MASSIMO VILLONE, Contro il testo sull’autonomia differenziata. RACCOGLIAMO LE FIRME –IL MANIFESTO  – 16 NOVEMBRE 2022 + LINK PER FIRMARE – 14 – 01- 2023, IL MANIFESTO

 

IL MANIFESTO  – 16 NOVEMBRE 2022
https://ilmanifesto.it/contro-il-testo-sullautonomia-differenziata

 

Contro il testo sull’autonomia differenziata

 

RACCOGLIAMO LE FIRME. Nella storia della Repubblica nessun governo ha fatto tanto danno in un tempo così breve. L’esecutivo sarà pure targato Meloni, ma nella fase di avvio la Lega ha preso il […]

 

Contro il testo sull’autonomia differenziata

Roberto Calderoli – Lapresse

Massimo Villone.jpg

(Napoli21 marzo 1944) è un politico e costituzionalistaitaliano. È professore emerito di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

 

 

Nella storia della Repubblica nessun governo ha fatto tanto danno in un tempo così breve. L’esecutivo sarà pure targato Meloni, ma nella fase di avvio la Lega ha preso il volante, con un Salvini d’annata. Concorre al danno il ministro Roberto Calderoli.
Consegnando alla Conferenza delle regioni un progetto di legge di attuazione per l’autonomia differenziata che mette il turbo al motore separatista. Per chiarire, quattro domande sul progetto.

 

La prima. Cosa c’è nel contenitore “autonomia differenziata” che passa dallo Stato alla Regione? Potestà legislative o mere funzioni amministrative?

 

L’art. 1 vuole rassicurare, affermando che la legge riguarda “l’attribuzione delle funzioni, connesse con il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”. Solo funzioni amministrative, un’occasione di “efficientare” e “sburocratizzare”? Non è così.

Il trucco si svela nell’art. 6, per cui nelle singole intese è stabilita la vigenza delle leggi statali che continuano ad applicarsi “fino alla data di entrata in vigore delle disposizioni regionali disciplinanti gli ambiti oggetto dell’intesa” (comma 3). E ancora (comma 6) “Le disposizioni statali successive … osservano le competenze legislative e l’assegnazione delle funzioni amministrative e le “ulteriori disposizioni” (quali? NdA) contenute nelle intese”.

In realtà, partendo dalle funzioni si arriva a ritagliare riduttivamente la potestà legislativa di principio dello Stato, alterando l’impianto stesso dell’art. 117 della Costituzione.

Un esito incostituzionale. Per di più in tutte le 23 materie da sempre richieste da Zaia, elencate in appendice per essere certi di non sbagliare. Quindi, anche scuola, sanità, infrastrutture strategiche, ambiente, lavoro, beni culturali di primario rilievo e altro ancora.

La seconda domanda. Ma chi è il dominus nella formazione delle intese?

La risposta è: il ministro per le autonomie, presente in ogni fase del procedimento dall’inizio alla fine (art. 2). Il presidente del consiglio è testualmente indispensabile solo per la firma delle intese. Per il resto è al più un optional, sostituibile dal ministro. Il consiglio dei ministri approva le intese, a cose fatte. La commissione bicamerale per le questioni regionali esprime un parere non vincolante, e in effetti solo eventuale, mentre l’aula è chiamata a una “mera approvazione”.

Lo scenario di arrivo è un disegno di legge con articolo unico: ”E’ approvata l’allegata intesa con la regione …”, sul quale l’aula vota sì o no, senza poter entrare nel merito dell’intesa. Un procedimento che non trova riscontro nella Costituzione e nei regolamenti parlamentari.

Le risorse finanziarie, umane e strumentali sono poi decise da una commissione paritetica Stato-Regione, e così anche il monitoraggio periodico. In sintesi: la nuova Italia la fa il ministro per le autonomie.

La terza domanda: ma dalle intese si potrebbe tornare indietro, laddove mutassero ministri, governi, maggioranze, contesti sociali ed economici?

Sì, ma solo in teoria (art. 6). Lo stato può proporre modifiche, ma la Regione sceglie se accettarle o respingerle.

Alla scadenza, l’intesa si intende rinnovata, salvo iniziativa congiunta stato-regione. Se la regione vuole mantenere l’intesa, lo Stato non può uscirne.

La quarta e conclusiva domanda: i livelli essenziali delle prestazioni, i costi standard, la perequazione strutturale?

Se mancano, si parte comunque con la spesa storica, con un transitorio che non si sa come e quando avrà fine. Ma con la clausola di invarianza per la finanza pubblica (art. 7) è certo che se qualcuno prenderà di più per le maggiori funzioni assunte, altri prenderanno meno. E non a caso c’è una disposizione finale, in realtà a tutela delle tre regioni che hanno già intrapreso il cammino (art. 9).

Interrogato, il turbo-ministro Calderoli probabilmente risponderebbe che il suo progetto riflette esattamente l’art. 116.3 della Costituzione. Riteniamo possibile una diversa lettura della norma, in armonia sistematica con l’impianto autonomistico.

In caso contrario, è urgente una riscrittura, come proponiamo con la legge costituzionale di iniziativa popolare sulla quale stiamo raccogliendo le firme.

Le pulsioni presidenzialiste di Fratelli d’Italia non potrebbero correggere la via indicata da Calderoli. Che non vede un finale in cui tutti vivano felici e contenti, o la Repubblica abbia una ragionevole possibilità di rimanere davvero una e indivisibile.

 

 

IL MANIFESTO — 14 GENNAIO 2023

https://ilmanifesto.it/lettere/contro-unautonomia-differenziata-che-nega-eguali-diritti-e-spacca-il-paese

Massimo Villone*

* Presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

 

 

Come sapete il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha lanciato una raccolta di firme per proporre una Legge costituzionale di iniziativa popolare (allegata) per contrastare il disegno di Autonomia differenziata, rilanciato dal Governo Meloni, il quale conferma le intollerabili diseguaglianze, accresciute progressivamente nel tempo e aggravate oggi dalla crisi conseguente alla guerra in Ucraina, nel godimento di diritti fondamentali come la salute, l’istruzione, la mobilità, il lavoro. Si è segnalata da più parti la necessità di rafforzare il ruolo dello Stato a tutela dell’eguaglianza e dei diritti, con la formulazione e implementazione di politiche pubbliche forti finalizzate a ridurre i divari territoriali e consolidare l’unità del paese.

La scelta di lanciare una raccolta di firme a sostegno della proposta si giustifica per il fatto che una recente modifica del Regolamento del Senato della Repubblica assicura che una Proposta di legge di iniziativa popolare, sostenuta da almeno 50.000 firme come la Costituzione prevede, giunga alla discussione in aula.

La raccolta di firme, iniziata l’11 novembre scorso, ha riscontrato un incoraggiante adesione ma ora dobbiamo rilanciare l’impegno di tutti noi per arrivare al risultato necessario. E’ molto importante che sindacati scuola come Flcgil, Uil scuola, Gilda siano al nostro fianco per sostenere la raccolta delle firme. Altre associazioni si stanno muovendo e questo ci incoraggia ma noi possiamo e dobbiamo fare ancora molto.

Per questo chiediamo a tutti un impegno particolare per firmare e fare firmare promuovendo la nostra iniziativa e rinnovando l’invio ai vostri contatti delle informazioni per sostenere la raccolta.

Il Coordinamento per Democrazia Costituzionale organizza la raccolta di firme a sostegno della Proposta di legge con due modalità:

  • firma on-line attraverso una Piattaforma che consentirà la firma attraverso lo SPID (per firmare si può andare al sito del CDC  oppure direttamente a questo link)
  • firma nelle modalità tradizionali su moduli cartacei, organizzata dai nostri Comitati nei vari territori.

La raccolta di firme on-line ha un costo importante che sarà sostenuto dai promotori, ma è fondamentale un vostro contributo per consentire la prosecuzione della raccolta. (Allegato)

E’ un impegno difficile, ma assolutamente possibile, se riusciremo a mobilitare l’interesse delle tante persone che hanno cura della unità della Nazione e della lotta alle diseguaglianze.

Per questo abbiamo bisogno della vostra firma, della vostra partecipazione e del vostro aiuto.


* Presidente del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

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1 risposta a MASSIMO VILLONE, Contro il testo sull’autonomia differenziata. RACCOGLIAMO LE FIRME –IL MANIFESTO  – 16 NOVEMBRE 2022 + LINK PER FIRMARE – 14 – 01- 2023, IL MANIFESTO

  1. DONATELLA scrive:

    Firmiamo davvero tutti per combattere questa sciagurata proposta!

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