BRAVA DONATELLA ! : PER LA RUBRICA ” NERO DI SEPPIA ” :::: ” Non c’è come l’odio che fa scorrere la vita nelle vene .”

La mazurka della nonna Canto Popolare ( per chi volesse )
https://www.youtube.com/watch?v=2WEgHi_TLzI

Donatella scrive:

 

 

E’ sempre irresistibile! (Ives Montand)

E tanto per ridere un po’( ma cosa c’è da ridere), inauguriamo una nuova strabiliante rubrica: Nero di seppia.

Sono seduta al bar degli Odiosi. Sì, proprio odiosi nel vero e profondo significato della parola: degni di odio. Del resto l’odio è reciproco: quei sorrisi falsi, quel sottintendere
” faccia presto ad ordinare perché non siamo qui a perdere tempo”, quel sottolineare le mie richieste legittime di un buon caffè come se fossero esigenze spropositate. Lo so che non dovrei più andarci, ma mi viene comodo perché il baracchino si trova sulla strada che faccio per andare da casa mia al mare. Il padrone, o quello che penso sia il padrone, è quello più rivoltante: se potesse azzannerebbe i clienti e poi li deruberebbe. Sembra un cane spelacchiato e aggressivo, roba da film noir. Adesso che ci penso potrebbe anche mettere del veleno nel caffè, per il gusto di uccidere i clienti che hanno la sfortuna di cadere nelle sue grinfie.

il padrone e la barista, nessuna denuncia nessun arresto

 

La barista sembra quasi umana, ma è tutta finzione. Per tenersi il lavoro ha dovuto rinunciare alla sua parte migliore; oltre a tutta l’umanità, odia in particolare modo il padrone. Si vede che vorrebbe strozzarlo, ma non può uscire da quella situazione miserabile e l’odio cresce. Da parte mia coltivo il mio odio senza conseguenze: ordino con voce serafica un cappuccio caldissimo, con la schiuma e un piattino a parte, per farlo assaggiare al mio cagnolino che ne è goloso. Sento l’odio dell’intero bar, per fortuna molto piccolo.

DSC09473donatella con il suo Didi’ e un paio di scarpe stra-comode di cui, però, si vergogna!

 

Il mio Didì ringhia sottovoce perché ha annusato la fredda ventata avversaria che l’ha investito. Sono certa che mi porteranno un cappuccio tiepido e si scorderanno del piattino di servizio. Guardo il cielo azzurro e il mare a pochi metri da me: non c’è come l’odio che fa scorrere la vita nelle vene.

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