglio discutere il segretario. Non chiedo il congresso in piena pandemia. Non mi candido a niente. Ho ancora tre anni e mezzo di mandato da sindaco, sono stato eletto per acclamazione presidente Anci, me ne potrei stare tranquillo”.

Invece, cosa chiede?

“Che siano ascoltati gli amministratori locali. Che abbiano posto negli organismi dirigenti e parola nelle decisioni. Ma non per accrescere il loro potere, come chi lo desidera per sé potrebbe sospettare: per accrescere la forza del partito.

Diciamo sempre: bisogna ascoltare il territorio. Non lo fa nessuno. Il Pd esiste per quello che è perché abbiamo vinto le elezioni nei Comuni. Poi abbiamo vinto le regionali in Emilia, poi di nuovo in Toscana Puglia e Campania. Gli amministratori locali tengono in vita il Pd nazionale“.

Una grande distanza fra chi lavora sul territorio e chi decide da Roma, dice.

“Enorme. Sindaci e presidenti di enti locali vedono il partito come la sonda su Marte, Perseverance. Mentre il Pd persevera in dinamiche di Palazzo, spartizione tra correnti, gli amministratori e i militanti stanno sulla terra a fare politica. È per questo che abbiamo vinto: nello stesso giorno in cui gli italiani votavano Salvini, Berlusconi, Grillo. Nella stessa cabina, a Bari, il Pd ha preso il 20 per cento, io il 67. Vale per Nardella, Gori, Ricci, Biffoni. Si vince così, non servono alchimie, dirette social, intergruppi”.

I cittadini le chiedono perché il Pd sia al governo con la Lega e con Berlusconi?

“Certo, e molte volte non so cosa rispondere. La linea la leggo io stesso sui giornali. O Conte o il voto, poi Draghi, nessuno voto, no all’allargamento dell’alleanza, poi si è allargata. Per strada mi fermano per due cose: vaccini e lavoro. Su come fare per le vaccinazioni non bisogna andare lontano. Nel ’73 Bari e Napoli hanno vaccinato un milione di persone in una settimana: se i vaccini ci sono, se arrivano. E anche sul Recovery: è giusto che alla decisione partecipino tutti. Lo posso spiegare. Quello che non riesco a spiegare sono l’intergruppo, le coalizioni. Che poi: se l’orientamento è di andare verso il proporzionale per quale motivo è importante la coalizione? Partiamo dai temi – la scuola, il lavoro, la lotta alla povertà – da lì poi facciamo alleanze”.

Se non fosse contrario alle correnti si direbbe che pensi a una corrente dei sindaci.

“Ma no, lo ripeto. Non c’è da fare una scalata, c’è da aiutare il partito. Non c’è più tempo.Per far vincere una squadra puoi anche cambiare allenatore, ma se lo spogliatoio è spaccato, se i giocatori si fanno la guerra nessun allenatore ce la può fare”.

Concretamente?

“Sento che Zingaretti vuole eliminare i vincoli che impediscono ai sindaci di essere eletti in Parlamento. È una strada: dare potere di decisione a chi ha dimostrato di saper governare i territori e vincere le elezioni. Dargli parola anche pubblica, magari persino in tv. Che portino idee, soluzioni. Sull’immigrazione, per esempio. Se una persona che 30 anni fa faceva il volontario e accoglieva gli albanesi della nave Vlora oggi mi dice “non esco di casa perché ho paura”, io non gli posso rispondere siamo accoglienti, siamo di sinistra. Il problema ce lo dobbiamo porre concretamente. Non è davvero il tempo del silenzio per chi abbia qualcosa da dire. Nel partito chi ha voce per parlare – penso anche ai giovani, alle donne – deve prenderla adesso”.

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  1. Donatella scrive:

    Credo che la Sinistra, se ancora possiamo e vogliamo chiamarla così, non è attrattiva per i giovani. Eppure le persone che aderirebbero a un programma chiaro di sinistra ci sono: pensiamo soltanto all’ultimo movimento, quello delle Sardine, che sicuramente ha molto contribuito a far vincere il PD in Emilia e Toscana.

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