Settimo giorno – con Fernand Braudel (1974) — all’inizio c’è un servizio sugli “Annales ” — durata – 55 minuti + qualcosa sullì’autore intervistato

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Cis promuove una conversazione su Fernand Braudel

 

 

 

Portrait de Fernand Braudel en 1984 : Foto di attualità

 

Fernand Paul Achille Braudel (Luméville-en-Ornois, 24 agosto 1902 – Cluses, 27 novembre 1985) è stato uno storico francese. È stato uno dei principali esponenti della École des Annales, che studia le civiltà e i cambiamenti a lungo termine, in opposizione alla storia degli avvenimenti. È ritenuto uno dei massimi storici del XX secolo. È stato direttore della VI sezione dell’École Pratique des Hautes Études (divenuta poi École des Hautes Études en Sciences Sociales) di Parigi. È stato primo presidente dell’Istituto Internazionale di Storia Economica “F. Datini” (1968-1984).

 

Fernand Braudel nasce nel 1902 in un piccolo villaggio della Mosa, Lumeville-en-Ornois, a una quarantina di chilometri a sud di Bar-le-Duc. Suo padre, insegnante nella regione parigina, ha lì i suoi legami familiari. Da questa parte della campagna lorenese che ha tanto amato nella sua gioventù, e che ricorderà nella sua vecchiaia, trarrà la nozione dell’importanza della vita quotidiana. “Sono uno storico dalle radici contadine”, dirà orgogliosamente.

Fernand Braudel diviene rapidamente cosciente del peso della storia in questa regione di frontiera: è un ragazzo di 12 anni, molto patriottico quando vede la guerra passare vicino alla sua regione.

“Anziché avere la Francia davanti a noi, attorno a noi, noi lorenesi, l’abbiamo dietro di noi”. Quel “noi lorenesi” indica l’attaccamento alle sue radici. Il suo sogno di gioventù è di fare la carriera di professore a Bar-le-Duc. “Se l’università fosse stata gentile con me, sarei stato nominato nel 1923 all’istituto universitario di Bar-le-Duc, dove avrei fatto tutta la carriera”. I suoi studi per il diploma di studi superiori sono consacrati a Bar-le-Duc.

 

Inizia la scuola a Parigi nel 1909, ed avrà un cursus scolastico ed universitario di una velocità straordinaria.

Accettato alla Agrégation di storia nel 1923, a 21 anni è nominato professore, dal 1924 al 1932, in Algeria, prima a Costantina e poi ad Algeri. Dal 1932 al 1935 insegna negli istituti universitari Pasteur, Condorcet ed Henri IV a Parigi prima di essere incorporato, dal 1935 al 1936, nella missione francese d’insegnamento in Brasile, a San Paolo. Nel 1937, entra alla École Pratique des Hautes Études come direttore della sezione di filosofia della storia. In questo periodo di formazione è sotto la guida di Lucien Febvre, il suo futuro relatore.

L’influenza di Lucien Febvre, che incontrò su una nave in Atlantico rientrando dell’America latina nel 1937, e dei geografi che lo hanno formato negli anni 1920 fanno di Braudel un erede diretto di Paul Vidal de la Blache. Questa genesi spiega la scelta, allora profondamente innovatrice, di prendere per argomento di tesi un’area geografica. Il Mediterraneo e il mondo mediterraneo all’epoca di Filippo II, discussa nel 1947 e pubblicata nel 1949, la grande opera di Braudel, un monumento della storiografia del XX secolo, resterà un’opera unica nel contesto dell’epoca.

Nel 1938, per la crescente minaccia nazista, Braudel viene arruolato nell’esercito. Fatto prigioniero a seguito della capitolazione francese, è detenuto in Germania dal 1940 al 1945.

Liberato, dirige dal 1946 al 1968, prima con Lucien Febvre e poi da solo, la rivista Annales, prima di lasciare il posto a Jacques Le Goff.

 

 

 

LIBRI DI BRAUDEL TRADOTTI IN ITALIANO :

 

  • Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II (2 voll.), traduzione di Carlo Pischedda, Collana Biblioteca di cultura storica n.48, Torino, Einaudi, I ed. 1953-1985; Collana Piccola Biblioteca n.85, Einaudi, 1977; Collana Piccola Biblioteca n.471, Einaudi, Torino, 1994.

  • Il mondo attuale (2 voll.), Collana Piccola Biblioteca n.55, Torino, Einaudi, 1966.

  • Problemi di metodo storico, a cura di, Bari-Roma, Laterza, 1973.

  • Scritti sulla storia, Milano, A. Mondadori, 1973.

  • La storia e le altre scienze sociali, a cura di, Bari-Roma, Laterza, 1974.

  • Capitalismo e civiltà materiale (secoli XV-XVIII), Torino, Einaudi, 1977.

  • La dinamica del capitalismo, Bologna, il Mulino, 1977.

  • Il secondo Rinascimento. Due secoli e tre Italie, traduzione di Corrado Vivanti, presentazione di Maurice Aymard, Collana Biblioteca di cultura storica, Torino, Einaudi, 1986, ISBN 88-06-59364-1.

  • I tempi della storia. Economie, società, civiltà, Bari, Dedalo, 1986. ISBN 88-220-0516-3

  • L’identità della Francia

I, Spazio e storia, Milano, Il Saggiatore, 1986. ISBN 88-428-0018-X.II, Gli uomini e le cose, Milano, Il Saggiatore, 1988. ISBN 88-04-31919-4.

  • Civiltà materiale, economia e capitalismo. Secoli XV-XVIII

I, Le strutture del quotidiano, Collana Biblioteca di cultura storica, Torino, Einaudi, 1982. ISBN 88-06-04813-9II, I giochi dello scambio, Collana Biblioteca di cultura storica, Torino, Einaudi, 1981. ISBN 88-06-05303-5III, I tempi del mondo, Collana Biblioteca di cultura storica, Torino, Einaudi, 1982. ISBN 88-06-05321-3.

  • Una lezione di storia. [Châteauvallon, Giornate Fernand Braudel, 18-19-20 ottobre 1985], Collana Piccola Biblioteca, Einaudi, 1988, ISBN 88-06-11383-6.

  • Il Mediterraneo. Lo spazio e la storia, gli uomini e la tradizione, Milano, Bompiani, 1987.

  • Scritti sulla storia II, Collana La Cultura, Milano, Il Saggiatore, 1991.

  • L’Europa e gli europei, Roma-Bari, Laterza, 1992. ISBN 88-420-4082-7

  • Storia, misura del mondo, Bologna, il Mulino, 1998. ISBN 88-15-06719-1

  • Memorie del Mediterraneo. Preistoria e antichità, Milano, Bompiani, 1998. ISBN 88-452-3152-6

  • Espansione europea e capitalismo, 1450-1650, Bologna, il Mulino, 1999. ISBN 88-15-06886-4

ALTRE NOTIZIE NEL LINK :

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Fernand_Braudel

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1 risposta a Settimo giorno – con Fernand Braudel (1974) — all’inizio c’è un servizio sugli “Annales ” — durata – 55 minuti + qualcosa sullì’autore intervistato

  1. ueue scrive:

    Molto bella l’intervista al grande storico.

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