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Enzo Di Serio
IL MIO SITO: http://www.artesplorando.it/
La storia dell’arte in pillole è un nuovo viaggio di Artesplorando. Qui vi parlerò del Dittico Wilton, capolavoro del Gotico internazionale.
Il dittico Wilton è un’opera composta da due tavole di legno dipinte su entrambi i lati e unite da una cerniera a mo’ di libro. I dittici religiosi così realizzati potevano essere scolpiti o dipinti, di legno o di metallo ed erano usati come immagini portatili per la devozione e la preghiera privata. In particolare quest’opera fu realizzata per re Riccardo II, che regnò in Inghilterra dal 1377 al 1399, forse negli ultimi cinque anni del suo regno. L’artista che la realizzò è ad aggi sconosciuto e il nome Wilton deriva dal luogo dove fu conservato prima dell’acquisizione da parte della National Gallery. La Wilton House nel Wiltshire, sede dei Conti di Pembroke in Inghilterra.
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Dittico portabile (aperto 53×74 cm) di autore ignoto e riferibile al 1395–1399 circa. È conservato nella National Gallery di Londra.
E’ un rarissimo esempio di pittura religiosa su tavola inglese del medioevo, riferibile allo stile gotico internazionale. Deve il suo nome alla Wilton House, dove si trovava un tempo. E’ una tempera su tavola in legno di quercia baltica
La scena di sinistra mostra il re inginocchiato presentato alla Vergine dai santi Giovanni Battista, che gli tiene una mano sulla spalla quale suo protettore, Edoardo il Confessore e Edmondo martire, due re inglesi. Le scene sono composte separatamente e con stili diversi (serena e pacata a sinistra, affollata e movimentata a destra), ma gli sguardi e i gesti dei personaggi le collegano facendole interagire. Cristo ad esempio, nella sua sfolgorante veste fatta con puntini d’oro, si protende verso il re genuflesso, dimostrando la sua approvazione.
I lati esterni sono invece dipinti con il cervo bianco, emblema di Riccardo II ed emblema personale di Edoardo il Confessore e della casa reale inglese. Lo stesso cervo, in piccolo, si trova sullo spillone del re (con corna d’oro ornate di perle) e appuntato in petto agli angeli. Un angelo, all’estrema sinistra, tiene uno stendardo crociato e sembra ricevere l’approvazione del Bambino per porgerlo al re: si tratta sia dello stendardo di Cristo, tenuto il giorno della Resurrezione, che la bandiera inglese di san Giorgio, ed è da leggersi come un simbolo della fiducia divina riposta nel re.
L’estrema preziosità e cura nella realizzazione dell’opera è confermata dall’alta abilità tecnica utilizzata: l’oro è ora punzonato (nello sfondo), ora applicato a puntini (nella veste di Gesù), ora velato e sgraffito (nelle vesti del re e dei santi); i gioielli (spille, corone) sono resi leggermente a rilievo con l’applicazione di poco gesso coperto dalla vernice o dall’oro, e con gocce dense di bianco di piombo, usate per dare l’effetto di riflessi luminosi sulle gemme.

Full title: The Wilton Diptych
Artist: English or French (?)
Date made: about 1395-9
Source: http://www.nationalgalleryimages.co.uk/
Contact: picture.library@nationalgallery.co.uk
Copyright © The National Gallery, London
L’autore è ignoto ed è stato accostato ad alcuni miniatori attivi negli anni attorno al 1410. Gli stilemi del gotico internazionale, comuni un po’ a tutta Europa, rendono difficile l’attribuzione geografica dell’opera, che potrebbe essere di una mano inglese, francese, come italiana o anche boema, magari di un personaggio venuto a corte con la scorta di Anna di Boemia. La maggior parte degli studiosi propende però per un artista del nord della Francia, vicino ai manoscritti miniati di Pol de Limbourg, ma anche alla scuola pittorica nata attorno a Carlo IV e Venceslao I di Lussemburgo.
Il supporto della quercia rimanda infatti al nord Europa, come la particolare preparazione della tavola, con fogli di pergamena incollati sul legno e ricoperti di gesso. Rimandano invece alla tradizione italiana, e in particolare senese, dettagli come le fisionomie, le braccia esili e conserte degli angeli: elementi che magari l’anonimo artista aveva assimilato entrando in contatto, in maniera diretta o indiretta, con gli artisti italiani operanti ad Avignone. Il volto e le mani della Vergine ricordano i manoscritti francesi, mentre la figura del Battista, avvolto nella pelle di cammello, sembra una prerogativa della tradizione inglese: se non si trattò addirittura di un’opera di collaborazione, il suo autore era sicuramente una personalità poliedrica, aggiornata sulle più diverse correnti europee
TESTO DA : https://it.wikipedia.org/wiki/Dittico_Wilton
DETTAGLI DEL DIPINTO :
**** LE FOTO SONO TUTTE DI ::: – Opera propria
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– Opera propria
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dettagli da :
https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:The_Wilton_Diptych?uselang=i

Stupendo!