La figura umana
La condizione esistenziale e il corpo
Bacon, Freud, Sutherland, Richter
Gabriella Belli.
Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia.
La figura umana è stata da sempre rappresentata nell’arte in molteplici modi e con significati diversi. Ogni epoca ha avuto dei modelli a cui gli artisti si sono ispirati per le loro esecuzioni, frutto di una specifica visione dell’uomo e della sua collocazione nel mondo.
Se nel Medioevo il ritratto era l’occasione per rappresentare l’iconografia di santi e figure sacre, nel Rinascimento la nuova centralità dell’uomo, porta agli artisti a raffigurare l’essere umano attraverso la descrizione fedele del suo aspetto fisico e della sua psicologia.
Nel corso dei secoli successivi, si afferma la grande ritrattistica ufficiale, con cui il potere legittima agli occhi del mondo la propria autorità: Tiziano, Velasquez e Goya si fanno interpreti delle aspirazioni di grandezza di nobili ed ecclesiastici.
“Si può dire che un grido sia un’immagine di orrore, ma io ero in realtà interessato a dipingere il grido più che l’orrore”. (F. Bacon)
