IL RINASCIMENTO DA FIRENZE A PARIGI E RITORNO E VILLA BALDINI A FIRENZE QUANDO FIORISCE IL GLICINE —

 

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«Tornano a casa», come recita il motto scelto per accompagnare la mostra, trenta capolavori fiorentini del Museo Jacquemart-André di Parigi, accolti dai primi di settembre, fino al termine del 2013, al Museo Pietro Annigoni del Giardino di Villa Bardini.

 

 

Tra i più importanti e sofisticati di Parigi, il Museo Jacquemart-André vanta, dopo il Louvre, la più ricca collezione di Rinascimento fiorentino in terra di Francia grazie alle centinaia di capolavori acquistati a fine Ottocento a Firenze, per lo più nell’atelier del celebre antiquario garibaldino Stefano Bardini.

 

Sandro Botticelli, Madonna col Bambino, 1470 ca., tempera su tavola, cm 62x48, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France
Sandro Botticelli, Madonna col Bambino, 1470 ca., tempera su tavola, cm 62×48, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

 

Si configura dunque come un doppio ritorno a casa la mostra Il Rinascimento da Firenze a Parigi, che per la prima volta riporta in Italia il nucleo principale della raccolta Jacquemart-André. Dipinti di Botticelli, Mantegna, Paolo Uccello, Luca Signorelli, Alesso Baldovinetti, sculture di Donatello e Giambologna, bronzetti, mobili, ceramiche. In tutto 30 capolavori che riapprodano nella città dove furono creati per essere esposti nella stessa dimora-atelier del mercante che li alienò.

 

 

Andrea Mantegna, Ecce homo, 1500, tempera e oro su tela, montato su tavola, cm 142x54, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France
Andrea Mantegna, Ecce homo, 1500, tempera e oro su tela, montato su tavola, cm 142×54, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

 

 

Villa Bardini è in effetti la sede ideale, quasi per una nemesi, di questa esposizione preziosa e spettacolare (6 settembre–31 dicembre 2013) curata da un’equipe di specialisti italo-francese (Giovanna Damiani, Marilena Tamassia, Nicolas Sainte Fare Garnot). Un progetto posto sotto la diretta tutela di Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della città di Firenze, e di Gabriel De Broglie, Cancelliere dell’Institut de France, le due istituzioni che promuovono l’evento insieme alla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e al Museo Jacquemart-André con la società di gestione Culturesespaces presieduta da Bruno Monnier.

 

 

 

Giovanni di ser Giovanni detto lo Scheggia, Ritratto di donna di profilo, 1460 ca., tempera su tavola, cm 39x27, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France
Giovanni di ser Giovanni detto lo Scheggia, Ritratto di donna di profilo, 1460 ca., tempera su tavola, cm 39×27, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

 

 

L’opportunità si è creata grazie al cospicuo prestito concesso dalla Soprintendenza alla monografica sul Beato Angelico di due anno fa a Parigi. Opportunità subito colta dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con i sostenitori del progetto, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Camera di Commercio, Unicoop Firenze, Civita Group, Studio Copernico, con il supporto tecnico di Admarco, Catola & Partners, Dafne Trasporti, Polistampa.

 

 

Uccello Paolo_San Giorgio e il drago_1440-50ca_Museo Jacquemart-André_Institut de France_© Culturespaces_Musée Jacquemart-André
San Giorgio libera la principessa dal drago di Paolo Uccello

 

 

L’epopea dei grandi antiquari fiorentini, la nascita del mito Firenze/Rinascimento, la febbre del collezionismo che a cavallo tra Ottocento e Novecento contagiò la parte più colta della ricca borghesia europea e americana, sono capitoli di una storia narrata mille volte. Storia che ha anche un suo pendant negativo nel saccheggio del patrimonio artistico nazionale, largamente disponibile sul mercato antiquario in quegli anni post unitari e colpevolmente lasciato libero di espatriare. La straordinaria collezione Jacquemart-André si è appunto formata in quel periodo, non diversamente da quelle dei maggiori musei internazionali, con anni di acquisti selezionati e intelligenti, con in più la passione per l’arte di due coniugi innamorati, colti e lungimiranti, oltre che molto facoltosi.

 

 

Salviati Francesco(attr_)_Suonatore di liuto_1529-1530 ca__Museo Jacquemart-André_Institut de France_©_Culturespaces_Musée Jacquemart-André

Francesco Salviati, Suonatore di liuto, 1529-1530, Olio su tavola, cm 96×77, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

 

Edouard André, erede di una famiglia di banchieri dell’aristocrazia imperiale, amico e compagno d’arme di Napoleone III, lasciò prima l’esercito, poi la politica, con lo scopo preciso di colmare di tesori artistici il grandioso palazzo-museo fatto costruire a Parigi sull’esclusivo Boulevard Haussmann. Nélie Jacquemart era invece pittrice, ritrattista della buona società. Si sposarono entrambi già in età avanzata e, grazie a lei, Andrè si innamorò dell’Italia e dei maestri del Rinascimento.

 

Sandro Botticelli, La fuga in Egitto, 1495-1500 ca., tempera su tela, cm 130x95, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

Sandro Botticelli, La fuga in Egitto, 1495-1500 ca., tempera su tela, cm 130×95, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

 

A partire dal 1882, ad ogni anno corrispose dunque un viaggio a Firenze dove trovarono in Bardini l’interlocutore ideale, un mercante-agente abile e fornitissimo, dal quale acquistarono i capolavori, a centinaia e di ogni genere, che oggi fanno del Museo Jacquemart-André uno degli splendori di Francia. Rimasta vedova nel 1894, Nélie continuò a frequentare Firenze e a fare acquisti fino alla morte (1912), quando lasciò allo Stato palazzo e collezioni con il vincolo di farne un museo pubblico. L’arte, diceva in accordo col marito, deve essere condivisa.

 

Alesso Baldovinetti, Madonna col Bambino 1455-1460, tempera su tela, cm 90x74, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

Alesso Baldovinetti, Madonna col Bambino 1455-1460, tempera su tela, cm 90×74, Paris, Musèe Jacquemart-Andrè, Institut de France

 

Un anno dopo, nel 1913, il Musée Jacquemart-André era già realtà e oggi festeggia 100 anni. Col ritorno a Firenze della parte preminente delle opere fiorentine il cerchio, magicamente, si chiude.

Alla presentazione della mostra, arricchita da opere del Museo Bardini e di Palazzo Mozzi Bardini, hanno partecipato, oltre alle autorità citate e ai curatori, Michele Gremigni, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, e l’Assessore alla Cultura Sergio Givone.

 

LA STAMPA DEL 6 SETTEMBRE 2013 — DA ARTE.IT

https://www.lastampa.it/cultura/2013/09/06/news/il-rinascimento-da-firenze-a-parigi-andata-e-ritorno-1.35976439/

 

 

 

 

 

VILLA BARDINI A FIRENZE —

LA FIORITURA DEL GLICINE

 

https://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/regione/toscana/2020/04/25/a-villa-bardini-per-fioritura-glicine-concerto-di-poesia_fe0c3bb6-f571-4278-ba2d-c80ce3528916.html

 

Villa Bardini, già villa Manadora, si trova sulla costa San Giorgio 2 a Firenze. Oggi è un centro espositivo che ospita mostre temporanee, il Museo Capucci e il Museo Annigoni. Il giardino della villa è lo scenografico giardino Bardini, oggi visitabile a parte con lo stesso biglietto del Giardino di Boboli. Inoltre c’è lo spazio Bardinicontemporanea sempre aperto con ingresso gratuito, che propone mostre di arte contemporanea e visual art in abbinamento con Terrazza Bardini.

 

In streaming la fioritura del glicine a Villa Bardini - Toscana ...

 

Nell’Ottocento Giacomo Le Blanc venne in possesso della villa e trasformò il parco in un giardino all’inglese, con boschi, vialetti tortuosi, statue e fontane. Risalgono a questo periodo la Kaffeehaus con grotta, ancora esistente.

 

Firenze, pioggia di glicini a Villa Bardini - CorriereFiorentino.it

 

All’inizio dell’Ottocento la tenuta venne acquistata dai Mozzi, proprietari anche, poco più a valle, di palazzo Mozzi con il relativo giardino confinante con questa proprietà. Non vennero però ancora intrapreseri sostanziali lavori di modifica, mantenendo il carattere peculiare di ciascuna zona. Nel corso dell’Ottocento alcune relazioni testimoniano come la proprietà incorresse in un inesorabile declino, con una sempre maggiore sensazione di abbandono e con le pessime condizioni dell’impianto idraulico nella zona superiore. Con l’estinzione della famiglia, nel 1880 i principi austriaci zu Carolath-Beuthen acquistarono la proprietà, arricchendo il giardini di alcuni dettagli secondo la moda vittoriana.

 

Glicine in fiore a Firenze appuntamento a Villa Bardini | La Lore

 

Nel 1913 il complesso del Palazzo Mozzi, della Villa Manadora, del giardino barocco e all’inglese, oltre ad alcuni terreni agricoli, vennero acquistati dall’antiquario Stefano Bardini, il quale diede il via a una serie di grandi rinnovi e modifiche, in quella che fu la stagione più intensa del complesso. Costruì un viale per raggiungere la villa e sacrificò i giardini murati di impianto medievale che ancora esistevano, mentre gli edifici sulla Costa San Giorgio venivano unificati in quella che sarà chiamata semplicemente Villa Bardini.

 

iFocus evolve | Pergolato di glicine, Glicine, Splendidi giardini

 

Alla morte di Stefano, la proprietà passò al figlio Ugo. Con la morte di Ugo Bardini, senza eredi (1965), iniziò un lungo iter burocratico sull’eredità, conclusasi solo nel 1996 grazie all’interessamento di Antonio Paolucci, allora Ministro per i Beni Culturali, che fece adempiere alle condizioni del defunto il quale aveva destinato le sue proprietà alla città di Firenze.

 

Firenze, lo spettacolo della fioritura del glicine a Villa Bardini ...

 

Dopo vari anni di incuria e abbandono, la villa è stata completamente ristrutturata dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e riaperta al pubblico nel 2006, con uno spazio per esibizioni temporanee al pian terreno. Nel corso del 2007 e 2008 sono stati aperti anche il Museo Roberto Capucci e il Museo Annigoni, un ristorante e uno spazio per mostre di arte contemporanea.

 

Villa Bardini Gardens - Florence | Giardini formali, Giardino e ...

La villa dispone di sessanta tra stanze e saloni, per una superficie totale di 3800 metri quadrati su quattro livelli. Oltre alle sedi espositive, la villa ospita anche gli uffici della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e la Società Toscana di Orticoltura, oltre a spazi per convegni, servizi ristorativi e accessori.

 

 

 

 

 

 

 

Villa Bardini, lato giardino
I, Sailko

 

Villa Bardini, lato strada
Sailko – Opera propria
Costa San Giorgio, Firenze

 

Panorama dalla villa
I, Sailko

 

 

 

queste ultime foto sono dal link ::

https://www.residenzedepoca.it/meeting/s/location/villa_bardini_x/

 

MUSEO JACQUEMART ANDRE’ A PARIGI

 

 

Museo Jacquemart-André – Informazioni turistiche

MUSEO JAQUEMART – ANDRE’

 

Frise chronologique | Musée Jacquemart-André : une collection unique à Paris, Paris - géré par Culturespaces

Nélie Jacquemart, Autoritratto (1880),
Parigi , Museo Jacquemart-André .

 

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1 risposta a IL RINASCIMENTO DA FIRENZE A PARIGI E RITORNO E VILLA BALDINI A FIRENZE QUANDO FIORISCE IL GLICINE —

  1. ueue scrive:

    Ho messo il commento a questo splendore nell’articolo sotto di questo, quello sul brano “Petit fleur”.

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