ANSA.IT – 23 GENNAIO 2025 – 14.30 :: Milei a Davos: “Non mi sento più solo. In questo ho trovato dei compagni per la mia lotta per la libertà : Netanyau, Trump, Musk, Meloni, Bukele in Salvador e Vitkor Orban in Ungheria. Il mio caro amico Musk è stato nuovamente colpito dalla cultura wok mentre volevo solo esprimere la sua gratitudine a tutti. + EL SALVADOR

 

 

 

ANSA.IT – 23 GENNAIO 2025 – 14.30
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Milei a Davos: “Non sono solo. Con me Trump, Musk, Meloni”

 

APRI

video, 0.47

 

 

Il presidente argentino al Forum economico mondiale

 

 

NOTE PER CHI MAI VOLESSE…

 

1.Un ritratto verticale della parte superiore del corpo di Nayib Bukele sorridente, rivolto verso la telecamera, che indossa un abito da lavoro e la fascia presidenziale di El Salvador

FOTO UFFICIALE – WIKIPEDIA DI
Nayib Armando Bukele Ortez ( NAYIB BUKELE )
San Salvador 1981,  presidente di El Salvador dal 1º giugno 2019.
E’ un politico e imprenditore salvadoregno: Bukele fondò un’azienda pubblicitaria nel 1999 e lavorò presso un’azienda pubblicitaria di proprietà di suo padre..
segue: https://en.wikipedia.org/wiki/Nayib_Bukele

 

El Salvador - Mappa

cartina politica dello stato di SAN SALVADOR
WIKIPEDIA

È lo Stato meno esteso, ma anche il più densamente popolato, della regione centroamericana.

Dal 1980 al 1992 fu teatro di una guerra civile fra le forze armate governative e le forze insurrezionali del Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN), dopo la quale è iniziato il processo di pacificazione e democratizzazione del Paese.

La struttura economica è stata per lungo tempo basata in gran parte su una fiorente agricoltura di piantagione (caffècotonecanna da zucchero), con la maggior parte delle terre concentrata nelle mani di pochi latifondisti. In tempi più recenti ha avviato un processo di industrializzazione e di diversificazione dell’economia.

Il 7 settembre 2021 è diventato il primo Paese al mondo ad avere adottato il bitcoin come valuta legale, accanto al dollaro americano.

 

storia

In età precolombiana il Paese fu abitato prima dai Maya, poi dai Pipil, una popolazione tolteca. Quest’ultimi si stabilirono nell’area all’incirca nell’anno 1000, scegliendo la città di Cuscatlán come capitale.

La colonizzazione europea del territorio iniziò nel 1524 con una spedizione spagnola capeggiata da Pedro de Alvarado. Egli, venendo dal Guatemala, sbaragliò i Pipil e ne invase la capitale: il fratello Diego fondò San Salvador, l’attuale capitale dello Stato, intitolata all’episodio della trasfigurazione di Gesù.

Posto sotto il dominio spagnolo e amministrativamente dipendente dalla Capitaneria generale del Guatemala, nel 1811 cominciarono i moti patriottici, organizzati dalla popolazione creola. Il Guatemala divenne indipendente dieci anni dopo annettendo El Salvador, ma fu a sua volta annesso dal Messico l’anno dopo. Entrato nell’organizzazione regionale centroamericana delle Province Unite dell’America Centrale, El Salvador divenne una repubblica indipendente nel 1841. La fine del XIX secolo vide diversi tentativi fallimentari di riunire l’America centrale sotto l’egida di un’organizzazione politica sovranazionale che racchiudesse tutti gli Stati della regione, ma frazionamenti e disaccordi resero inevitabile la divisione della zona.

La situazione politica interna cambiò radicalmente quando nel 1931 il potere fu preso dal generale Maximiliano Hernández Martínez, la cui dittatura si schierò con le potenze dell’Asse. Tuttavia l’attacco giapponese di Pearl Harbor modificò la rotta, ponendo il dittatore vicino agli Stati Uniti d’America. È da ricordare che nel 1932 ebbe luogo il massacro di contadini salvadoregni, noto come La Matanza. Il controllo del generale cominciò a vacillare nel 1939, quando fu avviato il processo di industrializzazione: gli squilibri e le agitazioni sociali che ne derivarono costrinsero Martínez all’abbandono della scena, nel 1944. Gli succedettero il generale Salvador Castaneda Castro l’anno dopo e Óscar Osorio nel 1948. Quest’ultimo fu eletto alla carica di Presidente della Repubblica nel 1950; nonostante la sua elezione democratica e il suo cauto programma di riforme, gestì in maniera dittatoriale il Paese. Lasciò la guida nel 1956 a José María Lemus, rovesciato nel 1960 da un colpo di Stato che favorì la formazione di una giunta militare.

Le gravi questioni interne diventarono sempre più preoccupanti e complesse, tanto da provocare una reazione politica con la formazione di un partito di opposizione; il candidato sostenuto fu José Napoleón Duarte, democristiano. Questa situazione già instabile e pericolosa, si fece decisamente tragica dopo le elezioni tenutesi nel 1972, che portarono al governo il candidato governativo scelto dai militari, il colonnello Arturo Armando Molina: la violenta contestazione dei risultati elettorali da parte dell’opposizione si espresse nel tentativo di un colpo di Stato, spezzato e represso dall’esercito. Cinque anni dopo fu eletto nuovamente il candidato governativo, stavolta il generale Carlos Humberto Romero, il quale con il suo frequente uso della forza e della repressione mosse verso la lotta armata gli oppositori, che lo destituirono nell’ottobre 1979 con un altro colpo di Stato, questa volta riuscito. La nuova giunta formatasi fu mista, poiché formata da militari e civili, tra i quali, mediante concessioni e garanzie, cominciò finalmente il dialogo.

Questo fu però interrotto pochi giorni dopo la destituzione di Romero, il 18 ottobre, in seguito a una strage commessa dall’esercito nell’atto di disperdere una folta folla di manifestanti. I civili abbandonarono la giunta meno alcuni democristiani, con a capo José Napoleón Duarte, che tenne in piedi la giunta stessa con i militari. L’opposizione si riunì nel Fronte democratico rivoluzionario, mentre il 12 dicembre 1980 Duarte divenne presidente. Le questioni interne si fecero sempre più gravi e il presidente chiese aiuto agli Stati Uniti, ottenendo il sostegno dell’allora presidente Ronald Reagan, che incitò Guatemala e Honduras a lottare contro i gruppi comunisti.

Iniziò dunque una guerra civile, che fino al 1992 vedrà contrapposti da una parte il Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN), e dall’altra governi conservatori e giunte militari, appoggiati dagli Stati Uniti. Militari e squadroni della morte procedettero all’eliminazione fisica dei dissidenti: alla fine si conteranno oltre 8 000 desaparecidos. Non vennero risparmiati oppositori pacifici e membri del clero: oltre all’arcivescovo di San Salvador, Óscar Romero, ad esempio nel dicembre 1980 vennero uccise quattro suore statunitensi, e nel novembre 1989 sei gesuiti dell’Università Centroamericana (Universidad Centroamericana).

L’opposizione chiese nel 1982 la pacificazione e la formazione di un’assemblea costituente, e sia la Chiesa sia l’ONU appoggiarono queste richieste, ma gli Stati Uniti si opposero fermamente alla normalizzazione in questo senso sostenendo Duarte. La situazione peggiorò ulteriormente con la vittoria alle elezioni del 1982, boicottate dalla sinistra, del maggiore Roberto D’Aubuisson, di estrema destra. Il 13 marzo del 1983 la presidente della Commissione dei diritti umani, Marianella García Villas, venne catturata dalle forze armate, torturata e assassinata. La Villas si trovava in un’area di conflitto, dove si era recata per documentare l’uso di armi chimiche da parte dell’esercito. Il brutale assassinio sconvolse l’opinione pubblica internazionale, mettendo in luce la grave situazione del Paese centroamericano.

Le mediazioni della Chiesa fallirono e gli Stati Uniti entrarono in modo frequente e visibile nelle questioni interne di El Salvador, favorendo il ritorno alla presidenza di Duarte nel 1984. Duarte comprese l’indispensabilità del dialogo con la guerriglia, e i colloqui ripresero con un importantissimo incontro a La Palma tra il primo ministro e l’opposizione. La destra bloccò tutto in Parlamento. Quattro anni dopo la situazione precipitò quando vinse le elezioni amministrative D’Aubuisson, tra l’altro accusato dell’omicidio dell’arcivescovo Óscar Romero, e in più Duarte fu costretto a recarsi negli Stati Uniti per delle cure per le sue precarie condizioni di salute, lasciando così i poteri.

La Democrazia Cristiana andò in crisi e lasciò libero spazio al partito di D’Aubuisson, l’ARENA, che si aggiudicò la vittoria col suo nuovo candidato Alfredo Cristiani. Egli si dimostrò inaspettatamente conciliante, furono avviati per l’ennesima volta dei negoziati, che però vennero ancora una volta interrotti a causa dell’uccisione di alcuni sindacalisti, da parte di militanti della destra estrema. In seguito a ciò, la guerriglia scatenò una terribile offensiva.

Le trattative ricominciarono a Ginevra nel 1990 e l’anno dopo fu finalmente ammessa anche l’opposizione alle elezioni presidenziali. Vinse Cristiani, il quale continuò sulla strada del dialogo, anche perché il Paese era stremato da un conflitto civile che era costato almeno 80 000 vite umane. Il 16 gennaio 1992 terminò ufficialmente la guerra civile di El Salvador. L’anno dopo provocò aspre polemiche la completa amnistia data ai membri dell’ARENA che durante il conflitto interno avevano commesso atrocità e abusi.

Dopo la guerra civile il partito dell’ARENA è sempre uscito vincitore alle urne e così è stato anche alle elezioni tenutesi nel 2004 che hanno decretato la vittoria netta del candidato Antonio Saca. Nel 2001 il Paese fu scosso da due devastanti terremoti, che provocarono oltre 1 200 morti e danni in tutto il territorio nazionale. Le elezioni, tenutesi il 18 gennaio 2009, hanno visto vincitore il partito FMLN con il 47% dei voti. Il partito ARENA ha ricevuto il 43%. Il PDC, sicuro di un buon risultato, ha ricevuto il 6% dei voti.

Le elezioni del 16 marzo 2009 hanno consacrato la vittoria con il 51,3% di Mauricio Funes del partito FMLN, contro il 48,7% andato al candidato Rodrigo Ávila, rappresentante del partito conservatore di governo ARENA. Si tratta di un risultato storico che riporta la sinistra al potere dopo vent’anni di opposizione. Il FMLN ha conservato la guida dello Stato per altri 5 anni, eleggendo nel 2014 alla presidenza Salvador Sánchez Cerén.

Le presidenziali del 2019 hanno segnato una svolta importante nella storia di El Salvador, con la vittoria di Nayib Bukele, ex sindaco di San Salvador, il quale è riuscito a spezzare il lungo duopolio ARENAFMLN.

L’analfabetismo è al 21,3% e la mortalità infantile al 23%; entrambi questi dati stanno migliorando notevolmente, ma sono ancora drammatici, tanti sono ancora i progressi da fare per alfabetizzare e per migliorare la difficile situazione sanitaria. Aumenta invece la durata media della vita, discreta, che sfiora i 72 anni. I salvadoregni sono un popolo alquanto giovane, più del 35% ha un’età inferiore ai 15 anni. La distribuzione sul territorio è omogenea e vede una più alta concentrazione nella capitale e dintorni. La popolazione rurale prevale di pochissimo su quella urbana, campagne e città hanno praticamente lo stesso numero di abitanti.

 

Le etnie sul territorio sono:

La struttura dell’agricoltura si basa su fiorenti piantagioni di caffècotonecanna da zucchero, che rappresentano le principali produzioni. La maggior parte delle terre è concentrata nelle mani di pochi latifondisti, caratteristica presente da molto tempo in agricoltura: questo settore per molti anni ha rivestito e riveste ancora oggi un ruolo fondamentale per lo sviluppo.

Problemi da affrontare :  il tasso di criminalità più alto dell’America centrale, l’analfabetismo al 21,3%, la mortalità infantile al 23% e la speranza di vita poco superiore ai settant’anni.

L’enorme debito estero ha raggiunto e superato nel 2006 gli otto miliardi, segnando un preoccupante aumento rispetto all’anno precedente, quando ammontava a poco meno di cinque miliardi.

La valuta nazionale è il dollaro statunitense. Dal 7 settembre 2021 ha acquisito corso legale anche il Bitcoin.

 

letteratura:

nel XX secolo, ricordiamo Roque Dalton (1935-1975), uno dei maggiori della letteratura latinoamericana.

musica :  Nel contesto musicale tra gli artisti salvadoregni ricordiamo Álvaro Torres, considerato spesso ultimo romantico salvadoregno.
Il concerto sold out della band heavy metal britannica Iron Maiden, tenutosi il 6 marzo 2016 allo Stadio Jorge “Mágico” González di San Salvador, è stato il più grande evento mai realizzato nella storia di El Salvador

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Generallee666 – Opera propria

 

cinema:  nel 2011 il film documentario El lugar más pequeño della regista salvadoregna Tatiana Huezo Sánchez ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali.

 

Il sito archeologico di Joya de Cerén è il primo sito di El Salvador iscritto, nel 1993, nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

 

cucina: Piatto tipico di El Salvador è rappresentato dalla pupusa

 

Sport — se vuoi, apri il link qui.

 

 

qualche foto che riesco a trovare:

 

 

Siwapiltzin de Santo Domingo de Guzmán, El Salvador–

Siwapiltzin Ercilia Cruz López- 2024 ( il nome )

 

 

Forze Armate di El Salvador
Casa Presidencial , El Salvador – https://www.flickr.com/photos/fotospresidencia_sv/53263413523/

 

 

El talento salvadoreño se muestra de diferentes maneras, ya sea en una fotografía, o canciones, como por ejemplo que esta foto junta a las dos, ya que en YouTube existe una canción con esa foto de fondo

 

 

Ballando il tango nel centro storico
Alcaldía de San Salvador – https://twitter.com/alcaldia_ss/status/1025195349105889280?lang=da

 

 

Vanessa Garcia dà un concerto dà un concerto a Republik – Salvador nel 2021

ElManagerChef – Opera propria

 

 

venditore di oggetti di terracotta
 Daniel chavez castro- autore  della foto// LINK

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2 risposte a ANSA.IT – 23 GENNAIO 2025 – 14.30 :: Milei a Davos: “Non mi sento più solo. In questo ho trovato dei compagni per la mia lotta per la libertà : Netanyau, Trump, Musk, Meloni, Bukele in Salvador e Vitkor Orban in Ungheria. Il mio caro amico Musk è stato nuovamente colpito dalla cultura wok mentre volevo solo esprimere la sua gratitudine a tutti. + EL SALVADOR

  1. Chiara Salvini scrive:

    chiara: mi sono soffermata con molto interesse sulla storia del paese centro-americano ( purtroppo foto belle non ne ho trovato, le cercherò ancora) e vorrei comunicarlo a qualcuno che passa di qui e ha tempo per soffermarsi un po’, perché mi pare una storia che, per quanto unica, parla molto dell’America – tutta quella che non è né gli Stati Uniti né il Canada.
    E’ una storia a mio modo di sentire molto dolorosa che mi ricorda il Brasile che ho potuto vedere, quel poco che ho potuto, sono situazioni che, come si diceva, ” gridano vendetta a Dio”, non ho altre espressioni in queste momento, anche perché per me è tardi. grazie

  2. DONATELLA scrive:

    Se alcuni popoli potessero gridare il loro dolore, nell’aria non sentiremmo che le loro urla.

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