SEBASTIANO GRASSO, ” VAN DONGEN: quell’intreccio di colore, violenza e mondanità. “- CORRIERE.IT/ CULTURA, 27 GIUGNO 2011

 

 

CORRIERER.IT / CULTURA  / 27 GIUGNO 2011
https://www.corriere.it/cultura/11_giugno_27/grasso-tre-volte-van-dongen_fb7fcebe-a09c-11e0-b2f7-bc745ffd716f.shtml

 

 

 1905

Fernande Olivier 1905
Collezione privata
© ADAGP, Paris, 2011
Photo © Droits réservés

 

 

 1907

Le Chapeau rose 1907
Musée Fabre, Montpellier
© Musée Fabre de Montpellier Agglomération
Photographe Frédéric Jaulmes
© ADAGP, Paris, 2011

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Kees van Dongen - Wikipedia

 

 

 

Kees van Dongen - Wikipedia

Cornelis Theodorus Maria ” Kes ” van Dongen (26 gennaio 1877-28 maggio 1968) è stato un pittore franco – olandese che è stato uno dei principali Fauves .

 

PARIGI

«Tre volte» Van Dongen

Quell’intreccio di colore, violenza e mondanità. Al Musée d’Art Moderne una retrospettiva celebra il maestro olandese del «fauvisme»

Kees van Dongen? Fauve, anarchico e mondano. Così, vent’anni dopo la retrospettiva dedicata al pittore di Delfshaven- oggi Rotterdam -(1877-1968), la capitale francese ne ripropone il periodo parigino, con 90 fra dipinti e disegni, oltre a un buon numero di ceramiche fine Ottocento-inizio anni Trenta.

A Parigi, Kees arriva nel 1897. Ha vent’anni e tanta voglia di farsi strada. Nel 1904, la sua prima personale, l’incontro con André Derain e la conversione al fauvismo. Per vivere, il giovane olandese disegna per il giornale satirico Assiette au beurre, vende giornali, fa il fattorino, l’imbianchino e, robusto come Braque, persino il lottatore da fiera. Montmartre e Montparnasse diventano i suoi quartieri e il Bateau-Lavoir la sua casa.

 

«Marchande d’herbe et d’amour» (1913)
«Marchande d’herbe et d’amour» (1913)

 

Nell’ex fabbrica di pianoforti, trasformata in appartamentini senza luce e con l’acqua che arriva solo al primo piano, Van Dongen

Montmartre & Montparnasse. La favolosa Parigi d'inizio secolo - Dan Franck - copertina
Garzanti, 2004

 

– come scrive Dan Frank ne La favolosa Parigi d’inizio secolo (Garzanti) – «divide uno studio con la moglie Guus e la figlia Dolly. Guus è vegetariana e dai Van Dongen si mangiano solo spinaci. La famiglia è molto ospitale, in uno spazio in cui i cavalletti si contendono il posto con i letti, la culla, la tavola; fra il brusio dei vicini, il caldo insostenibile d’estate, il freddo d’inverno e i pochi soldi che bastano appena a nutrire la piccola. Molte volte Picasso, Max Jacob e André Salmon fanno una colletta per comperare un po’ di borotalco nella farmacia più vicina».

 

Tre volte» Van Dongen - Corriere della Sera
Il clown» (1906)

Le opere in mostra ne evidenziano i caratteri peculiari: la ricerca artistica che lo porta verso i «selvaggi» (al Salon d’Automne del 1905 espone nella «Sala fauve» assieme a Matisse, Marquet, Dufy, Vlaminck, Derain e Braque), il temperamento ribelle e l’immersione nel mondo cittadino (un po’ come Degas e Toulouse-Lautrec: ma solo per i temi).

 

 

Le Moulin de la Galette, 1906 - Kees van Dongen
Le Moulin de la Galette, 1906

 

 

Sino agli anni Venti, cerca i suoi soggetti – donne soprattutto – in giro per bordelli, nei locali popolari dove si balla all’aperto (Le Moulin de la Galette), nei teatri in cui si danno spettacoli di varietà, operette (Nini, danzatrice delle Folies-Bergère, Un ballo degli «anni folli»).

 

Femme avec sigaretta, 1908 - Kees van Dongen
Donna con sigaretta, 1908

 

Modjesko, cantante lirico, 1908 - Kees van Dongen
Modjesko, cantante lirico, 1908

 

Primavera, 1908 - Kees van DongenMolla, 1908

Interno, Miss specchio, Miss collana e Miss divano, di Kees van Dongen, 1914, Boijmans van Beuningen Museum di Rotterdam Paesi Bassi, Europa Foto stock - AlamyInterno, Miss specchio, Miss collana e Miss divano, di Kees van Dongen, 1914

 

MOLTE OPERE SOPRA SONO DA WIKIART
https://www.wikiart.org/en/kees-van-dongen/

 

 

Kees rappresenta la vita di strada con colori forti, quasi violenti. I suoi modelli – prostitute, acrobati (Gli artisti del circo, Il circo, La parade, Il vecchio clown), cabarettiste – hanno tratti selvaggi, carnali, languidi, orientaleggianti (frutto dei suoi viaggi in Marocco, Spagna, Egitto): occhi grandi e labbra di fuoco. Così spesso viene accusato di «confondere i colori col trucco».

Torso l'idolo, 1905 - Kees van Dongen
Torso ( l’idolo ), 1905

Fa alcuni ritratti a Fernande Olivier (Torso), di cui s’è innamorato un «giovane rozzo spagnolo che parla male il francese», tale Pablo, geloso e violento, che non ha un franco ma che, non si sa come, riesce a regalarle flaconi di profumo dall’odore così forte che quando qualcuno passa nelle vicinanze, dice: «Madame Picasso è da queste parti».

 

 

Il papavero di mais, 1919 - Kees van Dongen

Il papavero di mais, 1919

 

Trouville, la mer, 1904 - Kees van Dongen

Trouville, La mer, 1904

 

Donna con cane che cammina sulla spiaggia, 1937 - Kees van Dongen

Donna con cane che cammina sulla spiaggia, 1937

 

La baia di Antibes - Kees van DongenLa baia di Antibes

 

Paris La Nuit - Kees van Dongen
Paris, la nuit

 

 

Quiétude - Kees van Dongen

Tranquillità

 

 

Quando Picasso vede Fernande ritratta da Van Dongen con un seno nudo, pazzo di gelosia, la schiaffeggia. E la donna lo lascia. Tornerà.

Successivamente, grazie a due nuove amanti (Jasmy Jacob, direttrice di grandi case di moda e la marchesa Luisa Casati), Kees si tuffa nel «bel mondo»: letterati e artisti, alta borghesia (politici, diplomatici, finanzieri, modiste), nobiltà (ritrae Leopoldo III del Belgio e l’Agha Kan). È il «periodo del cocktail», come lui stesso lo chiama. Una tavolozza ironica, anche se brillante, in cui fonde le varie esperienze: fauve, certo, ma con anche una certa atmosfera cubista picassiana e il richiamo all’espressionismo tedesco. Cui aggiunge passione e sensualità.

 

«La donna con il cappello verde» (1907)
«La donna con il cappello verde» (1907)

Abbandonata la vita bohémienne del Bateau-Lavoir, Van Dongen prende un appartamentino per moglie e figlioletta e, per sé, uno studio nei pressi delle Folies-Bergère. Con l’aiuto della Jacob, organizza feste sontuose e raffinate dove partecipa la Parigi-bene. Gli spinaci vengono sostituiti dalla carne rossa in un ristorante di cui diventa frequentatore abituale. Una volta che l’artista diventa famoso, il gestore mette un cartello in vetrina: «Dove si può vedere Van Dongen mettere il cibo in bocca, masticarlo, digerirlo e fumare? Da Jourdan, al 10 di rue des Bons-Enfants».

 

Tutto va a gonfie vele. Alcuni lavori entrano al Musée du Luxembourg. Alla fine degli anni Trenta, viene coinvolto nella crisi economica del Paese. La clientela diminuisce. Kees è invitato in Germania da Arno Breker, scultore ufficiale del III Reich. Un viaggio, questo, che i parigini non gli perdoneranno mai, tant’è che al suo ritorno lo boicottano. Allora il pittore olandese abbandona Parigi e si trasferisce in Bretagna. Nel ’47 va a vivere a Montecarlo. Su di lui scende il sipario. Morirà nel 1968 e i francesi aspetteranno circa trent’anni prima di ricordarsene.

Sebastiano Grasso

 

seguono immagini da wikipedia :

https://en.wikipedia.org/wiki/Kees_van_Dongen

 

 

Femme aux bas noirs ( Donna con calze nere ), c. 1907, olio su tela, 129,5 cm × 195,5 cm

 

 

Les lutteuses ( Lutteuses du Tabarin ), 1907–08, olio su tela, 105,5 cm × 164 cm (41,5 × 64,6 pollici), Nouveau Musée National de Monaco

 

 


Lucie and her Dance-Partner , 1911, olio su tela, 130 cm × 96,5 cm (51,2 × 38,0 pollici), Museo dell’Ermitage

 


Le lévrier bleu ( Le chien bleu , Ritratto di Mlle Dumarest ), 1919, olio su tela, 195 cm × 97 cm

 


La ballerina Anita , c. 1907–08, olio su tela, 130,5 cm × 97 cm (51,4 × 38,2 pollici), Galleria Nazionale di Danimarca

 

 

La Femme au Jabot ( Donna con balza ), c. 1911, olio su tela, 98 cm × 79 cm

 

 

La robe rose ( Ève Francis ), c. 1919, olio su tela, 146,5 cm × 114,3 cm

 

 

La femme au foulard , prima del 1920, olio su tela, 92,5 cm × 73,5 cm

 

 

me Jasmy Alvin , prima del 1920, olio su tela, 195 cm × 131,5 cm (76,8 × 51,8 pollici), Musée national d’art moderne

 

 

La Sfinge , 1920, olio su tela, 146 cm × 113 cm (57 × 44 pollici), Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris

 

 


La Baigneuse, Deauville , 1920, olio su tela, 195 cm × 129 cm (77 × 51 pollici)

Condividi
Questa voce è stata pubblicata in GENERALE. Contrassegna il permalink.

1 risposta a SEBASTIANO GRASSO, ” VAN DONGEN: quell’intreccio di colore, violenza e mondanità. “- CORRIERE.IT/ CULTURA, 27 GIUGNO 2011

  1. ueue scrive:

    Questo pittore, che non conoscevo neppure di nome, ha qualcosa di fortemente originale: i personaggi da lui ritratti sembrano vivi e ci guardano come se volessero rivelarci i segreti di un’epoca dove Parigi era la capitale del mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.