Donatella : scritto bene e divertente! La memoria del nemico. di Arnaldo D’amico, Il Saggiatore, 2023 — + LEONARDO DE COSMO — ANSA.IT   12 giugno 2024, 17:17:: SCIENZA — Hanno 4.000 anni le più antiche tracce della malaria. Dalle impronte dei parassiti nel Dna antico

 

 

 

La memoria del nemico. Perché ci sono voluti duemila anni per scoprire il sistema immunitario - Arnaldo D'Amico - copertina

La memoria del nemico. Perché ci sono voluti duemila anni per scoprire il sistema immunitario

 

La memoria del nemico raccoglie le storie di tutti loro e ne fa un romanzo che ci permette di osservarci nella fragilità del nostro corpo e nella sua ostinata forza.

Con La memoria del nemico Arnaldo D’Amico ci consegna il racconto della più grande battaglia mai combattuta dall’umanità: quella che ha portato all’incredibile scoperta della «memoria del nemico », il sistema immunitario, e ai benefici della longevità. Che siano miasmi, veleni, microbi o germi, batteri o virus, l’essere umano da sempre si è misurato contro nemici invisibili, più pericolosi di qualsiasi esercito in carne e ossa. La loro inesorabile successione – prima con il nome di peste, e poi di morte blu, malaria o vaiolo – ha scandito il progredire di un’impresa collettiva, tra assurde superstizioni e teorie di matrice religiosa o parascientifica. Tutte credute, mai nessuna verificata. D’Amico tesse questo racconto fatto di uomini e viaggi, dibattiti e scontri, tentativi fallimentari e vittoriosi: ci porta sulle navi che per prime hanno solcato gli oceani e sono diventate veicolo e ricettacolo della diffusione di misteriosi morbi; nei laboratori dove sono stati perfezionati i metodi di indagine contro le epidemie, come quello in cui nel 1854 Filippo Pacini vide per la prima volta al microscopio i «vibrioni» del colera; nelle università e negli ospedali dove Spallanzani, Pasteur e Mečnikov hanno rivoluzionato il modo di pensare il corpo umano e la sua caducità.

 

 

 

 

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ANSA.IT   12 giugno 2024, 17:17
https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/biotech/2024/06/12/hanno-4.000-anni-le-piu-antiche-tracce-della-malaria-_c17cbf12-6dd1-4cb9-888b-649d525a25fe.html

 

 

 

 

Hanno 4.000 anni le più antiche tracce della malaria.

Dalle impronte dei parassiti nel Dna antico

 

di Leonardo De Cosmo

Ricostruzione della vita di uno degli indivdui il cui Dna è stato analizzato nella ricerca, vissuto in Nepal nell '800 a.C. (fonte: Purna Lama, Boudha Stupa Thanka Centre, Kathmandu, Nepal) - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Ricostruzione della vita di uno degli indivdui —  CHO001  —  il cui Dna è stato analizzato nella ricerca, vissuto in Nepal a  Chokhopani,  nell ‘800 a.C. (fonte: Purna Lama, Boudha Stupa Thanka Centre, Kathmandu, Nepal)

 

 

Artist reconstruction of the life of CHO001, a long-distance trader

UN’ALTRA IMMAGINE DELLA STESSA FOTO

in questo link, da cui abbiamo preso la seconda foto, trovate la storia di questa persona e del paese dove è vissuto, molto più in dettaglio

https://www.eurekalert.org/multimedia/1029807

 

Risale ad almeno 4.000 anni fa il più antico caso di malaria, la malattia che oggi nel mondo colpisce ogni anno 250 milioni persone e ne uccide 600mila, e che a causa dei cambiamenti climatici, sta tornando a diffondersi in territori considerati fino a poco fa fuori pericolo.

La storia della malattia è stata ricostruita inseguendo a ritroso le tracce dei parassiti che la veicolano, rimaste imprigionate nel Dna antico estratto dai denti di antiche popolazioni umane, grazie a un’innovativa tecnica genetica.

Il risultato si deve al grande studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature e guidato da Megan Michel, dell’Istituto tedesco Max Planck per l’Antropologia evoluzionistica e dell’Università di Harvard- La ricerca ha coinvolto 80 istituzioni di 21 Paesi compresa l’Italia, con l’Università di Sassari.

Finora è stato impossibile ricostruire la storia della malaria perché, a differenza di altre malattie, non lascia segni visibili sui resti ossei. Le tracce sono state individuate solo adesso, grazie alla nuova tecnica di analisi genetica, grazie al Dna estratto da 35 individui vissuti nell’arco degli ultimi 5.500 anni.

Si è scoperto così che la malaria era presente in Asia almeno 4.000 anni fa e che in America di sono susseguite due ondare della malattia, la seconda delle quali nel periodo coloniale.

I dati ottenuti in questo ampio studio, osservano i ricercatori, sono utili anche per comprendere meglio l’impatto della malattia sull’evoluzione del nostro genoma e per sviluppare future strategie per contenerne la diffusione.

 

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1 risposta a Donatella : scritto bene e divertente! La memoria del nemico. di Arnaldo D’amico, Il Saggiatore, 2023 — + LEONARDO DE COSMO — ANSA.IT   12 giugno 2024, 17:17:: SCIENZA — Hanno 4.000 anni le più antiche tracce della malaria. Dalle impronte dei parassiti nel Dna antico

  1. DONATELLA scrive:

    Questo libro è davvero affascinante come un giallo o un libro d’avventura.

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