DONATELLA, GRAZIE ! .. E se fumarono Zazà — storia + Nino Taranto + GABRIELLA FERRI + testo + Renzo Arbore :: ” interpretazione della Ferri “.

 

 

 

Gabriella Ferri - Dove sta zazà

 

 

 

Significato

Il narratore del brano è Isaia che racconta la misteriosa scomparsa di una donna di nome Zazà nel bel mezzo della festa di San Gennaro. La ricerca è proseguita senza alcun esito e, rassegnato, se ne va. Torna l’anno successivo per cercare di ritrovarla a tutti i costi. “Chi ha truvato a Zazá, ca mm”a purtasse a me. Se non troverò lei, ch’è tanto bella, m’accontenterò ‘e trová ‘a sorella” canta il protagonista del racconto che dichiara che se non troverà Zazà si accontenterà di sposare la sorella.

 

 

Nino Taranto, prima incisione nel 1946

 

 

E se fumarono Zazà… 1971

 

Testo

Era la festa di San Gennaro,
Quanta folla per la via…
Con Zazá, compagna mia,
Me ne andai a passeggiá.

C’era la banda di Pignataro
Che suonava il “Parsifallo”
E il maestro, sul piedistallo,
Ci faceva deliziá…

Rit. Uh, Madonna mia…
Come fa,
Senza Isaia?…
Pare, pare,
Che t’ho perduta, ahimé!
Chi ha truvato a Zazá

Ca mm”a purtasse a me…
Jámmola a truvá…
Sù, facciamo presto.
Jámmola a incontrá
Con la banda in testa…

Tuttuquante aîmm”a strillá:
Isaia sta ccá!
Isaia sta ccá!
Isaia sta ccá!

Comm’aggi ‘a fá pe’ te truvá?!
I’, senza te, nun pozzo stá…

Era la festa di San Gennaro,
L’anno appresso cante e suone…
Bancarelle e prucessione…
Chi se po’ dimenticá!?

C’era la banda di Pignataro,
Centinaia di bancarelle
Di torrone e di nocelle
Che facevano ‘ncantá.

Come allora quel viavai,
Ritornò per quella via…
Ritornò pure Isaia

Rit.

Se non troverò
Lei, ch’è tanto bella,
Mm’accontenterò
‘E trová ‘a sorella…
T’amerò,
T’amerò,
T’amerò,
Pure a lei glielo dirò
Che t’amerò:
T’amerò, Zazá! x3)

 

Nel ’44   Cutolo tradusse il brano in napoletano e lo presentò a Giuseppe Cioffi, proprietario delle Edizioni musicali Cioffi di Napoli, affinché la musicasse e gli desse l’opportunità di registrarla.

Il primo a registrare il brano fu il cantante Aldo Tarantino, ma la versione più celebre fu quella registrata due anni dopo da Nino Taranto. Il brano ebbe un enorme successo e fu tradotto in varie lingue, oltre ad essere citato da riviste e pubblicazioni di ogni genere negli anni a seguire[4]. Ad esso, inoltre, si ispirarono diverse rappresentazioni teatrali, principalmente riviste, ed un film cinematograficoDove sta Zazà del 1947, diretto da Giorgio Simonelli.

In una intervista concessa a Corrado Mantoni, Cutolo definì Dove sta Zazà “una canzoncina cretina come tutte le altre”, ed arrivando a dichiararsi non troppo contento del successo del brano perché eccessivamente inflazionato.

Dopo Aldo Tarantino nel 1944, Carlo Buti nel 1945 e Nino Taranto nel 1946, molti altri in seguito ne interpretarono una propria versione. Si possono citare Gigi Beccaria, il duetto di Nilla Pizzi e Tony Stella, e Claudio Villa. A ridare popolarità al brano in tempi più recenti fu Gabriella Ferri, che nel 1971 inserì Dove sta Zazà nel proprio album intitolato 

 

E se fumarono a ZazàRenzo Arbore scrisse, relativamente alla interpretazione drammatica della Ferri, che il brano era stato trasformato da un “inno di corale allegria” ad “un urlo di solitudine”.

 

La canzone è stata riportata al successo nella terza edizione di Non è la Rai dove una delle ragazze del programma, Monica Catanese, interpretò il pezzo, doppiata da Barbara Boncompagni.
La canzone in seguito è stata re-incisa dalla stessa Monica Catanese nel progetto discografico Affatto deluse, in memoria dei 25 anni dalla chiusura di Non è la Rai.

 

 

 MONICA CATANESE  –  BARBARA BONCOMPAGNI — NON E’ LA RAI 

 

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1 risposta a DONATELLA, GRAZIE ! .. E se fumarono Zazà — storia + Nino Taranto + GABRIELLA FERRI + testo + Renzo Arbore :: ” interpretazione della Ferri “.

  1. DONATELLA scrive:

    Grazie per la storia di questa canzone, che credo un pò tutti abbiamo canticchiato, senza troppo preoccuparci della sorte di Zazà

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