Grup Yorum Bella Ciao Live in Istanbul, 2010 + un’altra loro canzone + rep. Marco Ansaldo, Ibrahim Gokcek è il terzo morto del gruppo -7 maggio 2020 + 2 link + SERENA TARABINI, RADIO POP. 9 AGOSTO 2020

 

Grup Yorum (commento in turco) è un gruppo musicale turco fondato nel 1985. Ispirati agli Inti-Illimani dei primi anni del 1980, suonano un genere musicale definito Halk Müziği.

Prodotti da Kalan Muzik, famosi in Turchia ed anche all’estero, hanno pubblicato venticinque album tra il 1985 e il 2020 con oltre due milioni di copie vendute e nell’arco di un ventennio si sono esibiti in Germania, Austria, Australia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Danimarca, Inghilterra e Grecia.

Il Grup Yorum si riconosce nell’area socialista Internazionalista, contraddistinguendosi per i testi socialmente impegnati: a seguito di ciò il gruppo è stato perseguitato dal governo turco, impedendo loro di fare concerti e la vendita dei loro dischi e successivamente incarcerandone i membri con l’accusa di terrorismo.

Formazione attuale

  • Voce : Selma Altın, Eren Olcay, Sultan Gökçek, Umut Gültekin, Ayfer Rüzgar, Betül Varan, Fırat Kıl, Sena Erkoç
  • Bağlama : İhsan Cibelik, Meral Hır, Emel Yeşilırmak
  • Chitarra: Muharrem Cengiz, Dilan Ekin, Ekimcan Yıldırım
  • Pianoforte: İnan Altın
  • Aerofoni: Ali Aracı, Selma Altın, İhsan Cibelik, Bahar Kurt, Dilan Poyraz, Betül Varan, Sena Erkoç
  • Basso: Seher Adılgüzel
  • Percussioni : İnan Altın, Bergün Varan, Barış Yüksel
  • Coro: Emel Yeşilırmak

 

 

 

 

 

 

 

TRADUZIONE IN INGLESE:

 

The dawn has risen

The dawn has risen, we all awoke

And rushed to the trenches

In the name of freedom

We smeared ourselves in blood.

We walk the path of revolution

Come, brothers, to our cause.

Our homes are being overrun by fascists.

Fight, brothers, for our cause.

Workers, farmers, all are ready

Against the corrupt system.

We will fight as people,

Against the imperialistic yoke.

We walk the path of revolution

Come, brothers, to our cause.

Our homes are being overrun by fascists.

Fight, brothers, for our cause.

 

DA :

https://lyricstranslate.com/it/g%C3%BCndo%C4%9Fdu-mar%C5%9F%C4%B1-sun-has-risen.html

 

 

 

REPUBBLICA DEL 7 MAGGIO 2020

https://www.repubblica.it/esteri/2020/05/07/news/turchia_ankara_censura_band_grup_yorum_morto_bassista_ibrahim_gokcek-255962314/

 

Turchia, morto Ibrahim Gokcek: il bassista del Grup Yorum che lottava per la musica

di MARCO ANSALDO

 

 

Ibrahim Gokcek

Aveva interrotto lo sciopero della fame dopo 323 giorni, ma non ce l’ha fatta. È il terzo componente della band a morire. In una lettera di pochi giorni fa scriveva: “Sono sempre stato un musicista, e ora mi ritrovo a essere un terrorista”

La moglie Sultan ancora rinchiusa nell’ormai famigerato carcere di Silivri, a Istanbul. Helin, la cantante del suo gruppo, morta un mese fa. Il suo amico nel complesso, Mustafa, anch’egli deceduto in prigione dieci giorni dopo di lei. Che cos’altro restava a Ibrahim Gokcek, in sciopero della fame da 323 giorni, se non la morte?

L’altro ieri le sue richieste – tornare a suonare in pubblico, dopo le accuse di sostenere il terrorismo – erano state infine accolte dalla magistratura, e lui aveva interrotto il digiuno. Ma pesava meno di 40 chili. E il suo fisico non ha retto. Così, oggi, anche il bassista del Grup Yorum, storica band di folk turco, se n’è andato.

È il terzo componente a morire, nel giro di poco più di un mese.

Turchia, il bassista dissidente di Grup Yorum interrompe lo sciopero della fame dopo 323 giorni

Marco Ansaldo  06 Maggio 2020

Che cosa stia diventando la Turchia di oggi ce lo raccontano le ultime parole di quest’uomo di nemmeno quarant’anni, e che le fotografie impietose sul letto di morte, lui con le dita a V, mostrano come se ne avesse il doppio. “Sono sempre stato un musicista, e ora mi ritrovo a essere un terrorista”, scriveva in una lettera di pochi giorni fa. “Mi hanno preso che ero un chitarrista, e hanno usato le mie dichiarazioni facendo di me uno strumento. Eravamo un gruppo che si esibiva davanti a un milione di persone, siamo diventati dei terroristi ricercati”.

È una lettera mandata idealmente alla sua cantante, Helin Bolek, 28 anni, morta il 3 aprile scorso dopo 288 giorni senza mangiare. A lei, che aveva promesso di tornare a esibirsi, Gokcek si rivolge nello scritto, ricordando la promessa di tornare anche lui a suonare se Helin avesse interrotto la protesta

.”Purtroppo questo non è successo – si legge nel foglio vergato da Ibrahim per Helin – e ora la mia testa gira a vuoto. Da parte mia, con tutto quello che ho vissuto e che continuo a vivere. non so dove continuerà il mio viaggio dopo questo letto di ospedale. Non so se spingerò il mio corpo fino alla morte o se vincerò la mia battaglia”.

Due giorni fa suo padre aveva detto: “Non sono ragazzi che meritano di morire così, abbiamo perso Helin, non lasciamo che anche Ibrahim muoia. Qualcuno ascolti i loro appelli”.

Dopo che, passato quasi un anno, le autorità turche avevano infine dichiarato di accogliere le loro istanze, più per paura di uno scandalo internazionale, vista l’eco che la protesta del Grup Yorum aveva preso nel mondo, che per effettiva convinzione, Gokcek era stato portato per le cure in ospedale. Troppo tardi. Troppo tardi per tutto.

I cinque musicisti della band, un gruppo molto apprezzato in Turchia per musica e testi, erano stati arrestati nel 2016, nell’ambito della vastissima repressione seguita al golpe fallito contro il presidente Recep Tayyip Erdogan.

L’accusa: vilipendio alle istituzioni e appartenenza all’organizzazione terroristica di estrema sinistra Dhkp-C.

A maggio 2019 Helin, Ibrahim e il loro compagno Mustafa Kocak, anch’egli 28enne, cominciavano uno sciopero della fame per denunciare la loro vicenda, e chiedere la fine del divieto di esibirsi dal vivo, oltre che lo stop ai blitz della polizia nei centri sociali di Okmeydani e Gazi, le due aree di Istanbul dove sono cresciuti.

Tutti quanti si erano trasferiti a Kucuk Armutlu, altra zona popolare dove tradizionalmente i dissidenti portano avanti lo sciopero della fame fino all’estremo, nelle cosiddette “case della morte” o “case della resistenza”. Zone dove il confronto sociale raggiunge livelli di conflittualità altissima, fin dall’inizio del 1980, data del terzo golpe in Turchia. Quartieri diventati rifugio di attivisti di sinistra e indipendentisti curdi.

Grup Yorum, oggi noto in tutto il mondo, è nato in queste strade. Ed è stato messo al bando, all’inizio, per il carattere politico dei suoi lavori. Con critiche aperte verso l’esecutivo conservatore di ispirazione religiosa fondato da Erdogan.

Helin diceva: “Il governo Erdogan  deve liberare i detenuti politici arrestati dopo il golpe del 2016, fermare i raid nei centri culturali, e permettere al nostro gruppo di tornare a suonare”.

In questi ultimi giorni, mentre Ibrahim sembrava spegnersi, i tanti appelli lanciati affinché le autorità accettassero le richieste del complesso erano cresciuti. Uno, in particolare, era rivolto al governo turco e al ministro della Giustizia, Abdulhamit Gul.

Era stato diffuso online il 4 maggio con queste parole: “La situazione di Ibrahim Gokcek è ormai più che critica. Ha il battito molto basso. Se il governo non reagisce ora potrebbe morire oggi. Chiediamo e invitiamo tutti a reagire per salvargli la vita, in qualità di cittadini attivi della società. Questo non può essere scritto nella storia. Il governo turco, con i suoi legami stretti con l’economia e i politici europei, uccide un oppositore dopo l’altro a causa della protesta pacifica per i diritti fondamentali di espressione e per la giustizia. Il dovere di reagire è di tutti noi, non solo degli attivisti dei diritti umani. Vi preghiamo di non permettere questa tragedia umana. Grup Yorum chiede solo l’autorizzazione per un concerto. Come può diventare una questione di vita o di morte? Signor Abdulhamit Gül, accettate le richieste del membro del Grup Yorum!”.

Ankara sembrava avere ceduto. Troppo tardi, però. Il gruppo, nelle richieste, si era accordato per un grande concerto da fare a Istanbul, alla fine dell’epidemia di coronavirus che anche in Turchia sta colpendo duramente. Saranno ora altri membri, a rotazione, a sostituire Helin, Mustafa e Ibrahim. Un concerto che, se davvero si terrà, diventerà un momento cruciale per misurare a che punto è oggi la democrazia turca.

Radio Popolare

 

RADIO POPOLARE

Turchia, il governo blocca il concerto di Grup Yorum

 

Turchia, il governo blocca il concerto di Grup Yorum

9 AGOSTO 2020 | DI SERENA TARABINI

Grup Yorum

 

Non c’è stato nessun concerto di Grup Yorum a Istanbul. Nonostante la data fosse stata strappata con il sacrificio di 3 membri del gruppo che nei mesi di aprile e di maggio, uno dopo l’altro, hanno portato all’estremo il loro sciopero della fame, la parola del prefetto, ovvero del Governo, ha avuto la meglio su quel sacrificio estremo.

Al posto degli strumenti, presso dell’immensa area di Yenikapi, dove era stato convocato l’evento, c’erano le armi della polizia che hanno impedito a chiunque di avvicinarsi. Sono scattate anche le manette per alcuni dei musicisti che presso l’ingresso avevano esposto uno striscione che recitava “Grup Yorum è il popolo che non può essere messo a tacere”.

Il popolo che voleva partecipare è stato trascinato a terra e malmenato per il solo fatto di essere lì. Malaparata anche per i giornalisti, a cui è stato del tutto impedito di documentare qualsiasi fatto.

Le telecamere sono state sequestrate, i filmati cancellati: di questo pomeriggio a Istanbul che doveva essere quello di un ritorno pagato con la morte, non vi è traccia.

Foto dalla pagina Facebook di Grup Yorum,

 

LINK:

https://www.facebook.com/grupyorum1985

 

 

 

 

 

 

GRUP YORUM –I BRANI PIU’ BELLI E FAMOSI –lista dei brani sotto — sono molto bravi, ascoltarli, quando potete, è un modo di render loro un omaggio postumo, ch.

 

 

 

GRUP YORUM — BELLA CIAO — CONCERTO LIVE — ISTANBUL 2012 –HELIN BOLEK E’ LA CANTANTE SOLISTA

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One Response to Grup Yorum Bella Ciao Live in Istanbul, 2010 + un’altra loro canzone + rep. Marco Ansaldo, Ibrahim Gokcek è il terzo morto del gruppo -7 maggio 2020 + 2 link + SERENA TARABINI, RADIO POP. 9 AGOSTO 2020

  1. ueue scrive:

    E’ una storia straziante, più che se li avessero uccisi subito.

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