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Eugène Atget (Libourne, 1857 – Parigi, 1927) è stato un fotografo francese.
Rimase orfano a cinque anni e nel 1875 si arruolò nella marina mercantile, lavorando come mozzo per due anni. Nel 1878 tornò a Parigi e provò ad entrare al corso d’arte drammatica del Conservatorio. Non ci riuscì, e dovette così attendere di finire il servizio di leva per ritentare, stavolta con successo, nel 1879, l’ingresso al conservatorio. Nel 1885 entrò a far parte di una compagnia teatrale itinerante: nonostante gli scarsi risultati, questo mestiere gli permise di conoscere quella che diventerà la donna della sua vita, Valentine Delafosse-Compagnon.
A causa di un’infezione alle corde vocali abbandonò il teatro, dedicandosi alla pittura, al disegno e alla fotografia. Decise quindi di darsi alla fotografia in maniera intensiva, poiché riteneva di poter fornire a pittori, disegnatori e architetti le documentazioni di cui avevano bisogno per svolgere il proprio lavoro. Cominciò così a vendere i suoi soggetti cittadini in giro per Parigi, finché la Biblioteca nazionale di Francia si accorse di lui e acquistò l’intera collezione delle sue foto
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Luogo di nascita di Atget a Libourne (Francia)
Gli anni successivi al 1900 furono difficili per Atget e sua moglie. Nonostante l’ottima clientela (Braque, Derain, de Vlaminck), i due non versavano in buone condizioni economiche, tanto che negli anni venti Atget smise gradualmente di fotografare.
Valentine morì nel 1926, ed Eugène la seguì il 4 agosto 1927. La sua fortuna fu sostanzialmente postuma, anche se un esponente del Surrealismo come Man Ray, suo vicino di studio in rue Campagne-Première a Montparnasse, aveva già da tempo apprezzato il suo lavoro e pubblicato una sua fotografia sulla copertina della rivista La Révolution Surréaliste. Grazie a Berenice Abbott, assistente di Man Ray, e al gallerista Julian Levi, una gran parte del suo archivio ha potuto essere preservata, ed è dal 1968 conservata dal Museum of Modern Art di New York. Definito da Berenice Abbott il “Balzac della fotografia”, è oggi considerato tra i grandi fotografi del Novecento.



Eglise de St. Gervais, Paris, 1903 circa




Mannequin, 1925


Eugène Atget. La Villette, rue Asselin, fille publique faisant le quart devant sa porte, 19e. 7 March 1921

Eugène Atget Boulevard de la Villette 122 1924–1925

6th February – 9th April 2012 ” Io faccio semplicemente ” dei documenti, Eugène Atget



Eugene Atget photo, Rue Mouffetard, Paris, 1925 – mercato

Scale, Eugène Atget. 91, rue de Turenne, Paris,1911.

by Eugéne Atget, Entrée de la cour, 9 rue Thouin, 1910

* Eugene Atget – Saint-Cloud

Eugène Atget. Étang de Corot. Juin 1925. Matte albumen silver print. Approx. 7 1/16 x 8 9/16″ (18 x 21.8 cm). Abbott-Levy Collection

Saint-Cloud, Atget

Eugène Atget – Abbeville, Poirier en Fleur – Arbres #2 1875 – 1927

From Lee Gallery, Eugène Atget, Arbre, St. Cloud (1922), Silver print, 9 × 7 in

Eugène Atget

Eugene Atget “Saint-Cloud” 1926, Fotografo francese molto apprezzato dai surrealisti. Ha saputo raccontare per immagini i cinquant’anni di una Parigi in costante evoluzione , immortalandone i cambiamenti, umani ed architettonici. Born: 12 february 1857 Dead: 4 August 1927

‘The Marne at La Varenne’ by Eugène Atget, 1926

Eugène Atget (1857-1927 ) est un photographe français principalement connu pour ses photographies documentaires sur le Paris de la fin du XIXe et du début du XXe siècle. Dès les années 1880 et jusqu’à…www.laboiteverte.fr

Eugene Atget “Saint-Cloud” 1926

Eugène Atget (Libourne, 12 febbraio 1857 – Parigi, 4 agosto 1927)

Eugène Atget (French, 1857-1927) Title: Coin rue de Seine Date: 1924

Montmartre, 1921 Eugène Artget

La rue Berton à Passy 1900 – Eugène ATGET ( IV )

Jean-Eugène-Auguste Atget (1857 – 1927)

Eugène Atget

Boulevard de Strasbourg, 1912

Eugène Atget

Eugène Atget

am vedi quanto è bravo ! Nella mia infinita ignoranza non ne avevo mai sentito parlare. Capisco come i surrealisti ne fossero innamorati. E non soltanto loro.
sarò forse snob, ma a me pare che la fotografia in bianco e nero sia “la” fotografia. E’ più evocativa, sopratutto in questo caso, ha più fascino, insomma tutte quelle belle cose lì. Comunque anche la foto a colori della sua casa natia è molto bella. La fonte della foto, giustamente citata, non dice, però, il nome del fotografo. Peccato.
Sì, le foto in bianco e nero sono particolarmente suggestive. Forse esaltano una parte sconosciuta della realtà, che a colori non vediamo.