La bevanda sonnifera- E la mia mamma l’è vecchierella.
E la mia mamma l’è vecchierella
suso a bonora mi fa levar
E la mi mette le secchie in spalla
a la fontana la mi fa andar
E quan l’è stata a la metà strada
un cavaliere l’ha già incontrà
Sénteve qui bélla figliéta
che intanto l’acqua si schiarerà
E io non posso e a qui séntarmi
che la mia mamma prèsia m’à dà
Io pagherei cento e ducati
solo una notte dormir con te
Torò consiglio de la mia mama
se lamia mama consiglierà
O cara mama ho già da dirti
che un cavalier m’ha dimandà
E toi, toi bela figliéta
che i verà boni da maritar
E quando è stato la mezzanotte
il cavaliere s’è indormensà
E quand’ è stato ‘n oretta sera
il cavaliere son già rivà
E quand’è stato in mezzo la cena
un bichier di acqua le à dimandà
Invece a darci un bicchiere di acqua
un bichier d’indormiaessa g’à dà
Tutta la notte lui dorme e dorme
non si rammenta più dell’amor
E suso e suso bèl cavaliere
contate i bési che m’ài ga dà
E con ‘na mano contava i bési
e con quell’altra sugava j’oci
Perché piangi sor cavaliere
piango la notte che ho mal pasà
Questa versione è delle mondine di Scardovari, Porto Tolle ( Rovigo), 10 aprile 1968, raccolta da Leydi e riportata in ” Senti le rane che cantano”, Castelli, Jona, Lovatto, pag 240-241
Il tema del cavalier che cerca di sedurre la ragazza del popolo alla fontana sta alla base di questa ballata molto conosciuta, ampiamente diffusa nell’Italia settentrionale, da cui si è propagata in quella centrale e meridionale. Nel 1866 Bolza la intitola ” L’amante deluso”, mentre Righi nel 1863 e Nigra nel 1888 la battezzano ” La bevanda sonnifera”, mettendo in evidenza il motivo del narcotico ( indormia in molti dialetti settentrionali) con cui l’astuta madre sconfigge le velleità erotiche del cavaliere, senza per questo rinunciare al lauto e imprevisto guadagno. In questa versione la madre suggerisce alla figlia di prendere i cento ducati:” Prendili, prendili, che saranno utili per maritarti”. Un’ampia disamina della ballata, delle sue filiazioni, derivazioni e metamorfosi ( sino a rappresentare un lontano antecedente di “Bella Ciao”, è stato fatto da Leydi 1995, pp.192-205, con una decina di lezioni e rispettivi esempi melodici.
