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Non facciamo finta che questo voto non avesse una valenza nazionale.
La prima prova elettorale dei partiti che formano la maggioranza di Governo è stata una disfatta.
Le cose non potranno rimanere come prima.
Paradossalmente, la maggioranza potrebbe blindarsi ancora di più. L’alleanza dei riluttanti, l’alleanza di chi si è messo insieme solo per fermare Salvini, da oggi ha la conferma alle proprie paure. E questo è un collante formidabile. Ignorare il segnale, però, sarebbe mortale.
Anche perché il collante della paura potrebbe non reggere alla potenza delle forze centrifughe che si mettono in moto dopo l’Umbria. Il Movimento 5 Stelle, il vero sconfitto di queste elezioni, prende atto che stare col Pd fa perdere un sacco di voti e chi ha accettato a forza l’alleanza col nemico di sempre da oggi metterà Di Maio nel mirino. Nel Pd gli anti Zingaretti chiederanno un congresso straordinario e il partito tornerà a lacerarsi. Renzi se la ride, e avrà più forza per dinamitare l’asse Pd–5 Stelle.
I partiti che stanno al Governo devono tirare fuori le proposte e le idee forti che sono mancate fino ad ora, se vogliono sopravvivere. Perché la manovra economica non ha prodotto nulla di significativo. Per non parlare del resto, a cominciare dalle scarsissime risorse stanziate per il clima o della conferma di tutte le leggi in materia di sicurezza e immigrazione firmate Salvini e lasciate immutate. Chi sperava in un cambiamento è rimasto deluso e se non ci sarà una svolta saranno guai. Gennaio, con le elezioni in Emilia Romagna, arriva subito e una sconfitta in Emilia Romagna sarebbe sì il dramma del Governo giallorosso

Le elezioni amministrative in Umbria hanno confermato i sondaggi ed il trend negativo del PD,ma soprattutto,il declino inarrestabile del Movimento 5 Stelle.Rispetto alle elezioni precedenti,benchè la percentuale dei votanti sia salita del 13%,il PD non ha intercettato nè il consenso di chi si asteneva,nè quello di chi non ha votato più per i pentastellati.La sconfitta elettorale non provocherà nell’immediato la caduta del governo giallorosso,ma in prospettiva la tenuta dalla coalizione piddina e grillina,date le persistenti divisioni di linea politica ed economica,verrà messa a dura prova.Per il premier Conte trovare la quadra,garantire l’unità d’azione del governo sarà impresa sempre più difficile.Il trionfo di Salvini e l’affermazione di FdI alle regionali dell’Umbria,amministrata per un cinquantennio dalle giunte rosse,parla chiaramente della crisi della sinistra che non riesce più a dialogare con la gente,con il Paese reale.L’avanzata della destra razzista,xenofoba,nazionalista,suprematista cui assistiamo da anni,significa che la sinistra non ha fatto più il suo mestiere,che è divenuta autoreferenziale,ha perso i suoi storici connotati; fermare l’ondata lunga della Destra che pregusta ulteriori successi alle prossime regionali per dare la spallata al governo e ridurre gli spazi di democrazia,impone di ritornare ai principi,rimettere in campo i valori,i comportamenti,le culture della sinistra storica ed antagonista al capitalismo ,al neoliberismo dominanti.Questo non è lavoro che si risolve dall’oggi al domani,è un processo lungo.Non basta il congresso,richiesto da autorevoli esponenti al segretario Zingaretti. Sarà il PD ,capace di rinnovarsi e fare vera, costruttiva autocritica e le forze alla sua sinistra saranno capaci di cominciare a parlare in concreto il linguaggio dell’unità?La crisi della sinistra è la crisi della democrazia italiana e per contrastarla occorre la buona politica….
COME SEMPRE, CARO MATTIA, IL TUO INTERVENTO E’ PUNTUALE E PROFONDO, GRAZIE DI PARTECIPARE COSI’ TANTO, CHIARA PER IL BLOG