EMILE BERNARD ( Lilla, 1968 -Parigi, 1941 )– una prima conoscenza di un grande pittore che diede il contributo all’avanguardia del suo tempo ( Pont-Aven ), e che si rifugiò poi nella pittura classica, diciamo così.

 

 

 

 

Zelfportret Rijksmuseum SK-A-3263.jpeg

AUTORITRATTO CON VASO DI FIORI, 1897

 

Émile Bernard (Lilla, 28 aprile 1868 – Parigi, 16 aprile 1941 )

Émile Henri Bernard nacque a Lille , in Francia , nel 1868. Poiché da giovane sua sorella era ammalata, Émile non poteva ricevere molte attenzioni dai suoi genitori; rimase quindi presso la nonna, che possedeva una lavanderia a Lille, impiegando più di venti persone. Era una delle più grandi sostenitrici della sua arte. La famiglia si trasferì a Parigi nel 1878, dove Émile frequentò il Collège Sainte-Barbe.

 

segue nel link :

https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Bernard

 

 

 

File:Émile Bernard - Les femmes bretonnes à la prière.jpg - Wikipedia

 

 

 

 

Non si perdona a Emile Bernard di aver imboccato al contrario la galleria della Storia | Arte e scrittura - Giuse Iannello

Emile Bernard, donne bretoni su un prato verde., 1888

 

 

LA FOTO SOPRA  E  IL TESTO DAL BLOG DI GIUSI IANNELLO

Non si perdona a Emile Bernard di aver imboccato al contrario la galleria della Storia

 

 

 

Non si perdona a Emile Bernard di aver imboccato al contrario la galleria della Storia

Pubblicato il dicembre 21, 2014 da giuseiannello

 

Nel 1888 Emile Bernard dipinse questo quadro che avrebbe segnato un punto di svolta nello stile pittorico dei suoi amici, Paul Gauguin con il gruppo dei pittori di Pont Aven e, soprattutto, nella storia dell’arte. Flavio Caroli lo include nei venti capolavori che formano i pilastri culturali del volto dell’occidente (“Il volto dell’occidente”, ed. Mondadori).

Paul Gauguin 137.jpg

La visione dopo il sermone (Vision après le sermon) è un dipinto del pittore francese Paul Gauguin, realizzato nel 1888 e conservato alla National Gallery of Scotland di Edimburgo.

 

Ne La visione dopo il sermone, una delle sue opere programmatiche del periodo di Pont-Aven, Gauguin amalgama con grande maestria il mondo arcaico della Bretagna, il suo fervoroso misticismo, il suo interesse per l’arte giapponese e infine i suoi orientamenti stilistici cloisonniste.

Già il nome dell’opera richiama una tematica cardine che getterà le basi per le future correnti simboliste: quella della visione. Gauguin, infatti, coglie il momento in cui delle donne bretoni abbigliate nei loro costumi tradizionali fuoriescono dalla chiesa, dove avevano ascoltato con interesse un episodio tratto dalla Genesi (32, 23-33), ove si narra della zuffa notturna di Giacobbe, secondogenito di Isacco, con un angelo misterioso. Affascinate dall’orazione sermonica, le suore nell’opera si lasciano travolgere dalla fantasia e immaginano la biblica lotta, rappresentata sull’immenso campo rosso dello sfondo. È proprio questa l’importante novità introdotta con La visione dopo il sermone: la coesistenza di una dimensione reale, con le donne appena uscite dalla chiesa, e di una soprannaturale, sperimentabile solamente con la vertigine della religione, con l’angelo che ha allargato le ali in preda ad un’eccitazione mistica. Se pittori come Gustave Courbet si ancoravano saldamente alla concretezza del reale, ritenendo che soggetti invisibili, astratti o immaginari dovessero esulare dal loro dominio, qui Gauguin ricorre esplicitamente all’immaginazione, facoltà suprema con la quale l’uomo può ricostruire in modo esaltante ed armonico la soggettività che vive nel suo spirito.[2] Di seguito si riporta il commento che Charles Baudelaire, una delle maggiori personalità estetiche e poetiche dell’Ottocento, fornì dell’immaginazione:

«[L’immaginazione] è una facoltà quasi divina che scorge istantaneamente al di fuori dei metodi filosofici i rapporti intimi e segreti delle cose, le corrispondenze e le analogie. [È anche] la regina della facoltà, essa è l’analisi, essa è la sintesi, è l’immaginazione che ha insegnato all’uomo il senso morale del colore, del contorno, del suono e del profumo. Essa ha creato all’inizio del mondo l’analogia e la metafora, essa scompone tutta la creazione e con i materiali tutti ammassati e disposti, seguendo regole di cui non si può trovare l’origine, se non nel più profondo dell’anima essa crea un mondo nuovo, essa produce la sensazione del nuovo, essa è positivamente apparentata con l’infinito»

(Charles Baudelaire)

 

 

L’ANALISI DEL QUADRO CONTINUA NEL LINK DI WIKIPEDIA  ” La visione dopo il sermone “

https://it.wikipedia.org/wiki/La_visione_dopo_il_sermone

 

 

DETTAGLIO

 

 

Prima di stendere la composizione Gauguin allegò questo schizzo ad una lettera indirizzata all’amico Vincent van Gogh per ascoltarne il parere.

 

 

( CONTINUA L’ARTICOLO DEL BLOG CITATO )

 

Gauguin ne fu fulminato, e si affrettò a dipingere, da maestro qual era, “Visioni dopo il sermone”, indirettamente ispirato al rivoluzionario lavoro dell’amico; Van Gogh  ne trasse un acquerello che attualmente si trova alla Collezione Grassi della Galleria d’Arte Moderna di Milano, “Les bretonnes et le pardon de pont Aven“.

Les bretonnes et le pardon de pont Aven di Vincent Van Gogh

Les bretonnes et le pardon de pont Aven di Vincent Van Gogh è una piccola opera che rappresenta un omaggio a Émile Bernard.

Vincent Van GoghLes bretonnes et le pardon de pont Aven, 1888, acquerello su carta, 60 x 73.7 cm. Milano, Galleria d’Arte Moderna

 

 

ANALISI DELL’OPERA– NEL LINK

 

Les bretonnes et le pardon de pont Aven di Vincent Van Gogh

( CONTINUA IL TESTO SU EMILE BERNARD  DAL BLOG DI GIUSI IANNELLO )

Era la soluzione ai problemi estetici, il punto di svolta che Gauguin cercava da sempre, ma è il giovane, geniale Emile Bernard a trovarlo: i colori sono puri e accesi, contornati da una linea scura; la prospettiva quasi ignorata a favore di una maggiore bidimensionalità, le forme definite e incuranti della verosimiglianza, l’impatto emotivo fortissimo.

Purtroppo, l’abile e navigato Gauguin tende ad attribuirsi i meriti della nascita del cloisonnisme,  così viene chiamato il nuovo movimento, e il giovane Emile Bernard decide, in aperta polemica, di abbandonare l’ex-amico e tutto il sistema dell’arte della nuova avanguardia che gravitava intorno a lui.

Invece Vincent Van Gogh, che insieme a Toulouse-Lautrec era stato compagno di Bernard nell’atelier di Cormon,  ha sempre mantenuto un atteggiamento sincero e corretto nei confronti dell’amico. Emile  lo ripagherà dipingendo, dopo che Vincent si era sparato un colpo di pistola al cuore, Il funerale di Van Gogh.

Bernard, I funerali di Vincent van Gogh.jpg

I FUNERALI DI VAN GOGH, 1893

FOTO DA : https://www.deartibus.it/drupal/content/i-funerali-di-vincent-van-gogh

 

 

 

Gli organizzerà anche due mostre personali postume, ed è da lì che parte il mito del grande olandese. Purtroppo, tornando al nostro Emile, la decisione di allontanarsi dal gruppo di critici e mercanti che gravitavano intorno alla nuova avanguardia, gli costerà gli onori e la fama. Lascerà disgustato l’Europa, tornerà a un tipo di pittura più tradizionale ma sempre di altissimo livello, ma non gli si perdonerà mai di avere imboccato in senso contrario la galleria della Storia.

altre opere di Emile Bernard::

 

 

 

Paesaggio bretone – Emile Bernard ❤️ - Bernard Emil

PAESAGGIO BRETONE DI EMILE BERNARD

 

 

 

 

Manifesto della mostra di pittura del 1889 del gruppo impressionista e sintetista , al Café des Arts, noto come Mostra Volpini, 1889 .

 

 

 

 

 

ALBERO GIALLO, 1888

 

 

 

 

Scena del bordello, inviata e dedicata a Vincent van Gogh , 1888.

 

 

 

 

Cristo giallo , 1889.

 

 

 

 

 

 

Ritratto di un ragazzo con cappello , 1889.

 

 

 

 

 

 

Natura morta con teiera, coppa e frutta , 1890.

 

 

 

 

 

 

Contadini bretoni in un prato , 1892.

 

 

 

 

 

Donne bretoni con l’ombrello, 1892

 

 

 

 

 

Il giardino pubblico di Mayenne, 1886

 

 

 

 

 

 

Il porto di Saint Briac, 1887

 

 

 

 

 

 

 

 

La Pietà, 1890

 

 

 

 

 

 

Madame Schuffenecker, 1888

 

 

 

 

 

 

Mia sorella Madeleine, 1888

 

 

 

 

 

 

Le donne bretoni in preghiera, 1892

 

 

 

 

 

La mietitura, 1888

 

 

 

 

 

 

Donne bretoni con le alghe, 1892

 

 

 

 

 

Contadine bretoni, 1889

 

 

 

È sempre stata la grande frustrazione di Émile Bernard che Paul Gauguin non lo abbia mai menzionato come un’influenza sul simbolismo pittorico (vedi ad esempio le sue note allegate all’edizione belga (1942) delle sue lettere selezionate, pubblicate poco dopo la sua morte). Nel 2001/2002 l’Art Institute of Chicago e il Van Gogh Museum di Amsterdam hanno organizzato una mostra collettiva: Van Gogh and Gauguin: The Workshop of the South, che ha messo in prospettiva il contributo di Émile Bernard. (rif. Druick 2001)

 

 

 

 

 

 

Donne alla fienagione, 1889

 

 

 

 

Le ninfe dopo il bagno, 1908

 

 

 

 

 

Tre bagnanti, 1890

 

 

 

 

 

 

Nudo sdraiato con braccialetto- data sconosciuta

 

 

 

Nudo con le ciliegie, entro il 1933

”  Nue à la coupe de cerises. ”

 

forse qui la coppa di ciliegie si vede—

 

 

 

 

 

La fumatrice di Hashish, 1900

 

 

 

 

 

 

 

La Via Rosa a Pont Aven, 1892

La rue Rose à Pont-Aven.

 

 

 

 

 

Sulle sponde della Marna, 1932

 

 

 

 

 

 

Madeleine nel “Bosco d’Amore”, 1888

 

 

 

 

 

Primavera o Madeleine nel “Bosco d’Amore”, 1892

 

 

 

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