Ci sono tante cose terribili da raccontare, ma mi fermo prima su una ” bella storia ” per prendere fiato : quella di — MARINA SILVA, attualmente ministra dell’ambiente e dei cambiamenti climatici nel — 2° GOVERNO LULA — in BRASILE.

 

 

 

*** Marina Silva è ministra dell’ambiente anche nel Secongo Governo Lula ( in carica il 1° gennaio 2023 -avendo vinto l’elezioni nel ’22 ) – Alla sua storia-  che abbiamo presentato nell’articolo – manca completamento cosa ha realizzato ( o potuto realizzare ) nel Secondo Governo Lula; spero di poterci tornare: se avete qualcosa da suggerirci, ve ne saremo moto grati. il blog

 

 

**** PER LA VITA E AZIONE POLITICA DI MARIA SILVA IL LINK E’:

Scienze politiche del MIT

MIT BRASIL ( Massachusetts Institute of Technology )

 

https://polisci.mit.edu/news/2012/political-science-mit-brazil-welcomes-marina-silva-ex-minister-environment

 

 

 

FOTO DEL 2024 – 

Foto: Ricardo Stuckert / PR

 

 

 

Marina Silva nacque Maria Osmarina da Silva nel 1958, nel piccolo villaggio di Breu Velho, 70 km fuori Rio Branco, Acre . Silva è una discendente di antenati portoghesi e neri africani sia nella sua linea materna che in quella paterna. Era una degli undici figli di una comunità di raccoglitori di gomma nella piantagione di alberi di gomma di Bagaço ( portoghese Seringal Bagaço ), nello stato occidentale di AcreLa sua famiglia ha dovuto sopportare tutte le difficoltà del sistema di servitù per debiti ( aviamento ), in base al quale i raccoglitori di gomma erano obbligati ad acquistare cibo e provviste dal magazzino della tenuta, rimanendo così in uno stato di semi-schiavitù, ovvero indebitati e senza alcuna entrata in denaro. Per aiutare il padre, Marina e le sue sorelle raccoglievano lattice, piantavano colture alimentari di base, cacciavano e pescavano. Questi non erano i normali compiti delle donne nelle piantagioni di gomma.

Nel 1974, all’età di sedici anni, Marina contrasse l’epatite. In cerca di cure mediche e per realizzare il suo duplice sogno di studiare e diventare suora, si recò a Rio Branco. A quel tempo, non sapeva né leggere né scrivere, e aveva appena le nozioni di base di matematica per evitare di essere truffata quando vendeva gomma al proprietario terriero. A Rio Branco lavorò come domestica e si iscrisse a un corso governativo di alfabetizzazione. Marina era così ansiosa di imparare che nel giro di un mese fu valutata come alfabetizzata. Entrò quindi nel sistema scolastico pubblico regolare e dopo due mesi le fu permesso di sostenere gli esami per la conclusione delle prime quattro classi della scuola primaria. Marina entrò poi in convento e completò le scuole secondarie e superiori. A vent’anni era pronta a sostenere gli esami di ammissione al corso di laurea triennale in Storia presso l’Università Federale di Acre.

CHICO MENDES ( vedi sotto )

In quel periodo, e subito dopo aver familiarizzato con la Teologia della Liberazione e le idee di Chico Mendes, Marina si unì al movimento sociale locale e abbandonò il suo sogno di diventare suora. Dedicò la sua passione, la sua forza morale, il suo carisma e le sue competenze al sostegno del movimento dei raccoglitori di gomma nella loro duplice impresa: difendere l’ambiente e i propri mezzi di sussistenza sostenibili.

Gli inizi di un movimento di resistenza pacifica al processo di disboscamento di Acre e in difesa dello stile di vita dei loro tradizionali abitanti indigeni e raccoglitori di gomma, sorto con l’arrivo della frontiera agricola negli anni ’70 e ’80, hanno fornito l’ambiente di apprendimento per la leadership politica emergente della giovane Marina Silva.

 

 

 

indefinito

Marina Silva a Xapuri , Acre– qui ha 28 anni, sembra molto seria
Empate Bourdon-Xapuri (1986)

 

 

foto di CHICO MENDES

Chico Mendes mentre incide un albero della gomma nel luglio 1988
Miranda Smith, Miranda Productions, Inc. – Opera propria

 

 

 

 

IL TESTO CHE SEGUE
è dal link wikipedia sopra:

 

Chico Mendes

è stato un sindacalistapolitico e ambientalista brasiliano. Lega il proprio nome alla lotta contro il disboscamento della foresta amazzonica, condotta dai contadini con metodi assembleari e utilizzando con successo la pratica dell’empate = impedimento ( tenendosi per mano cercavano di impedire agli operai che tagliavano gli alberi di lavorare ).

Nel 1978 è stato eletto vice presidente del consiglio comunale a Xapuri, mentre l’anno seguente è presidente. Tende a trasformare il consiglio comunale (Câmara Municipal) in un’assemblea permanente in cui partecipano tutte le componenti politiche, sociali e religiose della città, non ricevendo l’appoggio delle formazioni politiche ufficiali, incluso il proprio partito, il Movimento Democrático Brasileiro (MDB).

Viene pubblicamente minacciato dai possidenti della zona e cominciano le repressioni violente degli empates, che perdono l’efficacia iniziale, e le carcerazioni extragiudiziali di centinaia di contadini per tutto il decennio successivo; in quest’anno anche Chico Mendes viene arrestato e torturato. Il sindacato dei lavoratori rurali conosce però una forte espansione diventando il maggiore dello Stato di Acre.

Dal 1979 con LulaJosè Ibrahim e altri partecipa alle assemblee che porteranno alla nascita nel 1980 del Partido dos Trabalhadores/ PT (Partito dei Lavoratori), un organismo che darà appoggio politico alle rivendicazioni della CUT, la federazione sindacale generale di cui faceva parte il sindacato dei lavoratori rurali.

Dal 1981 Mendes fu segretario della CUT a Xapuri, carica che mantenne fino alla morte pur continuando l’attività politica nel PT; nel 1982 perse le elezioni per un seggio a deputato nel parlamento statale di Acre.

Nel 1985 guidò il primo congresso nazionale dei seringueiros, durante il quale fu creato il Consiglio Nazionale dei Seringueiros (CNS, Conselho Nacional do Seringueiros), che divenne il soggetto politico e sindacale che portò le rivendicazioni di Mendes, dei contadini e delle popolazioni indigene dell’Amazzonia all’attenzione internazionale.

Nel 1987 una delegazione delle Nazioni Unite verificò direttamente a Xapuri le accuse rivolte alle grosse finanziarie statunitensi dietro i progetti di disboscamento che causavano la disoccupazione forzata dei seringueiros, l’esilio forzato dei contadini indios dell’Amazzonia e un danno ecologico di dimensioni planetarie; in seguito a 40 giorni di campagna negli Stati Uniti, durante i quali Chico Mendes parlò anche di fronte al Senato statunitense, la BID (Bank of Interamerican Development) ritirò i propri investimenti in Amazzonia.

Il 22 dicembre 1988 fu assassinato da due rancheros. Nel dicembre del 1990 Darly Alves da Silva, proprietario terriero, con il quale Chico si era scontrato più volte per l’ottenimento del titolo di “reservas extractivistas” per la sua regione, fu condannato a 19 anni per essere stato il mandante dell’omicidio; suo figlio, Darci, l’esecutore materiale del delitto, ebbe la stessa condanna.

L’entusiasmo iniziale, sia internazionale e mediatico che regionale, fu notevole, ma appena si spensero i riflettori, gli omicidi continuarono. Dagli ultimi anni settanta, di centinaia di assassinii di capi sindacali che protestavano per i diritti della terra, l’unico per cui si investigò e si arrivò a una condanna fu quello di Chico Mendes. La condanna di Darly Alves da Silva fu confermata nel febbraio del 1992, respingendo il ricorso presentato dai condannati. Nel febbraio 1993 Darly e Darci da Silva riuscirono a fuggire dal carcere insieme ad altri detenuti, ma vennero catturati nuovamente per scontare il resto della pena.

 

 

 

NOTA DEL BLOG /  ***** FA UNA PAUSA IL RACCONTO DELLA VITA DI MARINA SILVA —  QUANDO VEDI QUESTO SEGNO **** TORNI AL PERSONAGGIO SALTANDO LA NOSTRA AGGIUNTA

 

 

STORIA DELLA GOMMA 

 

 

 

Lattice raccolto da un'incisione nel tronco

Lattice raccolto da un’incisione nel tronco
AxelBoldt – Opera propria

 

 

 

NOTA DEL BLOG SULLA GOMMA E SU

IL TEATRO DI MANAUS, città capoluogo dell’Amazzonia

 

 

Il processo di vulcanizzazione della gomma consiste nel trattare il lattice estratto dagli alberi della gomma con zolfo e riscaldare la miscela per creare una reticolazione tridimensionale.

In questo modo il prodotto, si dà al prodotto finale maggiore durata e stabilità termica. 

L’albero della gomma è nativo dell’Amazzonia.

Nel XIX secolo il suo sfruttamento commerciale, legato alla scoperta, nel 1839, della metodica della vulcanizzazione, fece la fortuna delle città brasiliane di Manaus e Belém.

Intorno al 1875 esportarono con successo, dopo vari tentativi, le piante a Ceylon e Singapore e da allora si diffuse enormemente in Asia, rendendo quello brasiliano di costo più alto . A ciò si aggiunse una malattia delle piante brasiliane, xge risultò difficile da debellare.

 

 

TEATRO DI MANAUS — fine Ottocento– Manaus è capitale dello Stato dell’Ammazonia

TEATRO AMAZONAS: Tutto quello che c'è da sapere (2025)

TEATRO DI MANAUS, COSTRUITO NEL PERIODO DELLA MAGGIORE ESPANSIONE DELLA PRODUZIONE/ COMMERCIO DELLA GOMMA
foto Tripadvisor

 

Il cantiere iniziò nel 1884. Architetti, costruttori, pittori e scultori furono chiamati dall’Europa: in particolare la decorazione interna fu affidata a Crispim do Amaral ( vedi sotto ), a eccezione del Salone Nobile, l’area più lussuosa del complesso, che venne decorata dall’architetto italiano Domenico de Angelis. Anche molti materiali furono fatti arrivare dall’Europa: le tegole colorate dall’Alsazia; mobili e tessuti “Luigi XV” da Parigi; il marmo dello scalone, delle statue e delle colonne da Carrara; l’acciaio per i muri dall’Inghilterra; trentadue lampadari, fra cui quello enorme al centro della sala, furono appositamente fabbricati a Murano. Lo stile dell’edificio è neorinascimentale. Particolare è il sipario dipinto che rappresenta allegoricamente l’incontro delle acque del Rio Negro e del Rio delle Amazzoni, i fiumi di Manaus dipinto da Crispim do Amaral.

Il teatro fu finalmente inaugurato il 31 dicembre 1896, ma la prima rappresentazione si tenne il 7 gennaio successivo: in tale occasione fu data La Gioconda di Ponchielli ( compositore italiano, nato a Paderno Ponchielli, 1834 -Milano, 1886 *** al Terzo Atto, la celebre “Danza delle ore “

 

 

 

Teatro Amazonas in Manausqui si vede meglio la cupola, anche se più distante

 

 

 

Interior of Teatro Amazonas Manaus opera house

Interno del Teatro

 

 

 

 

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Sipario delle acque che mostra l’incontro del Rio Negro e L’Amazonas
Crispim do Amaral –Enciclopédia Itaú Cultural de Artes Visuais.

 

 

 

 

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foto del giornalista e artista CRISPINO AMARAL (Olinda, (1858 – Rio de Janeiro, 17 December 1911)

autore sconosciuto— pubblicata in “”Pintores Negros do Oitocentos” (1988), de José Roberto Teixeira Leite. — Pittori negri dell’Ottocento–1988
da : https://en.wikipedia.org/wiki/Crispim_do_Amaral# / link

 

 

 

 

UN’ALTRA OPERA DEGNA DI NOTA A MANAUS  E’ IL PALAZZO RIO NEGRO  ( nome del fiume ):

 

File:Palácio Rio Negro (Manaus) 48954.jpg

PALAZZO RIO NEGRO

utente : RTG
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pal%C3%A1cio_Rio_Negro_(Manaus)_48954.jpg

 

 

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Karl Waldemar Scholz, primo propietario del Palazzo
data  sconosciuta–Sholtz Files – Scholz

 

 

 

Il Palazzo fu costruito dall’imprenditore tedesco Karl Waldemar Scholz, considerato il ” Barone della Gomma “, all’epoca chimato Palazzo Scholz. In seguito comprato dallo stato del Parà, ha cambiato nome

 

 

 

File:Palácio Rio Negro Manaus.jpg

 

 

 

 

***** fine della nota.


Torniamo a MARINA SILVA

 

vita pubblica

Le sue attività politiche e il suo percorso di vita si sono basati su ideali concreti di creazione di reti, negoziazione, mobilitazione pacifica, sensibilizzazione e formazione di opinioni, pensiero creativo e difesa pacifica delle sue posizioni apprese durante la sua vita nella foresta e la sua collaborazione con Chico Mendes, assassinato nel 1988.

Prima dell’omicidio di Chico Mendes, erano stati uccisi anche altri leader del movimento, come Wilson Pinheiro, Ivair Higino, Elias e Calado. Tuttavia, nonostante la violenza a cui fu esposto, il movimento dei raccoglitori di gomma non rispose mai con le stesse modalità. Ciononostante, i cambiamenti che questo movimento portò ad Acre furono sostanziali.

Questa filosofia di resistenza passiva, la ricerca di alleanze e l’enfasi sul progresso giuridico e istituzionale caratterizzano il percorso di Marina Silva. Il suo arrivo sulla scena politica nazionale e internazionale è stato caratterizzato da approcci e azioni innovative in materia ambientale e da una forte dimensione etica. Nel corso del suo percorso, Marina Silva ha cercato di introdurre le persone ai valori di un nuovo quadro di civiltà in cui il principale fondamento teorico e pratico è la sostenibilità in tutte le sue dimensioni: sociale, culturale, ecologica, economica, politica ed etica.

Questi aspetti sono stati presenti in tutte le lotte per la difesa dei diritti in cui è stata coinvolta. Un esempio lampante è stata la lotta per la creazione di “riserve estrattive“, una nuova forma di riforma agraria in cui la proprietà non viene assegnata ai singoli individui, ma a una comunità che utilizzerà collettivamente le risorse naturali e quindi garantirà sia il diritto alla continuità dello stile di vita delle comunità tradizionali della regione amazzonica, sia la conservazione delle sue foreste.

 

Il più giovane senatore brasiliano

Ha sempre utilizzato il suo mandato di senatrice federale per difendere i diritti delle fasce più vulnerabili della popolazione, come le popolazioni indigene e le comunità tradizionali che dipendono dalle foreste. Si è inoltre battuta per il miglioramento delle politiche pubbliche a sostegno dell’inclusione sociale, come la sanità pubblica, l’istruzione e i diritti delle minoranze. Tra gli esempi si annoverano la sua presidenza della Commissione per la lotta alla fame e le sue proposte all’ex amministrazione federale del presidente Fernando Henrique Cardoso ( = Il Governo centrale ), che hanno portato al primo sostegno ufficiale dei prezzi della gomma naturale in un momento in cui il prezzo di mercato era sceso al di sotto del costo di produzione e alla prima linea di credito disponibile per le attività estrattive tradizionali.

Un altro importante atto da senatore fu la preparazione, nel 1995, del primo disegno di legge per regolamentare l’accesso alle risorse genetiche e proteggere le conoscenze delle popolazioni tradizionali in merito al loro utilizzo. Il progetto fu il risultato di un ampio processo di consultazione che coinvolse audizioni pubbliche in tutto il Paese.

Le questioni dell’accesso alle risorse genetiche, della condivisione dei benefici derivanti e della protezione delle conoscenze delle popolazioni tradizionali ad esse associate sono attualmente al centro dei negoziati delle Nazioni Unite, inclusa la Convenzione sulla diversità biologica. 

 

 

 

Ministro dell’Ambiente

 

All’inizio del suo secondo mandato al Senato, Marina Silva è stata invitata dal Presidente Lula a diventare Ministro dell’Ambiente. Il suo nome è stato il primo della squadra ministeriale ad essere annunciato dal Presidente durante una visita a Washington DC.

Fin dall’inizio, Marina si è trovata ad affrontare due enormi sfide: il ritmo accelerato della deforestazione amazzonica e il consueto isolamento politico e la scarsa forza del Ministero dell’Ambiente. Nel definire le sue principali strategie e linee guida, ha riconosciuto l’urgente necessità di promuovere una coesione istituzionale che allineasse le politiche pubbliche per l’ambiente con la loro integrazione a livello governativo, in modo da internalizzare le politiche ambientali in tutte le politiche pubbliche settoriali.

L’obiettivo strategico principale di Marina in termini di partecipazione pubblica è stato quello di aprire un dialogo con tutti gli stakeholder ( i diretti interessati ai temi ) su ogni tematica e di costruire una cultura di negoziazione trasparente, fondata su presupposti etici e non ideologici. Sono stati inoltre compiuti notevoli sforzi per incoraggiare e sostenere cambiamenti nei modelli produttivi, al fine di includere criteri di sostenibilità sociale e ambientale.

 

Il primo grande banco di prova è stato il Piano per combattere la deforestazione amazzonica, che ha portato a una profonda rivoluzione nel modo in cui le politiche pubbliche per la regione venivano elaborate e attuate. In primo luogo, perché ha eliminato l’idea che la deforestazione fosse di competenza esclusiva del Ministero dell’Ambiente e ha reso tutti i ministeri, in particolare quelli responsabili dello sviluppo economico, corresponsabili dell’identificazione e dell’attuazione di politiche volte a eliminare gli incentivi diretti e indiretti creati da altri settori e che alimentavano la deforestazione.  

In una delle regioni più tese e violente del paese, a causa dei livelli prevalenti di conflitti territoriali e dispute sulle risorse naturali della regione amazzonica, la sua amministrazione è riuscita ad aumentare significativamente il numero di aree protette, istituendo venti milioni di ettari di aree di conservazione in luoghi sottoposti alla maggiore pressione dell’espansione delle frontiere, in rottura con la prassi precedente che istituiva tali aree di conservazione in regioni remote con bassi livelli di conflitti territoriali. 

Il piano si fondava su tre pilastri: la lotta alle attività illegali, la zonizzazione e la titolarizzazione dei terreni e il sostegno alle attività produttive sostenibili. Durante il periodo in cui Marina Silva ha guidato il Ministero dell’Ambiente, sono stati confiscati un milione di metri cubi di latifoglie, arrestati più di settecento autori di reati ambientali, comminate multe per oltre quattro miliardi di reais, chiuse più di millecinquecento imprese operanti illegalmente e segnalate circa trentasettemila proprietà che occupavano illegalmente terreni pubblici. Le attività di monitoraggio e raccolta di informazioni sono cresciute notevolmente. 

In tre anni, grazie all’esercizio di una chiara opzione per processi istituzionali inclusivi e aperti, il tasso annuo di deforestazione dell’Amazzonia è sceso a 11.500 chilometri quadrati. Ciò ha rappresentato una riduzione del 57% dell’area deforestata, garantendo così la sopravvivenza di 1,5 miliardi di alberi ed evitando l’emissione di 500 milioni di tonnellate di CO2, contribuendo agli sforzi globali di riduzione dei gas serra atmosferici. Tali emissioni evitate hanno rappresentato circa il quattordici percento delle riduzioni totali delle emissioni richieste dai paesi sviluppati ai sensi del Protocollo di Kyoto.

Gli sforzi ufficiali per ridurre il tasso di deforestazione dell’Amazzonia hanno permesso al Brasile di rivedere le preoccupazioni espresse nella Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e di stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, dato che le emissioni derivanti dalla deforestazione e dal cambiamento di uso del suolo rappresentano circa i tre quarti delle sue emissioni, secondo la sua più recente comunicazione nazionale alla UNFCCC. Questo importante cambiamento nella posizione diplomatica brasiliana è stato annunciato durante la tredicesima riunione della Conferenza delle Parti della UNFCCC (COP-13) tenutasi a Bali nel dicembre 2007

 

Alla COP-13  ( BALI, 2007 ), il Brasile ha guidato il gruppo G-20 dei paesi in via di sviluppo, che ha concordato la definizione di obiettivi volontari misurabili, comunicabili e verificabili. Questa nuova posizione è stata fondamentale per esercitare pressione sui paesi, in particolare gli Stati Uniti, che non avevano ratificato il Protocollo di Kyoto. La nuova posizione ha inoltre qualificato il Brasile, nella stessa riunione, per lanciare il Fondo Amazzonia, un progetto pilota per incoraggiare la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dalla conversione o dal degrado delle sue foreste tropicali.

Inoltre, la tecnologia brasiliana per il monitoraggio delle sue foreste, così come gli strumenti politici per contrastare la deforestazione, vengono messi a disposizione di altri paesi con foreste tropicali in tutto il mondo, in particolare i vicini amazzonici del Brasile e i paesi africani e asiatici. 

Durante il suo periodo al Ministero dell’Ambiente, il metodo di lavoro di Marina ha portato ad altre innovazioni nella pubblica amministrazione. A livello più generale, l’obiettivo prioritario di promuovere lo sviluppo sostenibile ha fornito un quadro chiaro per l’orientamento della politica ambientale; vale a dire, la ricerca di modi alternativi per generare crescita sociale ed economica attraverso l’adozione di forme di produzione che preservino il patrimonio socio-ambientale del Brasile, al fine di preservare la qualità della vita presente e per le generazioni future.  

Risultati estremamente importanti sono stati conseguiti consentendo la reale partecipazione delle parti interessate, in particolare attraverso la creazione di sistemi di accesso alle informazioni strategiche sulla gestione ambientale nazionale; ad esempio, fornendo un accesso Internet aperto al sistema di monitoraggio della deforestazione amazzonica e al registro nazionale delle terre forestali pubbliche.

Anche l’organizzazione di tre Conferenze Nazionali sull’Ambiente, nelle versioni per adulti e ragazzi, ha avuto un impatto enorme. Le versioni per adulti hanno mobilitato quasi trecentomila persone in tutto il Paese, mentre la versione per ragazzi ha coinvolto quasi dieci milioni di bambini e adolescenti nella rete scolastica nazionale. Questo esercito di persone sta creando nuovi processi e azioni per la protezione ambientale in tutto il Paese, i cui risultati non sono ancora noti, ma che quasi certamente ci sorprenderanno. L’esperienza viene trasferita a livello internazionale con l’organizzazione della prima Conferenza Internazionale per Bambini e Giovani sull’Ambiente, che si terrà nel 2010 e che coinvolgerà un centinaio di governi nazionali e un numero considerevole di organizzazioni della società civile.

Prima di lasciare il governo e tornare al suo posto al Senato, Marina Silva ha anche supervisionato l’approvazione della Legge sulla gestione delle foreste pubbliche, che regola l’utilizzo dei terreni forestali pubblici brasiliani e istituisce il Servizio forestale brasiliano e il Fondo nazionale per lo sviluppo forestale. 

 

 

 

un papagallo della Foresta Amazzonica dalla testa gialla e le ali giallo-rosse vicino al collo
da : 
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Amazona_oratrix_-Vancouver_Aquarium-8a-4c.jpg

 

 

 

COME VIVONO IN NATURA

 

FOTO DI SEIG & ALICE KOPINIZ – LINK DEI FOTOGRAFI NEL LINK GENERALE SOTTO

DA : https://animalivolanti.it/pappagalli/amazzone/amazzone-fronte-gialla/amazzone-fronte-gialla-in-natura/

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