*** chiara : dove abbiamo trovato tutti i dati, li abbiamo riportati,
dove c’era il titolo e la data–idem.. ecc. / fino a dove non c’era niente, ancora idem.
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Peter Doig (Edimburgo, SCOZIA, 17 aprile 1959) è un pittore britannico. Nel 1962, a tre anni, va con la famiglia a Trinidad e nel ’66 si spostano in Canada. Nel ’79-80 torna a Londra per gli studi d’arte. Vive tra Trinidad, Londra e New York, e realizza opere dalle tonalità gioiose che mostrano in primo luogo le persone e l’architettura con sullo sfondo paesaggi di seducente bellezza. Ma sotto la superficie di questi paradisi alla maniera di Gauguin, si cela un senso di malinconia, di solitudine, di disorientamento. Peter Doig crea a partire da foto private e immagini provenienti dai media e dai film, e le sue opere combinano in modo enigmatico cultura pop e storia dell’arte.
TESTO DA :
LIBRERIAMO.IT / ARTE
https://libreriamo.it/arte/peter-doig-il-gauguin-scozzese-in-mostra-a-basilea-2
foto dalla Fondazione Beyeler
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VIDEO-
7 minuti — PETER DOIG –2014-15
Visita guidata alla mostra «Peter Doig» con il curatore Ulf Küster
Collezioni pubbliche (selezione)
- Tate Modern, International and Contemporary Art, Londra
- Museum of Contemporary Art, Los Angeles MOCA, Los Angeles, CA
- British Museum, Londra
- Walker Art Gallery, Liverpool
- Southampton City Art Gallery
- Musée National d’Art Moderne, Parigi
- National Gallery of Canada, Ottawa
- Art Institute of Chicago
- Museum of Modern Art, New York
- Metropolitan Museum of Art, New York
- Whitney Museum of American Art, New York
- Philadelphia Museum of Art
- Dallas Museum of Art

1991 Casa dell’architetto in un burrone
immagine da : WIKIART.ORG-– ” Realismo magico ”
https://www.wikiart.org/en/peter-doig/architect-s-home-in-the-ravine-1991

Peter Doig, Grande Riviere /è un villaggio a Trinidad sulla costa settentrionale, anno di composizione: 2001-2002– Olio su tela– 229 x 358 cm — National Gallery, LONDRA
—vedi qualche immagine al fondo di tutto

Blotter, 1993–
Mostra alla Fondazione Beyeler a Basilea (nov. 2014-marzo 2015)
BLOTTER — ( Vocabolario ) carta assorbente– qui significa ?

1994

1997



canoa bianca– 1991– da: WIKIART // link



Concrete Cabin ( capanna di cemento )– 1992
da:: WIKIART — LINK : https://www.wikiart.org/en/peter-doig/concrete-cabin-1992

dettaglio del quadro sopra

Il Muro di Lapeyrouse, dettaglio del quadro di Peter Doig del 2004:

Il Muro di Lapeyrouse è conosciuto per il suo stile pittorico e l’abilità di Doig di catturare l’atmosfera e l’ambiente che lo circonda. L’opera combina elementi del paesaggio caraibico con una palette di colori vivaci e pennellate espressive. Il dipinto è un esempio dell’approccio di Doig nell’esplorare la relazione tra memoria, luogo e rappresentazione visiva, e il suo interesse nell’affrontare temi di identità e appartenenza nel suo lavoro.

1991

2011-2012



2005-2007



IL SOLE 24 ORE DEL 30-11-2014
Peter Doig è un personaggio misterioso, non più facile da decifrare delle figure che compaiono nei suoi dipinti. Nato a Edimburgo nel 1959, trasferitosi due anni dopo con i genitori a Trinidad, nelle Antille, e dopo altri cinque anni in Canada, oggi Doig lavora tra Londra, New York e Trinidad. È uno dei pittori viventi più quotati del mondo:

Country Rock– quest’immagine è del sito di Sotheby’s, dovrebbe essere quello venduto a quella cifra-nel 1999-
Questo dipinto –abbiamo appreso con fatica, sempre che sia vero- — è il nome del primo quadro della serie di tre — pare– chiamata Rainbow Tunnel – del 1998-2000
L’opera che segue è quella della Tate di Londra, ha lo stesso titolo, COUNTRY ROCK, del 2008

https://www.tate.org.uk/art/artworks/doig-country-rock-p20948
il suo Country Rock è stato battuto a giugno 1999 da Sotheby’s London per 15 milioni di dollari. Forse anche per questi passaggi in asta da record, Doig gode di una notorietà che quasi stupisce, data la relativa ermeticità del suo dipingere, colmo di citazioni e capace di toccare estremi opposti della figurazione contemporanea.
Lo incontro alla Fondazione Beyeler di Basilea la sera prima dell’opening della mostra personale che il museo svizzero gli dedica, e il curatore Ulf Kuster avvisa: l’artista è nervoso. Non ha ancora finito di dipingere, c’è un quadro che non è pronto, non vuole essere fotografato, niente smartphone. Doig arriva e nonostante i 55 anni è un ragazzo. Ha la camicia sdrucita, gli occhi rossi perché dipinge fino a tarda notte (è il primo artista nella storia a usare la Beyeler come studio, sta finendo un grande murale nel seminterrato), ha il respiro trattenuto, le mani inquiete, le scarpe coperte di schizzi di colore e le unghie verdi di vernice.
Il verde è anche il colore delle tele con cui la mostra si apre: nei suoi primi paesaggi celebri degli anni Novanta è già chiarissimo il ruolo della natura dipinta come specchio di uno stato emotivo, contraltare alla presenza umana. Sono quadri strani, come libri senza trama precisa, non se ne capisce facilmente la genesi: cosa viene prima? Il soggetto, il disegno, il colore? «L’atmosfera», dice Doig: «non ho mai un piano preciso nella testa ma so che voglio come risultato un’atmosfera». Tra tele conosciute e opere recenti (più una selezione di stampe e incisioni mai esposte al pubblico), la mostra raduna grandi lavori che passano da un registro all’altro: in alcuni la figura umana è perfettamente integrata nella scena, in altri non è che un frammento, un’intuizione aliena che pare esistere su un piano completamente diverso dal paesaggio. «A volte», spiega Doig «dipingo persone assorte che cercano di capire, di trovare un senso nell’ambiente intorno a loro. Ma in realtà il ruolo della figura è sempre lo stesso: catturare l’attenzione di chi guarda e avvincerlo, attirandolo nel quadro». Una volta “dentro”, l’occhio ha a che fare con un ambiente che a tratti è impressionista e altrove quasi astratto: alberi e forme vegetali che diventano filtri per la visione, acque e terre che si diluiscono o si raggrumano. Con un lavorare meditabondo che riflette sul potere della pittura stessa («Mentre dipingo un quadro penso sempre ad altri pittori, ad altri quadri»), Doig raggiunge quell’equilibrio tra figura e concetto che è indispensabile alla pittura contemporanea per essere grande. «Quando ti avvicini cambia tutto. Ti perdi nella grana del materiale, ti accorgi che la tela è un dispositivo, un device», osserva. Ecco allora dipinti carichi, pienissimi di “informazioni” e altri quasi liquidi, “thin”(magro) dice lui, in cui la superficie cede alla profondità. Nevicate chiarissime, cieli stellati e tavolozze notturne di nero e di marrone, collocate davanti alle grandi vetrate della Beyeler ad assorbire quanta più luce naturale possibile; le sue griglie fitte, come muretti di mattoni colorati, le sue celebri canoe, le isole galleggianti, tele su cui ha lavorato per mesi e anni accantonandole e poi riprendendole: «Ogni quadro è una reazione. È il frutto del passare del tempo, il risultato di dubbi. La pittura è un viaggio, a volte scomodo».
Peter Doig. Basilea (Svizzera), Fondation Beyeler, fino al 22 marzo. www.fondationbeyeler.ch.
una recensione della mostra a Basilea su ” la Stampa “- 12 -01-2015
TRINIDAD — GRANDE RIVIERE ( ce ne sono due o tre sparse nel mondo.. )


le casette sono un Hotel ” Mount Plaisure ” a Grande Riviere



Pare che a Grande Riviere ci siano molte tartarughe ( le ho viste in una foto che non trovo più )
La tartaruga liuto (Dermochelys coriacea Vandelli, 1761) è la tartaruga più grande del mondo. È l’unica specie del genere Dermochelys e della famiglia Dermochelyidae.
Alla nascita è lunga 5,5 cm, ma gli adulti possono arrivare fino a 250 cm di lunghezza ed un peso attorno ai 400 Kg. L’esemplare più grande rinvenuto finora presentava la curva del carapace lunga ben 256,5 cm ed un peso di 1000 Kg.
Vive nei mari caldi e temperati. Vive in alto mare, si avvicina alle coste per riprodursi e cacciare.
Non si hanno notizie di nidificazione in Italia, dove però occasionalmente vengono avvistati degli esemplari adulti.
Negli anni 1950 un esemplare di 450 kg fu pescato nella tonnarella di Punta Chiappa e poi portato nel porto di Camogli dove ancora se ne conservano le fotografie; l’animale è conservato imbalsamato al museo di storia naturale di Genova.
Potente e veloce nuotatrice (100 m in 10 sec.), è vivace e se molestata può diventare aggressiva. Vive probabilmente per 50 anni.
Deposita, esclusivamente a notte inoltrata, all’inizio dell’estate, tra le 50 e le 150 uova ogni volta.
ECCO LA FOTO, TROVATA !

IL FIUME GRANDE RIVIERE::
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ULTIMA FOTO SULLE TARTARUGHE:

QUESTE SEMBRANO TARTARUGHE BAMBINE
CARTINE

cartina America Centrale da:
SOTTO SI VEDONO MEGLIO LE ANTILLE:


Quante belle cose!