+++ PALERMO.REPUBBLICA.IT — 29 MAGGIO 2021 :: Giro d’Italia, tappa a Caruso e Ragusa festeggia. Il padre: “Io lo vedevo calciatore”. Papà Salvatore, ex autista nella scorta di Falcone, piange di gioia + Ragusa

 

 

PALERMO.REPUBBLICA.IT — 29 MAGGIO 2021

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Giro d’Italia, tappa a Caruso e Ragusa festeggia. Il padre: “Io lo vedevo calciatore”

Damiano Caruso taglia il traguardo (reuters)

Papà Salvatore, ex autista nella scorta di Falcone, piange di gioia

DAMIANO CARUSO: «SOGNO UN GRANDE PODIO CON IL MIO AMICO»

DAMIANO CARUSO

 

 

 

 

29 MAGGIO 2021

 

“Sono vivo?”. Salvatore Caruso risponde al secondo squillo e chiede conferme sulle sue condizioni. “Ho finito le lacrime. Che emozione, se la merita tutta questa vittoria”, ripete il padre di Damiano, il ciclista ragusano che ieri ha superato per primo il traguardo della tappa del Giro d’Italia.

Una corsa perfetta, tra le salite del passo San Bernardino e quelle di Madesimo, per il corridore che si allena tra l’Etna e i monti Iblei. Un gregario diventato campione, tanto per caso quanto per determinazione. Doveva essere il braccio destro di Mikel Landa, ma una caduta del capitano, lo ha trasformato nel leader della Bahrain Victorious. “Mi ha chiamato e mi ha detto: “Adesso sono davanti a un bivio, vado tranquillo o mi lancio”. Gli ho detto di puntare in alto”, racconta il padre.Classe ’87, nato a Ragusa, è diventato ciclista a 13 anni. “Giocava a calcio, cicciottello, ma era un buon centrale difensivo – continua il padre – Poi un giorno venne da me e mi disse che voleva diventare ciclista. Io ero scettico, a pallone era bravino”.

 

 

Trasferimenti a Ragusa (Sicilia) | Bravodriver.com

RAGUSA

 

 

A Ragusa l’unica squadra era la Libertas del professore Salvatore Guarrella. Damiano va da lui, si allena e inizia a correre le prime gare. “Sono andato dal tecnico e gli ho detto che mio figlio era un calciatore, non un corridore – racconta Salvatore Caruso – Lui mi disse di avere pazienza e guardare avanti. Aveva visto oltre”. Ha seguito tutta la corsa sul divano di casa, con il cuore a mille. L’adrenalina dello stacco dal gruppo della maglia rosa. La fatica della fuga. “A un certo punto ho pensato che lo riprendessero”, confida il padre. Invece, no. È andato su da solo.

Nella città di Caruso oggi è festa. Chiunque lo abbia incrociato, anche chi non sapeva chi fosse fino a ieri, non si tira indietro per tracciare il profilo del campione. Gentile, caparbio, per bene. E non sembrano parole di circostanza, dopo aver visto un frame della corsa di ieri che ha emozionato tanti appassionati di ciclismo. Il gregario di Caruso che si fa da parte stremato dopo avergli fatto strada, e lui, capitano per caso, che gli regala una pacca sulla spalle: un grazie che vale più di mille discorsi. “Mio figlio è cresciuto con dei valori come punti fermi, e sì, anche di questo vado orgoglioso”.

Il padre era poliziotto a Palermo, nella scorta di Giovanni Falcone dal 1985 al 1989. “Ero il miglior autista, quando il dottore mi vedeva, mi faceva sempre la stessa battuta: “Ah, oggi si corre””. Un magone pensando a quegli anni feroci ma poi rispunta il sorriso nel volto del papà del campione gentile. “Mio figlio ha deciso di restare nella sua città perché voleva che i suoi due figli avuti con la splendida moglie Ornella, Oscar, 6 anni, e Greta, 2 anni, potessero vivere qui e avere i nonni vicini”, continua a raccontare.

Si allena duramente, Caruso. Tra i tornanti dell’Etna, quando c’è da fare la salita. Tra le alture dei Monti Iblei, quando c’è da pedalare più tranquilli. Disciplina, tenacia e l’altruismo del gregario. E poi, una boccata d’aria davanti al suo mare, a Marina di Ragusa dove trascorre l’estate e dove va a pescare per rilassarsi. Piatto preferito: le scacce, tipica focaccia della zona. Gliene prepareranno in abbondanza quando tornerà. Intanto il Municipio è stato illuminato di rosa. “È l’impresa sportiva di un ragusano più bella di sempre – racconta il sindaco Peppe Cassì – Una volta mi ha regalato la sua maglia, la incornicerò”. Oggi alla partenza dell’ultima tappa del Giro si presenterà da secondo in classifica, dietro al colombiano Egan Bernal. Poi sarà tempo di brindare. “Quando va male la gara lo chiamo io, quando va bene è lui a farsi sentire – conclude il padre – Aspetto la sua chiamata”.

 

 

VOLENDO DARE UNO SGUARDO A RAGUSA…

RAGUSA — LA CHIESA / CONVENTO DI SANTA MARIA DELLE SCALE — + RAGUSA-IBLA ( la parte antica ) — 2 link

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