HORACE WARNER ( 1871-1939 ), LE PINZE DI SPITALFIELDS, 2014 —

 

HORACE WARNER- questo ritratto, quando aveva circa 30 anni, riguarda il periodo (intorno al 1902) in cui iniziò le fotografie del quartiere più povero di Londra nell’Inghilterra vittoriana, ” la Regina dei mari “.

 

 

LE IMMAGINI CHE SEGUONO SONO DI

E

DAL LIBRO :

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Spitalfields Nippers

 

 

 

Il quartiere più malfamato di Londra, in epoca vittoriana, era quello di Spitalfieldsnell’East End. Famoso per lo storico mercato Old Spitalfields Market, durante il 1800 era conosciuto per le sue strade dense di tuguri sovraffollati, dove si viveva nella miseria più nera, tanto che il nome del quartiere divenne sinonimo della più cruda indigenza. Alla fine del 19° secolo era divenuto il nascondiglio dei peggiori delinquenti della città, covo di ladri e prostitute.

 

 

La “peggiore strada di Londra” era Dorset Street, famosa per essere stata teatro dell’uccisione di Mary Kelly, una delle vittime di Jack lo squartatore, ma la morte violenta era comune in quella via: ogni casa aveva visto un omicidio, in uno dei palazzi c’era stato un omicidio in ogni camera. Ancora all’inizio del secolo scorso, le condizioni di vita degli abitanti del quartiere erano di estrema povertà, e i bambini venivano soprannominati “Spitalfields Nippers”, le pinze di Spitalfields, per la loro abitudine di andare a cercare la frutta marcia nei bidoni dietro al mercato.

 

 

 

Vestiti di stracci, scalzi, sporchi, questi bambini vivevano in mezzo a privazioni, violenza, e squallore, oltre ogni immaginazione. Il giornalista del Daily Mail, Fred McKenzie, scrisse nel 1901: “I poliziotti scendono in Dorset St. a coppie. La fame passeggia nei suoi vicoli, e i criminali di domani vengono allevati oggi. I ladri bambini sono allevati per questo, come lo erano ai tempi di Oliver Twist.”

 

 

Le persone rispettabili non osavano avvicinarsi al quartiere: se una carrozza trainata da cavalli attraversava Spitalfields, dozzine di bambini con le mani tese l’avrebbero circondata, urlando per ottenere pochi centesimi; se un sabato notte, un gentleman un po’ troppo alticcio avesse sconfinato nei “vicoli disperati”, sarebbe stato aggredito dai ‘gutter-wolves’, i rapinatori selvaggi che lo avrebbero ucciso per una manciata di spiccioli.

 

 

 

Nel 1912, Horace Warner guadagnò la fiducia dei bambini di Spitalfields, che si lasciarono fotografare. L’uomo era il sovrintendente di una delle missioni di quaccheri che tentavano di combattere la prostituzione e l’alcolismo nell’East End, e voleva registrare le condizioni di vita dei bambini del quartiere. Anche se i suoi soggetti vivevano in condizioni di estrema miseria, i suoi ritratti non vogliono mostrare la degradazione dei bambini, anzi ne esaltano l’indipendenza dagli adulti e la spavalderia, evidenziando comunque la loro infanzia negata.

 

 

I bambini di Spitalfields 04

 

Warner realizzò circa 240 fotografie, rimaste quasi completamente sconosciute fino alla pubblicazione del libro: Spitalfields Nippers – Horace Warner, edito nel 2014 da Spitalfields Life Books.

 

 

 

 

 

 

I bambini di Spitalfields 05

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I bambini di Spitalfields 07

 

 

 

 

 

 

I bambini di Spitalfields 09

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I bambini di Spitalfields 10

 

 

 

I bambini di Spitalfields 11

 

TESTO DI

ANNALISA LO MONACO

E ALCUNE FOTO SONO DI :

L’Infanzia Negata dei Bambini di Epoca Vittoriana

 

 

UN COMMENTO DAL LINK PRECEDENTE:

April 2, 2011

The reality is far better than the fictive. I can see where Charles Dickens got his characters from, but the real images portray something that eludes writers. The expressions on their little faces, their clothes, the grime on their feet, it just makes you want to take them all in, give them a hearty meal and a hug.

 

 

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1 risposta a HORACE WARNER ( 1871-1939 ), LE PINZE DI SPITALFIELDS, 2014 —

  1. DONATELLA scrive:

    Fantastiche queste foto. Chissà quanti bambini sono in queste condizioni nel mondo. L’unico lusso permesso sembra essere il gatto, abbracciato amorevolmente da una bambina.

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