LUCIANO CANFORA, LA DEMOCRAZIA DEI SIGNORI, LATERZA 2022- + FURIO COLOMBO, IL FATTO QUOTIDIANO DEL 24 GENNAIO 2022  +ANTONELLO CAPORALE, INTERVISTA A CANFORA, IL FATTO QUOTIDIANO 23 GENNAIO 2022

 

 

 

La democrazia dei signori

Luciano Canfora

Laterza, 2022

pp. 88

 

 

Come è potuto accadere che il potere legislativo passasse di fatto nelle mani dell’esecutivo riducendo le funzioni delle assemblee elettive a meri compiti di ratifica? E soprattutto: un assetto politico resta ‘democratico’ anche quando il ‘demo’ se n’è andato? O si trasforma in una democrazia dei signori?

Da oltre trent’anni l’Italia vede attuarsi periodicamente soluzioni ‘irregolari’ delle crisi politiche. Ciampi, Monti, Draghi. Da tempo i presidenti della Repubblica si regolano come se fosse in vigore da noi la Costituzione della Quinta Repubblica francese, o forse pensano che sia ritornato lo Statuto Albertino: convocano ‘qualcuno’ che metta le cose a posto.

Non possiamo non chiederci se, tra le cause immediate di questa deriva, non ci sia il disinvolto e reiterato ricorso alla cosiddetta ‘unità nazionale’ e al conseguente assembramento di formazioni politiche ritenute antitetiche ma destinate a perdere, nel corso di tali esperienze, larga parte dei loro connotati. È probabile che tutto questo si sia verificato sotto la pressione incalzante di costringenti strutture extranazionali in grado di imprimere una accelerazione. Ma il problema ineludibile che abbiamo di fronte è: a quale prezzo e con quale riassetto del nostro ruolo internazionale si sia prodotta una tale mutazione, e se essa sia irreversibile.

 

 

Luciano Canfora

Luciano Canfora è professore emerito dell’Università di Bari. Dirige i “Quaderni di storia” e collabora con il “Corriere della Sera”. Tra le sue pubblicazioni per i nostri tipi, più volte ristampate e molte delle quali tradotte nelle principali lingue: Storia della letteratura grecaLibro e libertàGiulio Cesare. Il dittatore democraticoPrima lezione di storia grecaLa democrazia. Storia di un’ideologiaL’occhio di ZeusLa prima marcia su RomaIl papiro di ArtemidoroLa natura del potereIl mondo di Atene“È l’Europa che ce lo chiede!”. Falso!Intervista sul potere (a cura di A. Carioti); La crisi dell’utopia. Aristofane contro PlatoneAugusto figlio di DioTucidide. La menzogna, la colpa, l’esilioCleofonte deve morireLa scopa di don Abbondio. Il moto violento della storiaIl sovversivo. Concetto Marchesi e il comunismo italianoLa metamorfosiIl tesoro degli Ebrei. Roma e Gerusalemme.

 

 

RECENSIONE  1.  :

 

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 24 GENNAIO 2022 

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/01/24/la-malattia-politica-del-nostro-tempo-opaco-il-demo-se-ne-e-andato-la-crazia-e-rimasta-sola/6466156/

 

BOOKSBOOKdi Furio Colombo

La malattia politica del nostro tempo opaco: il “demo” se ne è andato, la “crazia” è rimasta sola

24 GENNAIO 2022

Il breve, importante saggio di Luciano Canfora (La democrazia dei Signori, Laterza) era uscito da un giorno quando i cittadini romani sono stati chiamati a votare in una elezione suppletiva per eleggere un deputato mancante. Distretto in buona dislocazione, tempo splendido, vivaci discussioni per l’imminente scelta del Capo dello Stato. Si immaginava fermento e voglia di partecipare. Invece l’astensione è stata gigantesca. Poco più dell’11% degli aventi diritto hanno votato. Come ormai accade sempre, fra quei pochi, solo gli abbienti.

 

A pag. 67 del saggio si legge in tempo reale:

 

“Una forma di assetto politico non resta democratica quando il ‘demo’ se ne è andato”.

 

Il “demo” dunque se ne è andato, come era appena accaduto nel gruppo di elezioni locali (anche in centri molto importanti) che avevano avuto luogo poche settimane prima.

 

 

La tendenza all’allontanarsi dalle urne stava rivelandosi da tempo. Ma in quelle elezioni è precipitata “solo” sotto il cinquanta per cento, suscitando discussioni e preoccupazioni sul tema: fra i cittadini diminuisce l’interesse per la politica. La risposta di Canfora è stata subito: è la politica che ha lasciato i cittadini, bloccati nel nulla, e sotto l’assedio di pesanti problemi che si vedono bene e si possono denunciare dal basso. Ma non si possono risolvere se intanto la politica va altrove.

 

È accaduto, infatti, che la politica sia stata presa da un frenetico interesse per se stessa, una esclusiva ricerca del miglior leader per un proprio gruppo, della trovata sorprendente per un balzo avanti nei sondaggi, l’invenzione geniale di una coalizione quasi con chiunque capace di imporsi al primo colpo. Imporsi a chi? Non sempre, non tanto all’avversario, quanto al concorrente spalla a spalla dello stesso schieramento. Il gioco viene coltivato con passione, con una paurosa tendenza ripetitiva. In questo gioco i cittadini non c’entrano perché nessuno li ha cercati e perché ciò che i cittadini pensano o cercano non servono alla grande campagna apertamente e anche orgogliosamente in corso dentro i partiti, o coperta da tendoni mimetizzati di invenzioni retoriche di falsificazioni storiche, dove pure sono in corso mattanze.

Canfora avverte: i cittadini se ne vanno e non serviranno caldi discorsi di autocelebrazione a farli tornare. Non servirà cercare di apparire più giusti e umani per avere attenzione. La bassezza morale di guida-popolo come Salvini, per i nuovi protagonisti del non voto, non è ne meglio ne peggio dell’abbandono che hanno subìto e dello spettacolo delle guerre interne che i propri partiti di riferimento li hanno costretti a seguire come se fosse la cosa che conta. Come risposta ti dicono che Luciano Canfora è un estremista, uno che vuole l’antico scontro tra i ricchi e i poveri e non la convivenza fra tutte le classi nello stesso partito e poi la convivenza di tutti i partiti nello stesso governo. Sul palco il gioco funziona. In sala il pubblico sta andando via un po’ alla volta.

 

 

 

RECENSIONE / INTERVISTA — 2.

 

 

IL FATTO QUOTIDIANO — 23 GENNAIO 2022

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/01/23/se-eleggono-il-premier-svolta-presidenzialista-contro-la-costituzione/6465354/

 

 

POLITICA

L’INTERVISTA. LUCIANO CANFORA

 

“Se eleggono il premier svolta presidenzialista contro la Costituzione”

 

 

DI ANTONELLO CAPORALE

 

23 GENNAIO 2022

 

 

“Togliamo l’aggettivo ‘banchiere’ e diamo a Mario Draghi quel che gli compete. È un uomo politico al cento per cento che ha occupato, grazie a una carriera molto apprezzata e anche magari un po’ fortunata, quello che oggi è il luogo della politica per eccellenza: la Bce. Se, come appare verosimile, dovesse essere eletto alla presidenza della Repubblica, si compirebbe la svolta presidenzialista e il superamento nei fatti dell’attuale ordinamento costituzionale”.

 

Professor Canfora, a lei pare molto concreta questa possibilità?

 

Del tutto coerente con lo svuotamento della sovranità nazionale. Gli ordinamenti europei comportano la centralità del ruolo di governo dell’Unione europea a scapito dei Parlamenti nazionali.

 

Si discute che un uomo senza partito e senza voti sembra decidere il tempo della sua permanenza a palazzo Chigi e quello della sua ascesa al Quirinale. E lo faccia, almeno così pare, in completa solitudine.

 

Guardi che già col governo di Mario Monti era stato congegnato un itinerario simile. Si pensava infatti per lui che le porte del Quirinale fossero spalancate. Un incidente di percorso ha fatto andare le cose diversamente.

 

Il Parlamento è dunque già solo ornamento?

 

Lo era e lo sarà sempre di più domani, quando la sciagurata riforma costituzionale, il taglio dei parlamentari, trasformerà la maggioranza relativa che la destra presumibilmente otterrà alle prossime elezioni in una maggioranza assoluta. Un disastro totale. E poi c’è l’Europa, l’altra entità a detenere le chiavi delle scelte politiche. Gli entusiasti hanno aderito senza alcuna consapevolezza.

 

Lei ce l’ha con la sinistra.

 

Temo che non esista più. Ha lanciato parole vuote, come l’europeismo, attaccando spesso il populismo, senza neanche sapere bene cosa fosse. L’unica certezza che ho è che all’élite della ex sinistra il popolo fa un po’ schifo.

 

Non c’è alternativa a Draghi, il nuovo imperatore.

 

Beh, a quanto vedo e leggo i giornalisti avranno momenti di vera estasi se l’ipotesi dovesse farsi realtà.

 

Si dice che in queste ore Draghi negozi anche gli assetti del nuovo governo senza di lui alla guida.

 

Supereremo l’attuale ordinamento costituzionale e inaugureremo la stagione presidenzialista. I battimani di Confindustria a Draghi risuonano ancora. I partiti, già così tanto deperiti, non avranno nulla da opporgli. L’unica opposizione, se c’è stata, è venuta dai sindacati.

 

Qualcosa di buono che potrà fare per l’Italia?

 

I miliardi del Pnrr ce li siamo già sostanzialmente consumati con i ripetuti scostamenti di bilancio per sostenere la crisi pandemica. Ricordo che una novantina di essi sono a fondo perduto, gli altri fanno debito. Draghi, forse, potrebbe aiutare l’Italia a vedere cancellato almeno in parte il suo debito anche se c’è da dire che in Germania non c’è più Frau Merkel, ma un cancelliere che ha voluto all’economia il capo dei liberali, ferocissimo liberista.

 

Ora siamo al secondo tempo.

 

È l’Europa che detta i tempi svuotando. L’Europa è un gigante incatenato perché la sua reputazione esterna e anche la sua proiezione politica è sistematicamente sottoposta alla leadership della Nato, che è una gabbia fetida nella quale l’Unione perde ogni identità e autonomia. In politica estera e negli affari militari resta un gregario degli Stati Uniti, che tra l’altro hanno il privilegio di designare il segretario generale della Nato.

 

E allora amen.

 

Questa è la realtà.

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1 risposta a LUCIANO CANFORA, LA DEMOCRAZIA DEI SIGNORI, LATERZA 2022- + FURIO COLOMBO, IL FATTO QUOTIDIANO DEL 24 GENNAIO 2022  +ANTONELLO CAPORALE, INTERVISTA A CANFORA, IL FATTO QUOTIDIANO 23 GENNAIO 2022

  1. ueue scrive:

    Il pericolo più grande che io intravvedo in questo momento è proprio lo scarso collegamento che i partiti di sinistra hanno con la popolazione. Di qui ad invocare l’uomo forte, che risola i problemi, il passo è abbastanza breve.

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