FILM COMPLETO IN ITALIANO : TELEFONI BIANCHI DI DINO RISI DEL 1976 — durata : 1h 51 minuti ca

 

 

TELEFONI BIANCHI - locandina in alta risoluzione | iVID.it - il portale dei trailer

 

 

 

Telefoni bianchi è un film del 1976, diretto da Dino Risi.

 

 

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TELEFONI BIANCHI" MOVIE POSTER - "CARRERA DE UNA DONCELLA, LA" MOVIE POSTER

 

Genere commedia

Regia Dino Risi

Soggetto Bernardino Zapponi, Dino Risi

Sceneggiatura Ruggero Maccari, Bernardino Zapponi, Dino Risi

Produttore Pio Angeletti, Adriano De Micheli

Fotografia Claudio Cirillo

Montaggio Alberto Gallitti

Musiche Armando Trovajoli

Scenografia Luciano Ricceri

 

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Interpreti e personaggi

 

  • Agostina Belli: Marcella Valmarin alias Alba Doris
  • Maurizio Arena: Luciani
  • William Berger: Franz
  • Lino Toffolo: Gondrano Rossi
  • Cochi Ponzoni: Roberto Trevisan
  • Renato Pozzetto: Bruno
  • Vittorio Gassman: Luca Cioccetti alias Franco D’Enza
  • Alvaro Vitali: Mario
  • Ugo Tognazzi: Adelmo
  • Paolo Baroni: segretario di Marcella
  • Eleonora Morana: madre di Marcella
  • Dino Baldazzi: Benito Mussolini
  • Franca Stoppi: partigiana
  • Laura Trotter: diva del cinema
  • Giovanni Brusatori: partigiano con gli occhiali
  • Attilio Dottesio: partigiano con la barba bianca
  • Tony Maestri: padre di Marcella
  • Carla Terlizzi:
  • Marcello Fusco:
  • Enrico Marciani:
  • Edoardo Florio:
  • Monica Fiorentini:
  • Renate Schmidt:
  • I 4 + 4 di Nora Orlandi:

 

 

 

Trama

Marcella Valmarin, giovane cameriera veneta innamorata del cinema dei telefoni bianchi, decide di andare a Roma per diventare attrice. La ragazza infatti è stata sedotta da un cliente dell’albergo in cui lavora che, fingendosi proprio un impresario cinematografico, per poterla concupire le ha promesso una piccola parte in una produzione cinematografica, previa un provino formale da svolgersi nella capitale. È accompagnata dal fidanzato Roberto Trevisan, a cui ha promesso di sposarlo non appena arrivati, dato che il regime, in concomitanza delle celebrazioni per il decennale dell’instaurazione del regime fascista, ha organizzato un viaggio ed una cerimonia di matrimonio a proprie spese nella capitale per ogni giovane coppia d’innamorati che vorranno convolare a nozze per quella data; ma giunta a Roma iniziano le disavventure della giovane con uomini che approfittano della sua disponibilità ad essere sedotta pur di diventare un’attrice.

 

 

 

Telefoni bianchi - Film (1976)

 

 

 

Sapendo di essere stato tradito con Bruno, ufficiale delle camicie nere, il fidanzato, davanti all’altare dove si stanno celebrando in successione i matrimoni delle molte giovani coppie approdate nella capitale, risponde “no” alla domanda del prete e grida che la fidanzata è una puttana, venendo perciò prelevato a forza dai militi ivi presenti ed arruolato da “volontario” per la guerra d’Etiopia. Marcella si ritrova concubina di Bruno, che la avvia alla carriera di prostituta nel bordello gestito dalla madre. In seguito ad un incontro casuale, concede i suoi favori a Benito Mussolini in persona, che la inserisce nel mondo del cinema, tra stuoli di personaggi servili; il Duce si occupa anche di Roberto, arruolandolo – nuovamente “volontario” – per la guerra civile spagnola in appoggio all’esercito franchista.

 

 

Telefoni bianchi | Filmscoop

 

 

 

La ragazza conosce un facile successo, con il nome d’arte di Alba Doris, e una relazione abbastanza stabile col divo cocainomane Franco D’Enza. Dopo il 25 luglio 1943, con il crollo del fascismo, perde fama e soldi. Quindi decide di tornare nella natia Conegliano dopo un avventuroso viaggio attraverso l’Italia, fin dentro al Nord occupato dai tedeschi, durante il quale incontra il losco delatore di ebrei Adelmo, continuando a prostituirsi per supplire ad ogni necessità materiale. I genitori di Marcella però la credevano ricca, e alla notizia che lei è rimasta senza soldi la cacciano senza tante cerimonie.

 

 

Telefoni bianchi | Filmscoop

 

 

Dopo la guerra Marcella si procura un marito svizzero benestante, produttore di cioccolato. Il fidanzato Roberto, dopo aver militato in tutte le spaventose guerre del Ventennio, è creduto morto in Unione Sovietica durante la campagna di Russia. Così Marcella, approfittando di un viaggio del coniuge in questo paese, chiede di accompagnarlo per cercare il cimitero dell’antico innamorato. Ma il contadino a cui l’autista dei due chiede informazioni sulla strada per il cimitero è proprio un irriconoscibile Roberto, accasatosi in una Russia forse più ospitale, con moglie e figli. Roberto dà all’autista le indicazioni richieste e, mentre Marcella ed il coniuge si allontanano in auto senza averlo riconosciuto, ritorna alla propria vita.

 

Telefoni bianchi (1976) - Streaming | FilmTV.it

 

Accolto freddamente dalla critica italiana, nonostante il David di Donatello speciale vinto da Agostina Belli,

il film ebbe invece grande successo in Francia dove uscì con il titolo La Carrière d’une femme de chambre.

 

 

 

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IL FILMPiù che al titolo di un film, Telefoni bianchi fa volgere inevitabilmente la riflessione a quella stagione cinematografica italiana che, tra il 1936 e il 1943, si contrappone al cinema pedagogico dalle ambizioni epiche, realistiche e propagandistiche narrando storie sentimentali a lieto fine totalmente prive di riferimenti alla realtà politica del paese e ai segni, anche esteriori, del fascismo.

Poco conosciuto, difficilmente apprezzabile e presto dimenticabile è l’omonimo film di Dino Risi che, già dai titoli di testa, esplicita la propria volontà citazionistica per mezzo di un film nel film, in un rigoroso bianco e nero, che non può che dimostrare la sua preoccupazione principale nel dedicare un’esplicita inquadratura all’oggetto più famoso di quegli anni in balìa di una donna in preda a pene d’amore.telefoni bianchi

Telefoni bianchi racconta la storia di Marcella Valmarin (Agostina Belli, David speciale nel 1976), giovane cameriera di Conegliano Veneto a servizio presso l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia. Marcella, in realtà, ha un grande sogno: diventare una diva del cinema fascista. Dei telefoni bianchi. Parte quindi alla volta di Roma e passando da un’avventura all’altra (anzi, da un letto all’altro) arriva addirittura al Duce, che trasforma finalmente la giovane donna in una star. La caduta dello stesso, però, costringe Marcella a rinunciare ai suoi sogni di gloria.

Dino Risi arriva addirittura a scomodare Marcel Carné e Il porto delle nebbie (e quasi per ricompensa il suo film, uscito con il titolo La carrière d’une femme de chambre, ottenne un grande successo in Francia) ma quella del regista milanese altro non è che una commedia agrodolce di costume che si fa esplicita satira del cinema italiano dell’epoca, ma che scivola senza freni nella farsa con sonore cadute di tono e di gusto. Debole attendibilità dei particolari, errori nella ricostruzione ambientale, assurdo dialetto veneto, ovvietà, attori fuori registro (sì, pure Gassman), tanta volgarità pronta a prendere il sopravvento.

 

recensione da :

 

DVD – "Telefoni bianchi", di Dino Risi

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