IL FATTO QUOTIDIANO DEL 25 OTTOBRE 2022 — ORE 12.08
Migranti, l’esordio di Piantedosi: Viminale valuta blocco delle navi Ocean Viking e della Humanity 1

Intanto sono circa 500, con sei diversi barconi, i migranti giunti a Lampedusa dalla scorsa notte e fino a questa mattina. Nella struttura di primissima accoglienza, al momento, ci sono di nuovo 1.154 persone a fronte di 350 posti disponibili. Il sindaco: “In poco tempo mi sono state consegnate le salme di due bimbi carbonizzati, più altri quattro corpi”
Mentre alla Camera la premier Giorgia Meloni sta pronunciando il discorso che prelude la richiesta della fiducia, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, già capo di gabinetto quando Matteo Salvini era capo del Viminale, esordisce immediatamente sul fronte migranti.
Ha emanato una direttiva ai vertici delle Forze di polizia e della Capitaneria di porto perché informino le articolazioni operative che il ministero degli Affari esteri, con note verbali alle due ambasciate degli Stati di bandiera (Norvegia e Germania), ha rilevato che
le condotte delle due navi Ocean Viking e della Humanity 1 attualmente in navigazione nel Mediterraneo non sono “in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale”.
Le condotte, sulla base dell’articolo 19 della Convenzione internazionale delle Nazioni unite sul diritto del mare, saranno valutate ai fini dell’adozione da parte del titolare del Viminale, in qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, del divieto di ingresso nelle acque territoriali.
Questa mattina al Giornale Radio Rai Piantedosi aveva dichiarato: “Gli aspetti che inducono ad assumere atteggiamenti che richiedono una certa sensibilità chiaramente vengono prima di tutto. Quindi la salvezza delle persone e l’approccio umanitario. Ma certo è che tutto quello che può essere finalizzato a prevenire che ci sano questi viaggi che a volte si trasformano in viaggi della morte sarà alla nostra attenzione”.
Intanto sono circa 500, con sei diversi barconi, i migranti giunti a Lampedusa dalla scorsa notte e fino a questa mattina. I furgoncini fanno la spola dal molo Favarolo all’hotspot di contrada Imbriacola dove vengono portati i migranti e con mezzi che poi spostano gli ospiti della struttura, quelli presenti già da qualche giorno, verso il porto. Nonostante i quotidiani trasferimenti con il traghetto di linea, nella struttura di primissima accoglienza, al momento, ci sono di nuovo 1.154 persone a fronte di 350 posti disponibili.
Per la mattinata la Prefettura ha disposto il trasferimento, con la motonave che giungerà in serata a Porto Empedocle, di 110 migranti. E altri 80 lasceranno l’isola in serata. “Non è semplice fare il sindaco di queste isole. Nelle ultime 72 ore sono successi degli eventi tragici, che mi hanno colpito profondamente. In poco tempo mi sono state consegnate le salme di due bimbi carbonizzati, più altri quattro corpi giunti oggi pomeriggio sulla nostra banchina, ed altre persone risulterebbero disperse in mare – dice il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino– A questo si è aggiunta l’altra tragica notizia di ieri, riguardante un nostro giovane compaesano, che mi ha letteralmente scosso. Sono fatti che lasciano l’amaro in bocca e tanta tristezza. Il mio cordoglio e quello dell’amministrazione comunale va alla famiglia del giovane Pietro, e a tutte le famiglie di quei migranti dei quali non sappiamo nemmeno il nome“.
Si è concluso invece a Pozzallo lo sbarco di 147 migranti dalla nave della Guardia Costiera ‘Aringhieri’. Sono di nazionalità egiziana, siriana, sudanese, pakistana e bengalese sono tutti in discrete condizioni di salute e negativi al Covid.
“Saranno tutti ospitati – aggiunge il sindaco del paese marinaro del Ragusano, Roberto Ammatuna – nell’hotspot di Pozzallo. Come al solito tutte le operazioni si sono svolte nel massimo ordine. Un ringraziamento doveroso va alle forze dell’ordine, al personale sanitario, alla Protezione civile, alle organizzazioni umanitarie e naturalmente alla Prefettura di Ragusa che ha coordinato tutte le operazioni di sbarco”.
Il sindaco di Pozzallo ritiene “rassicuranti le parole del ministro Piantedosi che – osserva Ammatuna – ha sottolineato che prima di tutto occorre salvare le vite umane in mare e naturalmente non trascurare mai l’approccio umanitario”.
Due barconi a rischio al largo della Libia con a bordo complessivamente 1.300 persone. Su una delle imbarcazioni – partite da Tobruk – ci sarebbe anche un morto. La segnalazione arriva da Alarm Phone.
MELONI
“La nostra intenzione è sempre la stessa. Ma se non volete che si parli di blocco navale lo dirò così: è nostra intenzione recuperare la proposta originaria della missione navale Sophia dell’Unione europea che nella terza fase prevista, e mai attuata, prevedeva proprio il blocco delle partenze dei barconi dal nord Africa. Intendiamo – ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso per la fiducia alla Camera – proporlo in sede europea e attuarlo in accordo con le autorità del Nord Africa, accompagnato dalla creazione sui territori africani di hotspot, gestiti da organizzazioni internazionali, dove poter vagliare le richieste di asilo e distinguere chi ha diritto ad essere accolto in Europa da chi quel diritto non ce l’ha”.

Nel frattempo, tra sottigliezze giuridiche e vergognose dichiarazione false di sensibilità umana che non c’è, lasciamoli dolcemente soffrire e morire, cullati dalle onde di un mare che non è più ” nostrum” ma loro, in quanto ci lasciano le loro vite e i loro corpi.