23 marzo 2013 ore 06:45 +++impo— DAL BLOG DI NEMO CINELIBRI.IOBLOGGO “L’ONORE PERDUTO DELLA NOSTRA DIPLOMAZIA” DI FRANCESCO MERLO

 

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Francesco Merlo: L’ onore perduto della diplomazia
“””… < […] C’ è purtroppo una parte dell’ Italia che pensa all’ India come a una terra di straccioni in costume esotico dimenticando che è invece la più grande democrazia, una potenza nucleare, un mastino dell’ economia internazionale e, assieme alla Cina, agli Stati Uniti, e alla Russia, uno dei paesi più importanti dello scacchiere mondiale. È inoltre uno dei principali membri delle nazioni emergenti del Brics che insidiano il primato occidentale ( Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica e presto anche la Turchia). Ebbene l’ idea razzistoide che gli indiani siano selvaggi, diffusa sgangheratamente dai giornali di Berlusconi, fa il paio, per stupidità, solo con l’ idea che la fuga possa essere una vittoria e che il tradimento diventi un blasone. Ancora iei sera Alfano e la Santanché definivano < orgoglio nazionale > quella fuga dalla
responsabilità dei due marò che nei codici della destra a cui si richiamano è invece fellonia. È una maionese impazzita di valori: pretendono di vestire la bandiera della viltà e fondano il patrottismo sulla figuraccia internazionale. Spiace che Mario Monti, chiamato alla massima responsabilità proprio in virtù del suo prestigio internazionale, concluda la sua vicenda di statista con questo desolante pasticcio di politica estera. In fondo, il caso dei marò è stato l’ unico episodio di risonanza mondiale del governo dei tecnici. Ed è stato un episodio in due atti. Primo: darsela a gambe fedifraghe. Secondo: arrendersi senza condizioni al primo ‘ bau ‘. Il tutto a conferma del pregiudizio che da sempre l’ Italia si porta dietro: è la nazione vaso di coccio, è il paese di don Abbondio e del miles ‘vana-gloriosus’, è lo Stato dello sbruffone che si infila a letto con un occhio rosso per evitare il processo, è l’ esercito del capitano vanitoso e fellone che abbandona la Concordia nel
momento del naufragio, è la Marina di ‘ navi e poltrone ‘, è il governo astuto e ganzo che maramaldeggia con l’ India … Fossimo in altri tempi e con altre grammatiche, onore, buon senso e fegato vorrebbero che il nobile Giulio Terzi di Sant’Agata e l’ ammiraglio Giampaolo Di Paola si consegnassero agli indiani al posto dei due marò >. …”””

( da la Repubblica di Venerdì 22 Marzo 2013 )

 

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1 risposta a 23 marzo 2013 ore 06:45 +++impo— DAL BLOG DI NEMO CINELIBRI.IOBLOGGO “L’ONORE PERDUTO DELLA NOSTRA DIPLOMAZIA” DI FRANCESCO MERLO

  1. D 'IMPORZANO DONATELLA scrive:

    In effetti la vicenda dai due “marò” sembra il copione di un film natalizio di De Sica. Credo che, oltre che sull’Italia, ci sarebbe molto da dire anche sull’India, che sicuramente con altre nazioni per lei più “interessanti” avrebbe trattato in modo diverso. Non oso poi pensare a cosa sarebbe accaduto se i due marò,invece che appartenenti a corpi speciali, notoriamente ” di destra”, la stessa tragedia fosse avvenuta con italiani ” normali”: sarebbero rimasti a marcire in carcere indiane per anni e nessuno ne avrebbe saputo niente. Nel valutare complessivamente la cosa, viene da pensare a come si conosce poco la realtà internazionale: il pericolo reale dei pirati, la scorta armata che hanno alcune navi, il diritto internazionale che però viene sottovalutato. Perché la nave ha attraccato in un porto indiano, ben sapendo quello che sarebbe successo? In India esiste ancora la pena di morte, a cui in teoria potrebbero essere condannati i due marò, la presidente indiana è un’italiana, che una parte considerevole dell’India non ha mai accettato volentieri. Come sempre siamo riusciti a trasformare una tragedia in farsa. Pensando però ad altre missioni riuscite bene della diplomazia italiana ( con la morte eroica dei suoi addetti) non me la sento di unire la mia voce al coro di prese in giro e di disprezzo di noi stessi, così cari alla parte oscura della nostra antiitalianità di giro.

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