L’ISOLA DI FILE IN EGITTO E IL SUO ” TRASLOCO ” NELLA VICINA ISOLA DI AGILKIA SOTTRAENDO COSI’ I SUOI TESORI ALLE ACQUE DEL NILO —

 

 

DAVID ROBERTS,  1838 — L’isola di File come appariva ai viaggiatori europei nel’Ottocento. Il tempio di Iside in primo piano, poco distante il Chiosco di Traiano

 

 

Egitto: così salvai i monumenti di File

 

 

 

 

File:David Roberts - Philae.jpg - Wikipedia

DAVID ROBERTS, 1838

 

 

 

Egitto: così salvai i monumenti di File.

I grandi interventi per l’archeologia

Archeologia Viva n. 58 – luglio/agosto 1996pp. 42-57

 

di Giovanni Ioppolo

 

Sono passati vent’anni e pochi ricordano la grandiosa operazione grazie a cui il santuario di Iside a File venne trasportato dall’isola originaria sulla vicina Agilkia per essere sottratto alle acque del Nilo. Fu un successo della sensibilità internazionale ma anche delle maestranze italiane ed egiziane che sotto la direzione dell’architetto Giovanni Ioppolo smontarono restaurarono e ricostruirono l’intero complesso monumentale

 

 

 

 

 

Slika:David Roberts Hypaethral Temple Philae.jpg - Wikipedija, prosta enciklopedija

DAVID ROBERTS, 1838

 

 

 

 

Il turista che risale il Nilo e da Luxor giunge ad Assuan per visitare il Santuario di Iside viene puntualmente informato dalle guide sulla colossale opera di spostamento di questo complesso cultuale, ma solo in parte può immaginare le difficoltà e l’impegno occorsi per documentare e smontare i monumenti dall’isola di File, restaurarli e ricostruirli in seguito sulla vicina isola di Agilkia.

 

 

View of Philae, 1838 - David Roberts

DAVID ROBERTS, 1838

 

La costruzione della prima diga di Assuan nel 1902 aveva, infatti, gravemente compromesso l’isola e i suoi templi: il Santuario di File, visibile per poco più di un mese all’anno, era costantemente sommerso dalle acque con conseguente grave danno all’insieme delle costruzioni e perdita del cromatismo delle pareti decorate. Già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento gli inglesi H. G. Lyons e John Ball eseguirono lavori di restauro e protezione delle varie strutture per limitare i danni causati dall’azione delle acque.

 

 

David Roberts - The Great Colonnade In Front Of The Temple Of Isis At Philae.jpg

DAVID ROBERTS, 1838 — IL GRANDE COLONNATO DI FRONTE AL TEMPIO DI ISIDE

 

 

 

Nel 1964, l’iniziativa di costruire un secondo sbarramento (la cosiddetta Grande Diga di Assuan) sette chilometri più a sud dell’isola di File portò alla programmata perdita dei fertili territori nubiani e al rischio di lasciare per sempre all’oblìo l’intero patrimonio storico di monumenti presenti da millenni lungo le sponde del Nilo.

Il problema trovò una soluzione grazie alle iniziative personali di Madame De Roche Noblecourt (all’epoca direttrice della sezione egiziana del Louvre) che riuscì a far varare il Programma per il salvataggio dei monumenti della Nubia. Il contributo economico dei paesi membri dell’Unesco permise di salvare numerose testimonianze dell’esteso territorio nubiano compreso tra Assuan e Abu Simbel (più di 400 km).

 

 

David Roberts - The Hypostyle Room In The Temple Of Isis At Philae.jpg

DAVID ROBERTS, 1838 — IPOSTILO NEL TEMPIO DI ISIDE A FILE

 

 

 

Tuttavia, l’isola di File con tutti i suoi millenari monumenti rimase esclusa da questa prima fase dei lavori a causa del completamento dell’Alta Diga dedicata a Nasser e rimase sommersa quasi completamente dall’invaso creatosi tra il vecchio e il nuovo sbarramento. L’importanza del complesso monumentale, già noto come Perla del Nilo, mèta di studiosi e turisti, ammirato nelle bellissime stampe del Roberts e ricordato per la struggente descrizione fatta da Pierre Loti nella sua opera letteraria Mort de Phile, portò a un ulteriore impegno dei paesi membri dell’Unesco che bandirono una gara internazionale per un progetto finalizzato al salvataggio dei monumenti di File.

 

 

 

David Roberts - The Kiosk Of Trajan On Philae.jpg

DAVID ROBERTS, IL TEMPIETTO DI TRAIANO A FILE

 

 

Prevalse la soluzione offerta da un consorzio di progettisti egiziani, che proponeva lo smontaggio delle novantacinque strutture monumentali presenti nell’isola e la loro ricostruzione in una sede più elevata di 12,40 m, da ricavare con lo spianamento del vicino isolotto di Agilkia. L’appalto per l’esecuzione dei lavori fu affidato dall’Unesco nel 1974, tramite il Ministero egiziano della cultura, a due ditte italiane, la Condotte Acque di Roma e la Mazzi Estero di Verona, in seguito consociate nella Condotte-Mazzi Estero S.p.A. Le due ditte ebbero il compito di documentazione, smontaggio e restauro del complesso monumentale di File e del suo trasferimento e ricostruzione nella nuova sede dell’isola di Agilkia; a una terza ditta egiziana, la High Dam Company, quella che aveva realizzato l’Alta Diga di Assuan, fu assegnato il prosciugamento del sito monumentale originario e il compito di predisporre le fondazioni in cemento armato e il land-scaping, cioè la sistemazione finale, di Agilkia. Allo scrivente fu affidata la supervisione e la responsabilità di tutte le operazioni di competenza della consociata italiana. […]

 

 

 

David Roberts - The Temples Of Philae Seen From The South.jpg

DAVID ROBERTS, I TEMPI DI FILE VISTI DA SUD

 

 

 

 

David Roberts - General View Of The Island Of Philae.jpg

VISTA GENERALE  DELL’ISOLA DI FILE

 

 

 

 

 

Il pittore David Roberts in una foto del 1844

Hill & Adamson

 

 

David Roberts (Stockbridge (Edimburgo ), 24 ottobre 1796 – 25 novembre 1864) è stato un pittore britannico.

Nato a Stockbridge, presso Edimburgo, iniziò la propria attività unendo un lungo periodo di apprendistato presso un decoratore ad un intenso studio serale della storia dell’arte, soprattutto degli impressionisti e dei romantici. Nel 1822 si trasferì a Londra, dove lavorò come scenografo per il Coburg Theatre.

Dieci anni dopo iniziò i suoi viaggi in Spagna e specialmente a Tangeri, da cui tornò nel 1833 con un consistente portfolio di disegni, schizzi e studi. Da questi bozzetti, trasse alcune delle sue opere più popolari.

Qualche anno più tardi, su pressione di Turner, abbandonò la pittura di paesaggio e il 31 agosto 1838 partì per l’Egitto con l’intenzione di raccogliere materiale per futuri dipinti. Giunse in oriente nel 1838 e realizzò sul posto numerosi disegni ed acquerelli che vennero venduti in patria ancora prima del suo ritorno, oltre agli schizzi preparatori di quelle che sarebbero state le sue più famose litografie.

Venne ricevuto dal Muhammad Ali Pasha ad Alessandria il 16 maggio 1839, poco prima del suo ritorno a Londra.

Nel 1851, e successivamente nel 1853, si recò in Italia dove realizzò dove dipinse il Palazzo Ducale di Venezia, acquistato da Lord Londesborough, gli Interni della Basilica di San Pietro a Roma nel Natale del 1853, e Roma dal Chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo, donato alla Royal Scottish Academy.

Passò gli ultimi anni della sua vita in patria, realizzando alcune vedute di Londra e del Tamigi: morì di un colpo apoplettico nella cattedrale di San Paolo mentre stava realizzando un dipinto del suo interno.

 

https://it.wikipedia.org/wiki/David_Roberts

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