THIMOTHY SNYDER – TERRE DI SANGUE. L’EUROPA NELLA MORSA DI HITLER E STALIN — – BUR RIZZOLI 2021 + 2 RECENSIONI ( mi pare migliore la seconda ) / link sotto + ” Ucraina senza ebrei ” di V. Grossmann, Adelphi – 2023

 

 

chiara : mi sembra – il nostro passato –  una strada maestra per il presente che purtroppo siamo costretti a vivere.
Il ” mai più ” nella pietra del memoriale di Treblinka !

 

 

Terre di sangue. L'Europa nella morsa di Hitler e Stalin - Timothy Snyder - copertina

Terre di sangue. L’Europa nella morsa di Hitler e Stalin

 

 

RECENSIONE Ia 
DA :  ARCHIVIO STORICO.INFO
https://www.archiviostorico.info/libri-e-riviste/5183-terre-di-sangue

 

 

“Le famiglie uccidono i più deboli, di solito i bambini, per mangiare la loro carne.” Succedeva in Ucraina, una delle terre che insieme a Polonia, Bielorussia e Paesi baltici ha pagato il prezzo più alto alle sanguinose dittature del Ventesimo secolo. Quando si associa l’idea dello sterminio di massa durante la Seconda guerra mondiale ai campi di concentramento nazisti, infatti, si commette un errore di prospettiva, perché l’inferno descritto da quelle fotografie, filmati, testimonianze non è l’intera storia. Non è nemmeno l’inizio. Perché se si allarga lo sguardo verso est si scopre che i terribili anni Trenta e Quaranta europei furono molto di più, e molto peggio: lo sanno gli ucraini, che nel 1932 Stalin decise deliberatamente di affamare, con tre milioni di morti. Lo sanno i russi, che vennero fucilati in settecentomila durante gli anni del Grande Terrore, per poi essere sterminati dai nazisti in seguito all’invasione tedesca. E i polacchi, il cui territorio conteso e devastato divenne quasi un emblema delle smisurate ambizioni di Hitler e Stalin. Ma questi crimini e molti altri consumati tra Berlino e Mosca prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale sono stati a lungo occultati dietro la Cortina di Ferro, e anche in seguito la storiografia ha permesso che la nostra memoria collettiva ne serbasse un’immagine lacunosa e imperfetta.
  Avvalendosi di una grandissima quantità di nuovi studi e fonti mai consultate in precedenza, uno dei più brillanti giovani storici americani ha raccolto per la prima volta in un quadro comune i crimini nazisti e quelli sovietici che insanguinarono le terre dell’Est europeo. Ha indagato i metodi e le motivazioni di Hitler e Stalin e disegnato con chiarezza le relazioni tra i due regimi. E ai quattordici milioni di vittime civili, perlopiù donne e bambini, dedica oggi il tributo di un’analisi originale e meticolosa, appassionata e convincente. Che del nostro passato recente offre un ritratto nuovo, più preciso, più crudele.

DAL TESTO – “Dopo il completamento della conquista della Polonia, i tedeschi e i loro alleati sovietici s’incontrarono ancora una volta per ristabilire le loro relazioni. Il 28 settembre 1939, il giorno in cui Varsavia cadde nelle mani dei tedeschi, gli alleati firmarono i loro trattati che stabilivano i confini e l’amicizia reciproca, e in cui si cambiavano le loro zone d’influenza. Varsavia fu assegnata ai tedeschi e la Lituania ai sovietici. (È questo il confine che appare sulle cartine come «linea Molotov-Ribbentrop».) Si decise anche che le due parti avrebbero eliminato vicendevolmente ogni resistenza polacca verso i rispettivi regimi.

Il 4 ottobre la Germania nazista e l’Unione Sovietica si accordarono su un ulteriore protocollo, in cui si definiva il loro nuovo confine in comune. La Polonia aveva cessato di esistere.
“Pochi giorni più tardi la Germania annetté ufficialmente alcuni territori della propria zona, lasciando il resto in forma di colonia nota come Governatorato generale, che sarebbe diventato una terra di scarico per gente indesiderata: polacchi ed ebrei. Hitler pensava che gli ebrei potessero essere tenuti in qualche distretto orientale in una specie di «riserva naturale». Il governatore generale, l’ex avvocato di Hitler Hans Frank, chiarì la posizione della popolazione in due disposizioni emanate alla fine di ottobre del 1939. La prima specificava che l’ordine sarebbe stato mantenuto dalla polizia tedesca, la seconda che la polizia tedesca aveva l’autorità di emanare sentenze di morte contro qualunque polacco, il cui comportamento fosse apparso come non confacente agli interessi della Germania o dei tedeschi. Frank pensava che i polacchi avrebbero ben presto capito l’«inesorabilità del loro destino nazionale» e accettato la guida della Germania.”

L’AUTORE – Timothy Snyder, specialista di storia dell’Europa centrale e dell’Est, insegna Storia all’Università di Yale. Nel 2003 ha vinto il George Louis Beer Prize (assegnato dall’American Historical Association) con The Reconstruction of Nations.

INDICE DELL’OPERA – Prefazione. Europa – Introduzione. Hitler e Stalin – 1. Le carestie sovietiche – 2. Terrore di classe – 3. Terrore nazionale – 4. L’Europa di Molotov e Ribbentrop – 5. L’economia dell’apocalisse – 6. Soluzione finale – 7. Olocausto e vendetta – 8. Le fabbriche della morte naziste – 9. Resistenza e incenerimento – 10. Pulizie etniche – 11. Antisemitismo stalinista – Conclusioni. Umanità – Numeri e termini – Riassunto – Ringraziamenti – Bibliografia – Note – Indice dei nomi

 

 

TREBLINKA ( Polonia, voivodato della Masovia, al centro-est del territorio polacco dove si trova la capitale, Varsavia )

 

Il Memoriale fatto da 17.000 pietre che simboleggiano un cimitero, a Treblinka II.

Si noti la grossa pietra a sinistra con la scritta:  Mai più   in polacco e yiddish e ancora in ebraico, russo, inglese, francese e tedesco

 

 


Voivodato della Masovia
TUBS 

 

 

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per chi fosse interessato– ALTRA RECENSIONE- II a

 

DA : OPINIO JURIS

LA REDAZIONE 5 SETTEMBRE 2023

Terre di sangue. L’Europa tra Hitler e Stalin di Timothy Snyder

 

 

Ci ritrovammo a camminare su una “terra instabile e senza fondo”, brulicante di piccole mosche. Il romanziere Vasily Grossman, allora soldato dell’Armata Rossa, stava attraversando la terra desolata ancora insediata dove fino a nove mesi prima si trovava il campo di sterminio di Treblinka. Come scrive Timothy Snyder in Terre di sangue: Grossman “trovò i resti: fotografie di bambini a Varsavia e Vienna; un po’ di ricami ucraini; un sacco di capelli, biondi e neri”. La terra sciolta, gettata qua e là dai contadini alla ricerca dell’oro ebraico, continuava a “gettare fuori ossa, denti, vestiti, carte schiacciati”.
La storia dell’Europa moderna, e soprattutto del suo temibile XX secolo, è come quel campo: instabile sotto il piede degli studiosi. Le cose dimenticate tornano in superficie. Alcuni storici usano i metal detector per carpire qualcosa di appariscente. Altri fanno archeologia paziente, mettendo in relazione l’oggetto più piccolo di ogni strato con il suo contesto. Snyder è del secondo tipo.

Terre di sangue. L’Europa tra Hitler e Stalin di Timothy Snyder sembra che si sia posto tre fatiche. Il primo era quello di riunire l’enorme massa di nuove ricerche – alcune delle quali proprie – sugli omicidi sovietici e nazisti, e produrre qualcosa come un resoconto finale e definitivo. (Dalla caduta del comunismo, gli archivi hanno continuato ad aprirsi e i testimoni – soprattutto polacchi, ucraini, bielorussi – hanno continuato a rompere il silenzio.)

Ma il secondo compito di Snyder è stato quello di limitare la propria portata, per argomento e per luogo. Non scrive del destino dei soldati o delle vittime dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, e non si limita nemmeno all’Olocausto ebraico . Il suo argomento è l’omicidio di massa deliberato di civili – ebrei e non ebrei – in una particolare zona d’Europa in un particolare lasso di tempo.

Il terzo obiettivo è correggere, radicalmente, il modo in cui ricordiamo ciò che è accaduto. Tanto per cominciare, l’opinione pubblica nei paesi occidentali tende ancora ad associare le uccisioni di massa ai “campi di concentramento nazisti”, e ad Auschwitz in particolare. Si pensa che Stalin abbia ucciso molte più persone dei nazisti consegnando milioni di persone nei gulag. Ma nessuna delle due ipotesi è esatta.

Nell’Unione Sovietica sembra che, nonostante circa un milione di uomini e donne morirono nei campi di lavoro, nove prigionieri su dieci dei gulag sopravvissero. La grande uccisione di Stalin non ebbe luogo in Siberia, ma nelle repubbliche sovietiche occidentali, soprattutto in Ucraina, dove negli anni ’30 almeno quattro milioni di persone morirono a causa di carestie provocate dall’uomo e nel massacro dei contadini “kulaki” .

Nei campi di concentramento del Terzo Reich, un milione di prigionieri morirono miseramente durante il periodo nazista. Ma altri 10 milioni di persone che non entrarono mai in quei campi furono fucilati (per lo più ebrei), deliberatamente fatti morire di fame (per lo più prigionieri di guerra sovietici) o gasati in speciali “centri di sterminio” che non ospitavano affatto campi.

Ad Auschwitz, la stragrande maggioranza degli ebrei all’arrivo furono portati direttamente nelle camere a gas. E Auschwitz, per quanto terribile fosse, costituì una sorta di coda all’Olocausto ebraico. Quando nel 1943 furono messe in funzione le principali camere a gas, la maggior parte delle vittime ebree europee erano già morte.  Le cifre sono così enormi e così terribili che il dolore potrebbe intorpidirsi. Ma Snyder, che è un nobile scrittore oltre che un grande ricercatore, questo lo sa. Ci chiede di non pensare con cifre tonde. “Forse è più facile pensare a 780.863 persone diverse a Treblinka : dove i tre alla fine potrebbero essere Tamara e Itta Willenberg, i cui vestiti si sono attaccati insieme dopo essere stati gasati, e Ruth Dorfmann, che ha potuto piangere con l’uomo che ha tagliato i suoi capelli prima di entrare nella camera a gas.” I regimi nazista e sovietico hanno trasformato le persone in numeri. “Spetta a noi umanisti riconvertire i numeri in persone.”

 

 

NOTA DEL BLOG:

 

 

Ucraina senza ebrei - Vasilij Grossman - copertina

 

Ucraina senza ebrei

 

Dall’autore di Stalingrado e di Vita e destino, un’immagine nitida e sconvolgente dello sterminio degli ebrei in Unione Sovietica, a guerra ancora in corso.

«Le milioni di vittime ebraiche che giacciono nella terra ucraina non potranno ritornare in vita, ma Grossman vuole fare in modo che il rumore del loro silenzio continui a farsi sentire.» – Marta Oberto

Quando nel 1943, dopo due anni di occupazione tedesca, Vasilij Grossman entra al seguito dell’Armata Rossa nei territori liberati dell’Ucraina orientale, a colpirlo non sono tanto la distruzione e la sofferenza che la furia nazista si è lasciata alle spalle, ma « la pace e il silenzio della morte » che regnano ovunque. Soprattutto, è il silenzio – « più spaventoso delle lacrime e delle maledizioni … più spaventoso dei gemiti e dei lamenti laceranti » – di un intero popolo, massacrato con una sistematicità tale che in molte città, in molti villaggi non un solo ebreo è ancora in vita: « Dov’è il popolo ebraico? … Dove sono i milioni di persone che tre anni fa lavoravano e vivevano su questa terra in pacifica amicizia con gli ucraini?». Ben prima di trovarsi dinanzi all’« inferno di Treblinka » e che i crimini nazisti siano svelati al mondo in tutta la loro efferatezza, Grossman, con l’usuale, sorprendente lucidità, con la sua prosa acuminata e cristallina, non si accontenta di rispondere a questa domanda, ma scandaglia le cause di quello che ai suoi occhi già si delinea come « il crimine più grande mai commesso nella storia ».

 

 

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1 risposta a THIMOTHY SNYDER – TERRE DI SANGUE. L’EUROPA NELLA MORSA DI HITLER E STALIN — – BUR RIZZOLI 2021 + 2 RECENSIONI ( mi pare migliore la seconda ) / link sotto + ” Ucraina senza ebrei ” di V. Grossmann, Adelphi – 2023

  1. DONATELLA scrive:

    Particolarmente feroce la storia in alcune zone del mondo che si trovano in particolari posizioni.

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