Mirko Mussetti, L’invasione russa dopo cinque mesi. Una nuova carta di Laura Canali –LIMESONLINE DEL 29 LUGLIO 2022

 

LIMESONLINE DEL 29 LUGLIO 2022
https://www.limesonline.com/carta-guerra-ucraina-invasione-russa-luglio-2022/128684

 

L’invasione russa dopo cinque mesi

 

 

Dettaglio della carta di Laura Canali.

 

Testo di Mirko Mussetti.

 

Una carta sull’offensiva della Russia nel Donbas e la controffensiva dell’Ucraina a Kherson. Anticipazione dal prossimo numero di Limes.

carta di Laura Canali

Per la versione integrale della carta, scorri fino a fine articolo.


La carta inedita a colori della settimana è un aggiornamento sull’invasione russa dell’Ucraina nonché un’anticipazione dal numero 7/2022 “La guerra grande”, che sarà in edicola e libreria da martedì 9 agosto (online qualche giorno prima).


La carta fotografa la situazione dopo oltre 150 giorni di conflitto, per la precisione il 26 luglio 2022. È possibile osservare alcune differenze sul campo rispetto a giugno e all’inizio della campagna militare ordinata dal presidente russo Vladimir Putin il 24 febbraio.


La progressione bellica delle Forze armate della Federazione Russa si concentra prevalentemente nel Donbas, dove è in atto un’articolata battaglia campale che ha visto la caduta delle città gemelle di Sjevjerodonec’k e Lysyčans’k [pallino verde 1– CARTA AL FONDO ], centri abitati che prima della guerra contavano 103 mila abitanti ciascuno. L’esercito russo e le truppe ausiliarie (Gruppo Wagner, milizie separatiste, kadyrovcy ceceni) controllano ormai l’intera oblast’ di Luhans’k e hanno iniziato su più direzioni la penetrazione delle aree dell’oblast’ di Donec’k ancora sotto il controllo delle truppe di Kiev.


Con l’intenzione di conquistare integralmente la regione di Donec’k, i contingenti russi e filorussi si spingono verso Kramators’k, mettendo nel mirino il centro gemello di Slov”jans’k e il crocevia di Bachmut. Se dovesse cedere quest’ultima linea difensiva nel bacino del Donec, i russi avrebbero campo aperto fino al grande fiume Dnepr, che taglia in due l’Ucraina da nord a sud. A causa dell’afflusso intermittente dei rifornimenti di carburante e munizioni alle truppe ucraine in prima linea, gli strateghi di Mosca sperano di affossare l’ultima resistenza ucraina nel Donbas entro l’estate. Con migliaia di prigionieri militari ucraini nelle mani del Cremlino e con la cattura di “mercenari” stranieri a rischio pena di morte, i negoziati per un cessate-il-fuoco penderebbero in favore di Mosca. Putin non esiterebbe a imporre le proprie condizioni per una tregua al suo omologo ucraino Volodymyr Zelens’kyj (Zelensky).


Zelensky dal canto suo non pare intenzionato a fare concessioni a Putin. Anzi, l’annunciata controffensiva nelle regioni di Kherson e Zaporižžja non ha il solo scopo di alleggerire la pressione russa sul Donbas tenendo impegnate parte delle forze d’invasione nel sud del paese, ma è un vero e proprio tentativo di sottrarre all’occupante la città più importante (al pari di Mariupol’) conquistata sinora, ossia appunto Kherson. Reimpadronendosi dell’importante capoluogo, Kiev spera di indurre Mosca a desistere da nuove avanzate.


Secondo i calcoli ucraini, il possesso dei rubinetti del canale che porta acqua dolce alla Crimea e il dispiegamento di sistemi d’artiglieria occidentali a lungo raggio nei territori immediatamente a nord della penisola eusina potrebbero condurre l’avventura bellica russa alla disfatta. Di qui l’insistita richiesta ai paesi occidentali di fornire sempre più sistemi d’arma sofisticati e a più lunga gittata, già alla base dell’estromissione forzata delle Forze armate russe dalla piccola Isola dei Serpenti [puntino arancione]. I sedici lanciarazzi multipli M-142 Himars di produzione statunitense si stanno rendendo protagonisti di diversi successi tattici ucraini contro le postazioni russe nei territori occupati.


Il successo litoraneo dell’Ucraina ha agevolato l’apertura dei “corridoi del grano. Ma il giorno dopo la firma degli accordi tra Russia e Ucraina con la mediazione di Turchia e Nazioni Unite, le Forze armate russe hanno attaccato con missili il porto di Odessa [pallino verde 2]. Probabilmente per spronare le oltre ottanta navi mercantili straniere rimaste bloccate sulle coste ucraine a inizio conflitto a sfruttare l’intesa di Istanbul per abbandonare l’area, con o senza grano, e non farvi più ritorno. Per Mosca è una rimozione di ingombranti ostacoli fisici in un teatro di guerra, accompagnata dalla calcolata richiesta dello sminamento dei porti del paese aggredito.


L’obiettivo tattico della campagna militare russa resta il controllo dell’intera costa nord del Mar Nero con l’unificazione dei territori “russi e filorussi” [zone gialle nella carta] della vasta fascia costiera dell’Ucraina: Donbas, Crimea, fino alla Transnistria.


Carta di Laura Canali in anteprima per gli abbonati a Limesonline.


Laura Canali - 2022

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