Ugo Ramella @RamellaUgo – 20.31 – 29 novembre 2022 — grazie infinite, è bellissima oltre ..

 

Andrea Mantegna, Madonna della tenerezza, Padova Musei Civici agli Eremitani. Disegnato a punta d’argento con lumeggiature d’oro su sfondo dipinto a tempera colla e oro. Ogni tanto la metto. Buonanotte a tutti a domani.

 

 

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La Madonna della tenerezza di Andrea Mantegna

in esposizione permanente ai Musei Civici agli Eremitani

La Madonna della tenerezza di Andrea Mantegna

Le celebrazioni per il quinto centenario della morte di Andrea Mantegna tenutesi nel 2006 sono state un’importante occasione per far conoscere al pubblico la cosiddetta Madonna della tenerezza. Si tratta di un disegno a penna e inchiostro su pergamena con il fondo dipinto a tempera tornato alla luce presso una collezione privata italiana e assegnato dal noto studioso Lionello Puppi alla mano di Mantegna.

Un primo sostegno possibile all’attribuzione dell’opera a Mantegna viene dalla lettura della breve corrispondenza intercorsa nel novembre-dicembre 1491 tra l’artista e il suo signore, Francesco Gonzaga, in merito a un “quadretino” che Andrea aveva eseguito per il marchese. Questi ne aveva fatto omaggio alla corte milanese, cosicché il pittore si era messo sollecitamente al lavoro per donargliene un secondo, non necessariamente replica del primo. Nel “quadretino” che veniva presentato al Gonzaga il 21 dicembre 1491 si deve con tutta probabilità  identificare la Madonna della tenerezza.

 

 

Mantegna, madonna col bambino, incisione, sammlung albertina.jpg

La Madonna col Bambino è un’incisione a bulino e puntasecca su carta (21×22 cm), databile al 14801485 circa e conservata, in una delle migliori riproduzioni, al Graphische Sammlung Albertina di Vienna ( SEGUE, NOTA 1 )

 

 

E’ evidente l’identità  di impostazione con una celebre stampa di Mantegna raffigurante lo stesso soggetto. Definita ” la più bella stampa del Rinascimento italiano  e una delle più toccanti Madonne con il Bambino di tutta la storia dell’arte”, questa incisione rientra nel raro numero di stampe mantegnesche la cui autografia è unanimemente accettata dagli studiosi.

L’opera ritrovata ne ricalca con estrema finezza il soggetto che colloca la figura della Vergine in un paesaggio archeologico dove si riconoscono l’Arco dei Gavi, il Colosseo e un sarcofago allora in Santa Maria Maggiore a Roma (nel 1491 Mantegna era da poco tornato a Mantova dal soggiorno romano).

Nel 1913 la Madonna della tenerezza si trovava nella collezione parigina di Léonce Rosenberg – famoso raccoglitore d’opere delle Avanguardie tra Otto e Novecento, ma anche di manufatti d’arte extraeuropea e di miniature – e veniva pubblicata da un altro personaggio di spicco, il bibliofilo Seymour de Ricci, in un elegante catalogo dedicato alla raccolta.

Precedentemente il disegno era stato di proprietà  di Arthur Sambon – anch’egli legato alle Avanguardie e a Modigliani in particolare – e, prima ancora, di una “duchesse de GÍnes”, nella quale è possibile riconoscere la celeberrima Maria Brignole Sale, duchessa di Galliera, filantropa e fine intenditrice d’arte, vissuta a Parigi dal 1836 fino all’espulsione degli Orléans dalla Francia.

In questa fase lopera doveva già  essere considerata di Mantegna, sia sulla base di un’iscrizione del primo Cinquecento – Andrea Mantegna – apposta sul supporto cartaceo cui il velino risultava incollato, sia in considerazione della replica esatta del primo stato della più toccante tra le incisioni di Andrea.

 

 

( SEGUE, NOTA 1 )

Andrea Mantegna fu probabilmente il primo artista italiano a capire l’importanza dell’incisione applicandovisi direttamente, dopo che molte sue opere erano state ridotte per la stampa da altri artisti, ricevendo una straordinaria diffusione e fama che allargarono l’interesse verso l’artista ben oltre i confini del marchesato di Mantova dove lavorava.

Tramite l’uso incrociato di bulino e puntasecca, l’artista riusciva ad ottenere straordinari effetti chiaroscurali, che fanno risaltare il disegno come un rilievo statuario. Ne è un ottimo esempio la Madonna col Bambino, ricca di sfumature e trapassi, con uno straordinario panneggio nella veste della Madonna che sembra sollevarsi dal foglio.

Si tratta di una Madonna dell’Umiltà, con la Vergine seduta in terra con il figlio teneramente tra le braccia. Nella scena, riportata anche in pittura da alcuni allievi ed estimatori di Mantegna, è abbandonata ogni sacralità in favore di un’osservazione affettuosa ed umana di una donna che abbraccia il proprio figlio.

Tatjana Pauli, Mantegna, serie Art Book, Leonardo Arte, Milano 2001

 

 

MUSEI CIVICI AGLI EREMITANI– INFO-

Info: tel. 049.8204508 fax 049.8204566
Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani 8
Orario: tutto l’anno 09:00 – 19:00
chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio
Biglietti: cumulativo intero (Musei Eremitani, Palazzo Zuckermann e Cappella degli Scrovegni) euro 12,00; intero (Museo Eremitani e Palazzo Zuckermann) euro 10,00; ridotto euro 8.00, ridotto speciale euro 5.00; gratuito bambini fino ai 6 anni, disabili
Catalogo SKIRA

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