
Gaza, giugno 2025
Una Città n° 310 / 2025
maggio-giugno-mensile d’interviste e foto
30 luglio 2025
https://www.unacitta.it/it/sommario/330-una-citta-nr-310-maggio-giugno-2025

foto di Primo Levi- 1978 circa
da:
https://www.archeoares.it/blog/accadde-oggi-muore-primo-levi-nel-1987
..Ad ogni modo, sì, l’antisemitismo è una bestia che rialza la testa. Ma questo non è un argomento che noi ebrei della Diaspora possiamo opporre a Begin. Non ha senso dire a Begin: non fate quello che state facendo perché ci recate danno. Gli argomenti sono ben altri. [..] Sono due, uno morale e l’altro politico. Quello morale è il seguente: neppure una guerra giustifica la protervia sanguinosa che Begin e i suoi hanno dimostrato. L’argomento politico è altrettanto netto: Israele sta rapidamente precipitando nell’isolamento totale.
È un fatto tremendo, mai accaduto prima d’oggi.
A questo punto, la conclusione è scontata: neppure la ragion di Stato, che spesso Begin e Sharon invocano, può giustificare le ultime decisioni del governo di Israele. […] La mia condanna, comunque, è totale. Lo dico con chiarezza. […]l’intero gruppo che oggi dirige Israele assomiglia molto alle classi dirigenti degli altri paesi mediorientali. Paradossalmente, Begin e i suoi stanno realizzando un antico sogno sionista: diventare un paese del Medio Oriente. Ma lo realizzano nel modo peggiore. [..]
Ma il giudizio corretto mi sembra il seguente:
l’attuale comportamento dell’attuale governo d’Israele
rischia di essere il peggior nemico degli ebrei.
Primo Levi, tratto dall’intervista di G. Pansa su “la Repubblica”, 24 settembre 1982, intitolata : “«Io, Primo Levi, chiedo le dimissioni di Begin “
nota: BEGIN E SHARON
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Menachem Wolfovitch Begin ( Brest-Litovsk,
16 agosto 1913 – Tel Aviv, 9 marzo 1992)
è stato un politico israeliano di origine
bielorussa, Primo ministro di Israele
dal 1977 al 1983.
Ariel Sharon, detto Arik (nato Ariel Scheinermann )
(Kfar Malal, 26 febbraio 1928 – Ramat Gan,
11 gennaio 2014), è stato un politico e generale israeliano.
Primo Ministro : 7 marzo 2001 –14 aprile 2006
foto da : https://www.hdg.de/lemo/biografie/ariel-sharon.html
*** Non avendo trovato l’intervista a Primo Levi, citiamo altri passi fondamentali per noi, oggi, di Primo Levi
14 giugno 2025 – link sotto : Giap
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Il Likud discende per filiazione diretta da una fazione di estrema destra del sionismo degli anni Venti, quell’«ala del sionismo fascista che adottò il saluto nazista» (parole di Amir Goldestein – prof. di storia all’ importante università Tel-Hai, nord di Israele — su Haaretz) il cui esponente principale fu Ze’ev Jabotinsky, ammiratore e amico di Mussolini, dal quale ebbe in dono una stazione radio a Civitavecchia.

Fascista: Ze’ev Jabotinsky (1880 – 1940)
Che Jabotinsky sia stato un fascista, e che fascista possa essere detto a giusta ragione il suo erede Menachem Begin, fondatore del Partito della Libertà, in seguito il Likud, lo disse a chiare lettere Primo Levi:
«Per Begin “fascista” è una definizione che accetto. Credo che lo stesso Begin non la rifiuterebbe. E stato allievo di Jabotinsky: costui era l’ala destra del sionismo, si proclamava fascista, era uno degli interlocutori di Mussolini. Sì, Begin è stato suo allievo» [2].
(2 ). Primo Levi, «Io, Primo Levi, chiedo le dimissioni di Begin», intervista a Giampaolo Pansa, La Repubblica.
Se Levi dava del fascista a Begin Primo ministro negli anni Ottanta, Hannah Arendt e Albert Einstein, alla testa di decine di intellettuali ebrei emigrati negli USA, il 2 dicembre 1948 – una settimana prima dell’approvazione della Convenzione ONU sul genocidio – ci andarono molto più pesante: in una lettera aperta pubblicata sul New York Times non esitarono a paragonare Begin a Hitler, definendo il suo Partito della Libertà (Tnuat Haherut = Partito della Libertà, oggi Likud) «un partito politico che nella organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista». I firmatari della lettera evocavano il massacro terroristico di Der Yassin come caso esemplare per un partito che non esitava a usare i mezzi del terrorismo verso arabi.
dalla Lettera
«[..] L’accaduto di Deir Yassin esemplifica il carattere e le azioni del Partito della Libertà. All’interno della comunità ebraica hanno predicato un misto di ultranazionalismo, misticismo religioso e superiorità razziale. [..] Fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti nazista e fascista. È stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, un’organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina.[…] Le confessioni pubbliche del sig. Begin non sono utili per capire il suo vero carattere. Oggi parla di libertà, democrazia e antimperialismo, mentre fino ad ora ha apertamente predicato la dottrina dello stato fascista. È nelle sue azioni che il partito terrorista tradisce il suo reale carattere, dalle sue azioni passate noi possiamo giudicare ciò che farà nel futuro.
La presa di distanza di Einstein dalla deriva politica di Israele fu tale che lo scienziato rifiutò la proposta di David Ben Gurion di diventare Presidente dello Stato di Israele.[5]
Il massacro fu duramente condannato dalla leadership dell’Haganah e da esponenti religiosi ebraici, ma non fu preso alcun provvedimento verso i responsabili.
da : https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Deir_Yassin
se avete tempo, consiglio di leggere come i fatti si sono incatenati
e le testimonianze dei due villaggi assaltati
apri qui:
https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Deir_Yassin
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Titolo dell’ articolo : ” Primo Levi al tempo di Gaza “
Mario Barenghi
DOPPIOZERO, 20 luglio 2025
https://www.doppiozero.com/primo-levi-al-tempo-di-gaza
Così si legge nella premessa in prosa di Se questo è un uomo:
«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi, come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoìordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager».
Sostituite alla parola «straniero» la parola «palestinese» e avrete un’approssimazione, abbastanza plausibile, alla strategia politica dell’attuale governo israeliano.

Genocidio era una parola orribile che pensavamo non potesse più realizzarsi. Ora sappiamo che l’uomo può concretizzarla in ogni momento della storia.