ore 23:07 MASSIMO RECALCATI –Indagine sulle forme del totalitarismo nella contemporaneità—CHIARA LO PUBBLICA PERCHE’ QUIZAS MAGARI…? MA QUESTO SENZ’ALTRO BRAVO RAGAZZO CONTINUA A NON CONVINCERMI—IN QUESTA MISCELA DI FONTI E QUINDI DI LETTURE, IL QUADRO MI APPARE COMPLICARSI, OFFUSCARSI, INVECE DI ILLUMINARCI — PAZIENZA E ANCHE RABBIA: CHI SA…DOVREBBE ANCHE SAPER COMUNICARE CHIAREZZA! E’ FUNZIONE LORO!

 

 

Indagine sulle forme del totalitarismo nella contemporaneità

 

 

di MASSIMO RECALCATI (Il Manifesto 8 ottobre 2005)

In questa pagina ampi stralci dell’intervento che, durante il convegno sui totalitarismi postmoderni in programma oggi a Milano, guarderà da una prospettiva psicoanalitica alle forme inedite assunte dal disagio della civiltà. Le nostre forme di vita ci impongono di ripensare la lezione freudiana, che esigeva la rinuncia al soddisfacimento delle pulsioni come prezzo per l’entrata nella civiltà. Oggi, invece, l’imperativo sociale è la spinta al godimento. E la sua contropartita è l’eclissi del desiderio. Perché esso nasce come slancio generato da una mancanza: quella che il «discorso del capitalista» – come lo chiamava Lacan – pretende di eliminare

 

Tra le due guerre mondiali, nel periodo storico che ha visto in Europa l’affermazione nefasta delle follie totalitarie, Sigmund Freud in Psicologia delle masse e analisi dell’io interrogava a suo modo, con una anticipazione quasi divinatoria, l’essenza del totalitarismo. Si tratta di un’opera dedicata allo studio del legame sociale, alla sua struttura e alla sua perversione che può condurre la vita della comunità verso la degenerazione della vita della massa. Nella figura della massa Freud reperisce infatti una forma particolare di legame sociale destinato a pregiudicare la dimensione della singolarità soggettiva nel nome di un asservimento all’Ideale situato nella posizione di un oggetto di fascinazione collettiva. La tesi di Freud più radicale è che la massa si costituisce come tale attraverso un processo di ipnosi. Nello sguardo irresistibile del capo ritorna l’autorità severa dello sguardo del padre descritto in Totem tabù: il padre ordalico che gode di tutte le donne ed esercita sui suoi figli un potere illimitato. 

Una svolta nella analisi del potere

Il «temuto padre primigenio» appare nello sguardo austero del capo verso il quale il soggetto si offre come oggetto, pronto a sacrificarsi, a subire, come scrive Freud, una «violenza senza confini». Questo asservimento ha il suo perno in una suggestione: il capo è al tempo stesso oggetto del desiderio e oggetto dell’identificazione. Il principio etico della responsabilità soggettiva viene trasceso in un’obbedienza masochistica che spoglia il soggetto di ogni libertà critica. Si tratta di una svolta importante nelle analisi del potere: la funzione e la logica del potere sono infatti studiate non tanto dal vertice della loro dimensione apertamente repressiva, quanto da quello dell’adesione acritica, ovvero del consenso che il legame di massa genera nei confronti del potere.

Nella chiesa e nell’esercito Freud può vedere i paradigmi di istituzioni totalitarie che annullano le risorse soggettive cementificando il legame sociale intorno ad un transfert verticale e collettivo indirizzato al capo. La rigidità della gerarchia subordina la creatività particolare ad una omogeneità conformista. Così il gruppo-massa si regola difendendo la sua identità in modo rigido. Il centro dell’utopia totalitaria è infatti costituito da un ideale che funziona collettivamente come una causa assoluta. Il mito totalitario ripara perciò l’uomo – lo faceva notare Erich Fromm nel suo celebre studio sulla personalità autoritaria titolato Fuga dalla libertà, pubblicato anch’esso in piena seconda guerra mondiale – dalla condizione lesa della sua esistenza, dall’angoscia di fronte non tanto alla «libertà da» (versione ancora infantile della libertà) ma alla «libertà di» (dimensione autenticamente etica della libertà).

Alla fine della seconda guerra mondiale, sulle macerie …

 

(il saggio e’ lungo e anche ripetitivo, ma se vuoi proseguire, devi aprire il link sotto) :

http://www.ildialogo.org/filosofia/totalitarismo11102005.htm

 

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