JACK WHITE, POLISTRUMENTISTA, CHITARRA ELETTRICA — FESTIVAL IN PORTOGALLO VICINO A LISBOA, SULLA COSTA DI OEIRAS — 11-14 LUGLIO 2018—durata: quasi 60 minuti

 

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14 luglio 2018

https://www.youtube.com/watch?v=4yqlzbztpkE

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Jack White – Nos Alive Festival – Portugal – July 14th 2018
– Setlist —
00:00 Over and Over and Over
06:00 Lazaretto
09:50 Hotel Yorba (The White Stripes song) / Corporation (with webcast cuts – sorry for that)
10:46 I Cut Like a Buffalo (The Dead Weather song)
14:16 Love Interruption
17:43 We’re Going to Be Friends (The White Stripes song)
21:03 I’m Slowly Turning Into You (The White Stripes song)
26:00 Steady, as She Goes (The Raconteurs song)
31:35 Connected by Love
36:53 You Don’t Know What Love Is (You Just Do As You’re Told) (The White Stripes song)
40:47 Icky Thump (The White Stripes song)
45:00 Freedom at 21
49:43 Broken Boy Soldier (The Raconteurs song)
53:29 Seven Nation Army (The White Stripes song)

 

 

SUL FESTIVAL…

 

NOS Alive’18

  • Lisbona, Portogallo
  • 12-14 Luglio 2018
  • Alternativa
  • Elettronica
  • Indie

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NOS Alive è uno dei più rispettati festival di musica indie, rock e alternativa d’Europa e si tiene vicino a Lisbona. Il festival, divenuto famoso per le sue lineup eccezionali, attrae sia artisti che fan da ogni angolo del mondo.

Oltre alle numerose leggende della musica rock e indie che hanno onorato con la loro presenza i palchi del festival nel corso degli ultimi 10 anni, tra cui Bob Dylan, Radiohead e Arctic Monkeys, la programmazione musicale del festival si estende anche alla musica pop, hip-hop, RnB, disco, house, e simili, con personalità come Disclosure, The Weeknd and The Chemical Brothers in testa alle lineup degli scorsi anni.

Situato sulla bellissima costa di Oeiras, un comune nella regione della Grande Lisbona, il festival combina le sue lineup estese e variate con l’inevitabile sensazione di vacanza indotta dalle spiagge dorate e dallo splendido tempo che offre la regione.

 

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COSTA OEIRAS

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Artisti principali

 

  • Arctic Monkeys
  • Pearl Jam
  • Queens of the Stone Age
  • The National
  • Nine Inch Nails
  • Jack White
  • At the Drive-In
  • Franz Ferdinand

 

24 MAGAZINE.IL SOLE 24 ORE.COM -22-01-2018–CLAUDIO TODESCO

YOLO / MUSICA

Pensaci ancora tu, Jack White

di CLAUDIO TODESCO

IL 98 22.01.2018

MARTA SIGNORI

La chitarra elettrica non passa il suo miglior momento storico, questo è evidente a tutti, ma se c’è qualcuno in grado di salvarla è proprio l’ex leader dei White Stripes

«Why my guitar gently weeps», titolava in luglio il Washington Post. Si parafrasavano i Beatles per raccontare la morte lenta e silenziosa della chitarra elettrica. In giro non si vedono guitar heroes in grado di spingere i ventenni a imbracciare lo strumento. O forse uno è rimasto e pubblicherà nel 2018 un disco che, scommettiamo, sarà bello e importante e bizzarro. Si tratta di Jack White, uno che finora non ha sbagliato una mossa. Passa per essere un retromaniaco, in realtà è alla perenne ricerca di un modo d’esprimersi che sia contemporaneo e che faccia tesoro del patrimonio musicale americano per restaurare il senso di devozione per la musica andato perduto in quest’epoca di sovrabbondanza di stimoli. E poi l’uomo ha un’aura tutta sua, miscela di talento, idiosincrasie, stile elegantemente rétro. È arrivato al primo posto della classifica americana con i primi album post White Stripes,Blunderbuss (2012) e Lazaretto (2014) e chissà che non gli riesca di rifarlo col terzo. Per ora ha pubblicato un collage sonoro intitolato Servings and Portions from my Boarding House Reach dove si vedono più workstation digitali che chitarre elettriche. White ha registrato con almeno due band differenti nella sua Nashville e, per la prima volta, a New York e Los Angeles. Quel poco che si sa l’ha detto mentre intervistava Gary Oldman per il mensile Interview: «Ho provato ad andare in posti nuovi e incontrare musicisti che non ho mai visto prima». Ha poi descritto l’album come musica «da giardinaggio» e «da accoltellamento in un vicolo». È esattamente il tipo di definizione che ci si aspetta da uno come Jack White, un eccentrico americano che ama le stravaganze, come collezionare animali imbalsamati e inviare giradischi nella stratosfera. Iperattivo, ha pubblicato qualcosa come quattrocento titoli con la sua Third Man Records, un catalogo che va da incisioni blues introvabili ai dischi della nuova eroina del country alternativo Margo Price. Di recente ha pubblicato un libro per bambini illustrato da Elinor Blake e titolato We’re Going To Be Friends, come la canzone dei White Stripes. Ama i valori tradizionali, considera importante la disciplina. È un artigiano cui piace ficcarsi in situazioni scomode perché, dice, troppa libertà uccide la creatività. Nel farlo, smaschera l’illusione dell’assenza di regole. Questa volta s’è imposto d’immaginare intere canzoni, melodie e accompagnamento, prima di toccare uno strumento. O forse è una balla: mai fidarsi degli artisti.

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1 risposta a JACK WHITE, POLISTRUMENTISTA, CHITARRA ELETTRICA — FESTIVAL IN PORTOGALLO VICINO A LISBOA, SULLA COSTA DI OEIRAS — 11-14 LUGLIO 2018—durata: quasi 60 minuti

  1. Donatella scrive:

    ” Troppa Grazia”: film prodotto nel 2018 in Italia e diretto da Gianni Zanasi. Interpreti principali: Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Elio Germano. La trama del film si svolge attorno a Lucia, di mestiere geometra, separata, che si arrabatta tra mille difficoltà economiche e affettive. Per sostenere tutto questo ha sviluppato una notevole grinta, e non si arrende neppure quando scopre che le mappe che il Comune le ha commissionato di verificare sono totalmente sbagliate. Il sindaco, impersonato da Battiston, le suggerisce di non andare troppo per il sottile, perché i lavori previsti sono importanti per il piccolo comune. Lucia non vuole sottostare al ricatto ed è a questo punto che inizia a vedere, solo lei, una giovane migrante che dice di essere la Madonna. La Madonna non le dà requie, le appare in casa, sul lavoro e le dice di ” andare dagli uomini e di ordinar loro di non toccare quella terra”. Tra il terrore iniziale, la voglia di sfuggire a quella ingombrante presenza che si disvela solo a lei, le prese in giro di chi le è attorno, alla fine in qualche modo anche l’ex- marito, che lavora nel cantiere, si convince che qualcosa di vero ci sia. In un finale travolgente, con la complicità di un compagno di lavoro, farà saltare in aria tutti gli impianti già piazzati, impedendo lo sfregio di quella bellissima terra. Sotto di essa ci si rivela un paesaggio fantastico, fatto di grotte e di acqua purissima.
    La trama punta sul fantastico, ma per denunciare cose molto concrete: la corruzione sistematica, il disprezzo per l’ambiente, le distorsioni da social ( il padre di Lucia ha smesso di fare il musicista perché si è accorto che con i social ha molte più persone che, almeno apparentemente, lo ascoltano).
    Forse il film si è posto traguardi troppo ambiziosi: con una favola, che qualche volta vuole trasformarsi in commedia, denunciare tanti mali della nostra società. Non sempre c’è il giusto ritmo, non c’è uniformità nella narrazione ( dal realismo all’aspetto surreale, dal grottesco alla frizzante commedia); tuttavia il paesaggio, su cui l’autore si sofferma moltissimo, è splendido (Alto Lazio, Viterbo, Tarquinia) e gli attori tutti molto bravi.

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