” CANZONIERE DELLA MORTE ” DI SALVATORE TOMA, EINAUDI 1999—Se si potesse imbottigliare/ l’odore dei nidi,/ se si potesse imbottigliare/ l’aria tenue e rapida/ di primavera/ se si potesse imbottigliare/ l’odore selvaggio delle piume/ di una cincia catturata/ e la sua contentezza,/ una volta liberata./

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“Il trionfo della morte”, Pieter Bruegel il Vecchio, 1562 circa, olio su tavola

 

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DEDICA DELLA RACCOLTA:::  

A Leopardi

che ha liberato

l’Italia

più di Garibaldi

(QUAD XVI, 17)

A CURA DELLA FILOLOGA MARIA CORTI

Maria Corti nel 1999 dovette inventarsi il suicidio di Salvatore per convincere l’editore Einaudi a pubblicare questa raccolta di poesie.

Salvatore Toma

nasce a Maglie nel Salento nel 1951, da una famiglia di fiorai, e insieme a Antonio Verri e Claudia Ruggeri fa parte dei cosiddetti “poeti maledetti salentini”. Muore nel 1987

SALVATORE TOMA GIOVANE STUDENTE UNIVERSITARIO

Frequenta il liceo classico, ma non prosegue gli studi, anche se coltiva da autodidatta le materie che più gli interessano: letteratura e ovviamente poesia.

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MASSERIA DEL SALENTO

Vive nella tenuta dei genitori occupandosi della campagna e trascorrendo ore in un bosco di querce, “le Ciàncole”, appostato comodamente sui rami di un grande albero.

Pubblica (dal 1979 al 1983) sei raccolte di poesie, rispettivamente: Poesie, Ad esempio una vacanza, Poesie scelte, Un anno in sospeso, Ancora un anno e Forse ci siamo.

PAESAGGIO DEL SALENTO

La sua morte prematura,  avvenuta quando aveva appena trentacinque anni viene, da alcuni, attribuita al suicidio, in realtà sembra sia sopraggiunta per un uso eccessivo di alcolici.

La sua notorietà a livello nazionale deriva dalla pubblicazione della raccolta di poesie Canzoniere della Morte (Einaudi 1999), a cura della filologa Maria Corti.

Le tematiche più ricorrenti della poesia di Toma sono la morte, il suicidio e l’amore per la natura e gli animali. Mette a confronto la solitudine dell’uomo con la vita silente della natura.

E’ anarchico e anticonformista, appassionato di poesia border line, quindi autore e poeta laterale e assolutamente fuori dagli schemi.

Amante dell’eccesso fu travolto dalla passione per l’alcool, per questo motivo si ammalò incurabilmente di cirrosi epatica.

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Dopo la scomparsa della Corti avvenuta nel 2002, la poesia di Toma rischiava di essere definitivamente dimenticata. Un folto gruppo di intellettuali meridionali promosse una raccolta di firme per chiedere la ristampa del volume al tempo esaurito, tentando anche di rilevare i diritti di autore per pubblicare il libro altrove.

L’iniziativa provocò una vasta eco in tutta Italia e la casa editrice decise, di conseguenza, di ristampare il Canzoniere.

Elio Scarciglia ha realizzato nel 2005 un documentario su Salvatore Toma, ricco di testimonianze e intitolato “Il bosco delle parole”.

 

https://themadjack.com/

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Spremiti Toma
spremiti come
un limone
o spezzati come
si spezza un ramo
d’alloro per
respirare dal vivo, dal profondo.
Questo ordinarsi
di vivere non
ti fa bene non
ti rappresenta più.
Arditi Toma
datti fuoco acqua terra
datti luce
batti palpita schiuditi
battiti.

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Presso mezzogiorno
mi sono scavata la fossa
nel mio bosco di querce,
ci ho messo una croce
e ci ho scritto sopra
oltre al mio nome
una buone dose di vita vissuta.
Poi sono uscito per strada
a guardare la gente
con occhi diversi.

 

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Il suicidio è in noi
fa parte della nostra pelle
in essa vibra respira si esalta
appartiene alla nostra vita
plana sui nostri pensieri
spesso senza motivo:
a volte l’idea sola
ci conforta ci basta
l’effetto al momento è identico
ci pare di rinascere
una nuova forza stordente
per un poco ci possiede
ci fa sentire immortali.
Perciò io ho rispetto
di chi muore così
di chi così si lascia andare
perché solo chi si nega la vita
sa cosa significa vivere.
L’assuefazione il contagio
il tirare avanti
la sopravvivenza son solo cose
per chi ha paura di frugare
e di guardarsi dentro.
Il falco lanario

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Il poeta esce col sole e con la pioggia
come il lombrico d’inverno
e la cicala d’estate
canta e il suo lavoro
che non è poco è tutto qui.
D’inverno come il lombrico
sbuca nudo dalla terra
si torce al riflesso di un miraggio
insegna la favola più antica.

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.

salvatore toma

 

Chi muore
lentamente in fondo al lago
fra l’azzurro e i canneti
non muore soffocato
ma lievita piano in profondità.
Avrà sul capo una foglia
e su di essa un ranocchio
a conferma dell’eternità.

 

 

*

 

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Io ho l’incubo
della mia vita
fatta di grandi
sconcertanti conoscenze
e di sogni paurosi.
Per questo credo
di vivere ancora per poco
e non rischiare
di sfiorare l’eternità.
Se passa una nube
fra incerte piogge
quella è nube
in cerca di serenità.

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Se si potesse imbottigliare/
l’odore dei nidi,/
se si potesse imbottigliare/
l’aria tenue e rapida/
di primavera/
se si potesse imbottigliare/
l’odore selvaggio delle piume/
di una cincia catturata/
e la sua contentezza,/
una volta liberata./

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