CIRO MARCO MUSELLA, THE OPUS, L’ULTIMO PROGETTO DI ZAHA HADID ARCHITECTS A DUBAI — ELLE DECOR.COM.IT / ARCHITETTURA — 12  MAGGIO 2020

 

Zaha Hadid, la vita della donna che ha sfidato l'architettura - LivingCorriere

foto : Living Corriere

Dame Zaha Hadid Mohammad (in araboزها حديد‎; Baghdad31 ottobre 1950 – Miami31 marzo 2016) è stata un architetto e designer irachena naturalizzato inglese.

Ha ricevuto il Premio Pritzker nel 2004 (prima donna a ottenerlo) e il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011. È stata una delle capofila e massime esponenti della corrente decostruttivista. Nel 2010 il TIME la include nell’elenco delle 100 personalità più influenti al mondo. Nel 2013, lo studio Zaha Hadid Architects con 246 architetti dipendenti, si colloca al 45º posto nell’elenco dei più importanti studi di architettura del mondo secondo BD Insurance Bureau.

nel link, la lista delle opere:
https://it.wikipedia.org/wiki/Zaha_Hadid

 

 

Zaha Hadid | Valli&Valli-Fusital

foto : Valli& Valli

 

Zaha Hadid | Noken
foto . Noken

 

Zaha Hadid, la Dama delle linee fluide, e l'opinabilità della matematicafoto : Elle Decor

 

Un'icona dell'architettura tutta al femminile: Zaha Hadidfoto : Design for Love

 

 

 

ELLE DECOR.COM.IT / ARCHITETTURA — 12  MAGGIO 2020
https://www.elledecor.com/it/architettura/a32436753/the-opus-zaha-hadid-dubai/

 

THE OPUS, L’ULTIMO PROGETTO IN ORDINE DI TEMPO DI ZAHA HADID ARCHITECTS, ARRICCHISCE LA FORESTA DI GRATTACIELI DI DUBAI

Superare i limiti costruttivi per sfidare il vicino e imbattuto Burj Khalifa, la torre che con i suoi 828 metri d’altezza detiene il primato

 

the opus, dubai

Foto di Laurian Ghinitoiu

Nel 2007, per il debutto negli Emirati Arabi del ME, il primo hotel della catena Meliá in Medio Oriente, Zaha Hadid Architects aveva presentato un progetto che grazie alla ben distinguibile firma dell’archistar irachena, avrebbe reso riconoscibile la torre The Opus dalla foresta di grattacieli che caratterizza lo skyline della città. Con un cantiere cominciato nel 2012 e conclusosi quest’anno, oggi, l’edificio alto 93 metri, assume un’identità diversa in base al punto dal quale lo si osserva, mostrando due prospetti che raccontano altrettante storie costruttive.

 

the opus, dubai

Il the Opus, alto 93 metri, ospita l’hotel ME con 74 camere da letto e 19 suite, oltre ad uffici, residence, ristoranti e bar, tra i quali il ROKA, ristorante di robatayaki giapponese e la Maine Land Brasserie

Foto di Laurian Ghinitoi

 

Se da un lato, infatti, si osserva un volume squadrato, svuotato al centro da una porzione la cui forma è difficilmente identificabile nelle canoniche figure geometriche, dall’altro lato due monumentali torri si incontrano grazie ad un ponte asimmetrico posto a 71 metri da terra. Come in tutta la produzione dello studio, anche in questo caso il disegno dell’architettura è frutto di una progettazione che trova le sue ragioni nella geometria parametrica ed in un uso magistrale dei software, i cui esiti formali sono talmente riconoscibili da diventare firma dell’architetto e vero e proprio decoro.

 

the opus, dubai

I due prospetti dell’Opus si presentano diversamente. Su un lato domina un volume squadrato, svuotato al centro, mentre dall’altro lato due monumentali torri si incontrano grazie ad un ponte asimmetrico posto a 71 metri da terra

Foto di Laurian Ghinitoiu

 

É stata Zaha Hadid, infatti, riconosciuta dallo storico Prestinenza Puglisi come una dei tre geni dell’architettura degli anni Novanta insieme a Rem Koolhaas e Frank O. Gehry, a raggiungere un design tanto sperimentale quanto sofisticato, diventando tra i capostipiti di un approccio progettuale che sfrutta in tutto e per tutto le infinite possibilità della geometria parametrica.

 

the opus, dubai

Al centro del prospetto, un enorme vuoto la cui forma è difficilmente identificabile nelle canoniche figure geometriche, è indubbiamente il frutto dell’impiego dei software basati sulla geometria parametrica.

Foto di Laurian Ghinitoiu

 

 

I suoi lavori diventano variazioni dello stesso tema, indissolubilmente legati l’uno con l’altro e immediatamente riconoscibili anche a chi non pratica il mestiere, che si tratti di una borsa, di una poltrona o di un complesso residenziale. Non a caso è stato proprio il suo socio di sempre, Patrik Schumacher, a definire i suoi progetti “architetture autopoietiche”, capaci di definirsi continuamente e sostenersi alimentandosi dal proprio interno.

 

 

the opus, dubai

Negli interni sono riconoscibili le forme sinuose caratteristiche delle architetture dello studio Hadid. Inoltre, per la prima volta, lo studio si è occupato anche dell’arredo, impiegano pezzi disegnati dall’archistar, come le sedute “Ottomans” per la hall

Foto di Laurian Ghinitoiu

 

Partendo quindi dall’opera giovanile della stazione dei pompieri al campus Vitra, che ad oggi resta l’unicum della sua produzione, lo studio ha raggiunto ogni angolo del mondo con progetti da record, dal colossale aeroporto di Pechino, fino agli esclusivi appartamenti nel One Thousand Museum di Miami, passando per l’ormai iconico Museo Maxxi di Roma.

 

the opus, dubai

I mobili di Zaha Hadid Design sono presenti in tutto l’hotel, tra i quali i divani “Petalinas”, i letti “Opus” nelle camere da letto e il divano combinato con scrivania “Work & Play” nelle suite. Anche i bagni sono stati curati dallo studio e presentano la collezione “Vitae”, progettata nel 2015 per Noken Porcelanosa

Foto di Laurian Ghinitoiu

 

 

Anche nel caso del nuovo The Opus di Dubai, l’edificio è destinato a diventare un caso: è infatti la prima volta che lo studio Zaha Hadid Architects si occupa interamente di un edificio, curandone gli interni arredati con pezzi disegnati dalla scomparsa archistar. Nelle 74 camere e 19 suite sarà quindi possibile sedersi sui divani Petalinas, dormire sui letti Opus e riconoscere, perfino nei bagni, le curve della collezione Vitae, che seppur non sembrano essere state disegnate considerando la dimensione umana, sono dotate di grande fascino e rendono indubbiamente riconoscibile l’autore.

www.zaha-hadid.com

 

 

 

SEGUE DA: ARTE.SKY.IT / FOTO

https://arte.sky.it/foto/dubai-hotel-zaha-hadid-architects

 

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

 

 

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinitoiu

Zaha Hadid Architects, Opus, Dubai. Photography © Laurian Ghinito

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1 risposta a CIRO MARCO MUSELLA, THE OPUS, L’ULTIMO PROGETTO DI ZAHA HADID ARCHITECTS A DUBAI — ELLE DECOR.COM.IT / ARCHITETTURA — 12  MAGGIO 2020

  1. ueue scrive:

    Quando l’architettura sembra diventare un gioco!

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