IL MANIFESTO 23 AGOSTO 2025
https://ilmanifesto.it/linsostenibile-partito-in-franchising
L’insostenibile partito in ” franchising ” ( 1, video al fondo )
Cacicchi e compari. Non si può capire il senso di quello che sta accadendo nel Pd attribuendo tutto alla pervicacia di un «cacicco», o mettendo sotto accusa la segretaria nazionale perché cerca un compromesso e non riesce a «cacciarlo» via o neutralizzarlo

Elly Schlein e Vincenzo De Luca – LaPresse
Antonio Floridia
Non si può capire il senso di quello che sta accadendo nel Pd attribuendo tutto alla pervicacia di un «cacicco», o mettendo sotto accusa la segretaria nazionale perché cerca un compromesso e non riesce a «cacciarlo» via o neutralizzarlo.
C’è molto di più e di diverso alla base della vicenda campana, o di quella per certi versi simile pugliese: ossia, la la forma di governo del partito, la sua governance. E si può riassumere in una formula: il Pd è un partito in franchising, ossia un «centro» che gestisce il marchio e la linea, tante filiali locali che agiscono in piena autonomia, con tutto ciò che può derivarne. Partiamo da un punto. Non è vero, come solitamente si dice, che gli iscritti nel Pd «non contano»: non contano, è vero, quando si tratta di eleggere il segretario con le primarie aperte; ma contano, e contano moltissimo, invece, quando si tratta di eleggere organismi e cariche dirigenti locali e regionali, dove a votare sono solo gli iscritti.
Quindi, gli equilibri di potere locale sono legati al controllo del tesseramento. Da qui un potenziale dualismo, che con l’elezione di Elly Schlein si è manifestato pienamente, tra una legittimazione diretta, di tipo plebiscitario, per il segretario e una feudalizzazione del partito in periferia. Un dualismo, e uno squilibrio anche territoriale, tra diversi tipi di iscritti e di elettori: forse non tutti sanno, ad esempio, che nella prima fase dell’ultimo congresso, quando a votare sono stati 150mila iscritti, a Potenza e a Foggia ha votato più gente che a Milano o a Modena (alle primarie, poi, in queste due ultime città, i partecipanti si sono quintuplicati, a Foggia e Potenza solo raddoppiati).
Nel corso dell’ultimo decennio, si è via via prodotta una forma di «selezione avversa», per cui gran parte degli iscritti appare legata ad una rete di relazioni con un leader locale: beninteso, non mancano certo iscritti che continuano a motivare la loro adesione su basi politiche e ideali, ma questo tipo di iscritto si è via via rarefatto: non si spiegherebbe altrimenti come mai dagli 800mila iscritti del 2008 si sia passati al ben più modesto numero attuale. Dove sono finiti questi iscritti? In gran parte, si sono dispersi nel vasto mondo degli homeless ( = senza tetto ) di sinistra. Una piccola parte di questi, però, è tornata a votare alle primarie, per sostenere Elly Schlein, ed è stata comunque decisiva per la sua vittoria: ed è ridicola la campagna di stampa con cui si tenta di delegittimare la nuova segretaria affermando che è stata eletta «contro il partito»: ma di quale partito si va parlando? Chi l’ha eletta sono in grandissima parte ex-iscritti ed ex-elettori del partito.
Questa situazione, però, alla lunga si sta rivelando insostenibile: quel dualismo va superato, altrimenti situazioni come quella campana sono destinate a ripetersi. Elly Schlein ha un problema: convincere alcune decine di migliaia di suoi elettori alle primarie ad iscriversi al partito. Questo finora non è avvenuto: forse subito dopo le primarie c’è stata un’impennata (non ci sono dati certi ufficiali); e, in modo lento e faticoso, a macchia di leopardo, stanno emergendo anche nuovi gruppi dirigenti locali; ma per il resto si può dire che si sta creando un circolo vizioso. In molte realtà locali, il partito è chiuso, tutto preso a definire gli equilibri di potere interni ai gruppi dirigenti; d’altra parte, i potenziali nuovi iscritti non trovano risposte ad una semplice domanda: a cosa serve prendere la tessera? Cosa ci faccio nel partito?
Che fare? Due cose. In primo luogo, in modo un po’ provocatorio, si potrebbe rispondere: Elly Schlein e tutta l’area di sinistra dell’attuale gruppo dirigente nazionale devono organizzare una vera corrente, darsi da fare per iscrivere gente, mobilitare tutta l’area di consenso che si è vista alle primarie, ma che in gran parte rimane passiva. Ma, in secondo luogo, e soprattutto, perché ciò avvenga occorre dare una prospettiva politica; molta gente potrebbe riprendere la tessera del partito se si annunciasse subito che tra sei o nove mesi il Pd terrà un congresso tematico su alcune questioni cruciali, dalla politica estera alle politiche economiche e fiscali, e che gli iscritti saranno chiamati a votare documenti politici che definiscano la posizione del partito. E questo tipo di adesioni, fondate su un’idea di partito in cui finalmente si discuta, sarebbero ancor più motivate se si prospettasse anche una vera e propria riforma dell’intero assetto organizzativo.
Infine, spostare il conflitto interno su un terreno politico e programmatico, e affrontarlo con una discussione ampia e diffusa, sarebbe salutare anche ai fini della gestione del pluralismo interno. Credo che nessuno possa oramai pensare ad un partito che parli con una sola voce; ma non è più nemmeno sostenibile una situazione in cui le prese di posizione ufficiali di chi ha una responsabilità politica siano continuamente accompagnate dal controcanto di qualche esponente della minoranza a cui la stampa dedica un compiacente e soverchiante spazio. Alla fine, arrivano all’opinione pubblica solo messaggi confusi e contraddittori. Anche per questo è necessaria pensare ad una sede formale e solenne che metta nero su bianco la posizione ufficiale e prevalente nel partito le. Si chiede troppo?
NOTA DEL BLOG
FRANCHISING
(1) Andrea Ciancarelli | restore ( colui che chiarisce le impostazioni di qcosa)
video, 2.50 min.
QUALCOSA SULL’AUTORE DELL’ARTICOLO SOPRA

foto da : STRISCIA ROSSA
https://www.strisciarossa.it/author/antonio-floridia/page/2/
ANTONIO FLORIDIA ( agosto, 1956 ), PER LA TOSCANA E’ RESPONSABILE DI SETTORE POLITICHE PER LA PARTECIPAZIONE. UFFICIO ED OSSERVATORIO ELETTORALE.–DOCENTE A TITOLO GRATUITO PER L’UNIVERSITA’ CESARE ALFIERI, SCINEZE POLITICHE. RICERCATORE PER L’ISTITUTO REGIONALE DIPROGRAMMAZIONE ECONOMIA-
DA :
https://www.regione.toscana.it/documents/10180/1069238/Floridia_Antonio.pdf

ci ritornerò, mi fa pensare. Cosa ormai difficilissima. Forse – pensare.
primo: devo ricordarmene: Bru, pensaci tu!! 🙂
Ci pensiamo.. ” insieme “… ma a che cosa ? al pensare ? mi sembra-a proposito di te-che i tuoi post sul tuo Facebook siano da un bel po’ di tempo – molto più profondi, tipici di chi riflette con più ” serietà ” ai fatti che succedono intorno, e poi tu non riporti solo il pensiero altrui, come faccio io, ma scrive direttamente tu. ciao, un abbraccio, avrai notato, spero, che non ti mollo mai.. be’ infondo anche tu- Pari. pari. brù