L’AMACA DI MICHELE SERRA, REPUBBLICA DEL 27 SETTEMBRE 2018 — pag.31

 

 

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evasione fiscale

 

 

 

 

L’AMACA

Michele Serra

L’idea che i soldi ci siano, da qualche parte, e sia arrivato il momento di ridistribuirli, è un’idea giusta. Ma non sono i ragionieri dello Stato ad averli nascosti sotto il tappeto. E non è degno di persone adulte consegnare un foglio con i puntini al posto delle cifre pretendendo che qualcun altro lo compili, quel foglio. È un gesto da bambini, bambini di quarant’anni, dunque bambini abbondantemente scaduti.

Se veramente i cinquestelle di governo vogliono cambiare l’Italia, o almeno bilanciarne l’assetto, il primo pozzo al quale attingere è l’evasione fiscale: pozzo artesiano, profondissimo, oceani di quattrini da riportare in superficie. Ma vallo a dire agli alleati leghisti, che hanno costruito almeno la metà del loro bottino elettorale sulla giustificazione dell’evasione come legittima difesa contro lo Stato; e l’altra metà sulla legittima difesa contro i ladri e gli immigrati, equiparati all’ingrosso. Se i cinquestelle vogliono dimostrare alla sinistra presuntuosa e catalettica che “qualcosa di sinistra” invece si può fare, non è certo con la puerile accusa ai “poteri forti” che potranno sfangarla. È con una tenace, quotidiana revisione dei conti, che punisca lo scrocco (vedi la legittima accusa a Società Autostrade di avere lucrato su un servizio pubblico lesinando su manutenzione e sicurezza) e prometta il cambiamento solo se finanziato. Se no è pura demagogia, e di demagogia, lungo gli anni, ne abbiamo vista a tonnellate. La demagogia è vecchia. Perfino più vecchia della sinistra.

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1 risposta a L’AMACA DI MICHELE SERRA, REPUBBLICA DEL 27 SETTEMBRE 2018 — pag.31

  1. Donatella scrive:

    L’annuncio dei 5Stelle che è finita la povertà, grazie alla legge di bilancio da loro voluta, è a metà strada tra il grottesco e il tragico. Si resta allibiti di fronte a tanta perversa ingenuità e supponenza.

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