UMBERTO ECO, STORIA DELLE TERRE E DEI LUOGHI LEGGENDARI, BOMPIANI

 

 

 

 

Storia delle terre e dei luoghi leggendari. Ediz. illustrata

 Umberto Eco

Editore: Bompiani
Collana: Vintage
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 476 p., ill. , Brossura
19 euro

La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all’appartamento di Sherlock Holmes. Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta. Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l’umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l’Eldorado, l’Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell’utopia, l’isola di Salomone e la terra australe, l’interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.

 

 

UNA RECENSIONE:: 

 

Storia delle terre e dei luoghi leggendari è un percorso tra terre e luoghi che in passato hanno creato e alimentato chimere, illusioni, utopie. Reali o meno, hanno dato vita a veri, più o meno consistenti, “flussi di credenze”, e sono questi ultimi, secondo Eco, che vale la pena indagare.

Thomas Cole, The Voyage of Life: Childhood, 1842, Washington, National Galery of Art

 

 

Vediamo i punti affrontati da Eco. Si parte dalle prime riflessioni “scientifiche” sulla forma della terra. Già i presocratici con Parmenide e Pitagora ne avevano intuito la sfericità. E anche gli studiosi del Medioevo sapevano che la terra era una sfera. Da dove vengono tutte le leggende – tuttora persistenti – su un Medioevo buio e ignorante secondo il quale la terra era un disco piatto? Eco ci conduce in un viaggio interessante nella cartografia medievale e nella storia del pensiero religioso e laico per svelare l’origine di questa falsa credenza.Importante il capitolo sulle terre della Bibbia. Pochi altri luoghi hanno alimentato curiosità come le terre bibliche. Nonostante la geografia biblica sia ben nota, ci sono alcuni luoghi che non sono rintracciabili e sprofondano nella leggenda. Dove si trova la città di Saba, luogo di provenienza della regina di Saba? È possibile ricostruire il Primo Tempio di Gerusalemme seguendo le descrizioni che ci offrono le Sacre Scritture? Da dove vengono i re Magi? In definitiva, dove sta il confine tra interpretazione letterale e allegorica?Dopo la Bibbia, Omero. La ricostruzione del viaggio di Ulisse e delle terre da lui attraversate ha stregato molti studiosi nel tempo. Poi, l’Oriente, che per secoli ha influenzato l’immaginario occidentale. I resoconti dei viaggiatori e degli esploratori (non ultimo il nostro Marco Polo) parlano di terre meravigliose, con paesaggi da favola, popolate da animali leggendari e creature mitiche. Conoscete la leggenda del Prete Gianni e della sua lettera? Che cosa c’è di vero dietro questa storia?Tra le meraviglie dell’Oriente non dobbiamo dimenticare il paradiso terrestre, luogo alle origini del mondo in cui si viveva in uno stato di beatitudine e innocenza, la cui presenza è riscontrabile in molte religioni. Dall’isola di San Brandano all’America di Colombo, alla Palestina, all’Africa: molti sono i luoghi in cui è stato collocato geograficamente nel corso dei secoli. E ricordiamo anche il sogno di una terra migliore, un Eden laico, quale l’Eldorado.Tra tutte le terre leggendarie, Atlantide è senza dubbio quella che più ha sollecitato la fantasia di filosofi e scienziati. Già Platone ce ne parla come di un’isola oltre le Colonne d’Ercole, sulla quale si era formata una grande potenza poi estinta da catastrofici eventi naturali. Inutile dire con quale potenza il racconto di Platone ha influenzato i posteri, e il mito di Atlantide e di una civiltà sommersa si è legato nel tempo anche ad altre leggende e credenze. Anche l’estremo Nord ha ispirato il mito di terre leggendarie come Thule e Iperborea.Eco si sofferma ampiamente anche sulla leggenda di Re Artù, sul regno di Avalon, ci racconta la storia della rocca degli Assassini del Veglio della Montagna, del paese di Cuccagna, delle isole di Utopia, dell’isola di Salomone e della terra australe, del misterioso regno sotterraneo di Agarttha. E noi lo seguiamo con piacere in questo viaggio ai confini del mondo perché il suo racconto è vivace, non stanca mai e non smette di suscitare curiosità. L’ultimo capitolo è dedicato a una veloce incursione negli infiniti luoghi romanzeschi – che pur non essendo mai esistiti, o essendo un amalgama di realtà e invenzione, fanno parte di un altro mondo: quello della nostra immaginazione – che hanno affascinato scrittori e lettori di ogni epoca. Da Ventimila leghe sotto i mari a Alice nel paese delle meraviglie, dai Viaggi di Gulliver al Deserto dei Tartari, fino alle terre di Tolkien: sono luoghi in cui scrittori e lettori hanno proiettato sogni e incubi, luoghi in cui per un po’ anche noi abbiamo abitato e viaggiato. “E anche chi non crede all’esistenza del paradiso, sia quello terrestre che quello celeste, se guarda l’immagine della “candida rosa” di Doré, e legge il testo dantesco che essa illustra, capisce che quella visione fa parte in modo veritiero della realtà del nostro immaginario”.

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