ORE 23:52 RAGAZZI BELLI, PER CHI CREDE, PER CHI NON CREDE, PER CHI NON CREDERA’, PER CHI CREDERA’…FRA POCHI MINUTI GESU’ E’ RISORTO E NOI GLI CHIEDIAMO, A LUI, O AL CIELO, SE PREFERITE, CHE CI FACCIANO RI-FARCI / RI-CREARCI—-CHIARA, MAGARI CON MOLTI DI VOI, STA TANTO GIU’ CHE VORREBBE ADDIRITTURA RI-SORGERE! AUGURI DI BUONA PASQUA! CHE SIA PER VOI UNA GIORNATA BUONA, COMUNQUE LA PASSIATE—AHIME’ PARE SOTTO LA PIOGGIA —BUONA E VIBRANTE PRIMAVERA!

“PASQUA”  (PASSARE OLTRE?)

MAGNIFICO PER NOI!

 

 

 

Franco Corelli, Pieta’ Signore di Alessandro Stradella —(Nepi, 3 aprile 1639 – Genova, 25 febbraio 1682)

https://www.youtube.com/watch?v=TyxlOTFka-s


La parola “pasqua” (pascha in greco e latino) è una traslitterazione dell’aramaico pasha che  corrisponde all’ebraico pesah.

L’etimologia di questa parola ebraica è incerta, ma pare che il suo significato fondamentale sia “passare oltre”. Gli antichi amavano molto riflettere sul senso delle parole, anche se non sempre in modo rigorosamente scientifico. Anche i Padri della Chiesa si sono soffermati su questa questione assumendo posizioni diverse tra loro. Un primo gruppo di Padri – generalmente di tradizione asiana, come Melitone di Sardi, Ireneo, Ippolito, Tertulliano – collegano il termine pascha con il verbo grecopáschein, soffrire, riferendolo quindi alla passione (páthos) di Cristo. Benché piuttosto ingenua, questa spiegazione coglie però quello che era il senso giudaico della pasqua. In effetti nel giudaismo “pasqua” era diventato sinonimo di agnello pasquale, da cui le espressioni “immolare la pasqua”, “mangiare la pasqua”, che troviamo anche nel Nuovo Testamento (Mt 26, 17; Mc 14, 12;Gv 18, 28). Questa spiegazione mette in risalto il senso tipologico dell’agnello ponendo l’accento sulla passione del Signore nel suo significato salvifico. Da qui il tema della Pasqua come salvezza(sotería).

Un secondo gruppo (gli alessandrini, con Origene e la maggioranza dei Padri orientali e occidentali) trova un’etimologia più esatta nel termine “passaggio” (diabasis, transitus). Soggetto diventa il popolo che “passa” dalla schiavitù dell’Egitto alla Terra promessa attraverso il Mar Rosso. In questo caso viene sottolineata la tipologia battesimale, poiché con il battesimo si “passa” dalla schiavitù del peccato e dei vizi e si entra nella Chiesa. Applicata a Cristo, questa etimologia indicherà il suo “passaggio” da questo mondo al Padre, e quindi la sua passione-risurrezione, secondo le parole di Agostino.

 

 

 

progetto giovani, ma poi la suonano? O e’ solo chiacchiera?

https://www.youtube.com/watch?v=CEBOt3VAEdg

 

qui potete sentirla non “a singhiozzo”!

https://www.youtube.com/watch?v=RnwuF-MCRuo

File:Monet - Frühling in Giverny.jpg

 

MONET – LA PRIMAVERA

 

 

 

LEGGETE DOVE DICE: LA RADICE “VAS” IN SANSCRITO…(non si puo’ sottolineare)

 

 

 

dal latino: [primo] inizio [ver] primavera, da una radice indoeuropea col senso di ardente, splendente.

L’etimo ci rivela una considerazione solenne: la primavera è inizio. Inizio di splendore, per tutto, per tutti.
Nei cieli freddi spazzati dal vento si fa spazio un caldo sole; la terra grassa al risveglio dal letargo inizia a fremere di margherite e si prepara a sollevare un manto smeraldino; le persone tornano ad uscire, vogliono levarsi i vestiti di dosso, riscoprono l’epidermico piacere del fuggire l’ombra.
Così, anche gli equilibri del cuore tendono ad allungare il giorno dei sentimenti, nuova energia di nascita e creazione fluisce intorno a noi, e dentro – ed è bene non farsela sfuggire, che ci metterà un anno a tornare. Forse è il momento più sacro e tenero dell’immortale ciclo delle stagioni, l’occasione del riscatto e della palingenesi.

 

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