
una fotografia di Man Ray del settembre 1975 a Parigi di Lothar Wolleh :
sul fotografo tedesco ( 1930-1979 ) vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Lothar_Wolleh
Man Ray muore un anno dopo, nel 1976; la fotografia mi sembra una sintesi della sua persona, ch.
MAN RAY — LINK DI X
le foto pubblicate sul link sopra — sono collegate al link con: #artbots #manray
senza titolo – 1915
carboncino su carta
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Man Ray, 1919,
Seguidilla, guazzo aerografato, penna e inchiostro, matita e matita colorata su cartone,
55,8 x 70,6 cm,
Hirshhorn Museum and Sculpture Garden
“Diderot’s Harpsichord or The Merchant of Venice” (Il Clavicembalo di Diderot o Il Mercante di Venezia) di Man Ray. 1948
segue da:
FINESTRE SULL’ARTE
Redazione , scritto il 16/03/2024
https://www.finestresullarte.info/arte-base/man-ray-vita-opere-artista-dada
Man Ray: vita, opere e ricerca del grande artista dada
Man Ray, (Emanuel Radnitzky; Philadelphia, 1890 – Parigi, 1976), è stato un pittore, fotografo e regista cinematografico. È considerato una grande figura poliedrica, protagonista della stagione artistica della prima metà del Novecento, rappresentante del movimento dada americano e surrealista. Spostandosi da New York a Parigi, Man Ray fu fra i primi a teorizzare un nuovo linguaggio della fotografia e del cinema, ponendoli come strumenti del fare artistico.
La fotografia diventa un sostituto della pittura, un’estensione dell’arte figurativa. Man Ray usò il mezzo fotografico nella sua accezione documentaria, volta a testimoniare la vita effimera delle sue invenzioni e dei suoi “oggetti di affezione”, sia nell’accezione più creativa, che rende la tecnica in grado di inventare un nuovo mondo di immagini. Il suo modo di intendere l’espediente fotografico è ben reso da quanto usava dire: “Dipingo ciò che non posso fotografare. Fotografo ciò che non voglio dipingere. Dipingo l’invisibile. Fotografo il visibile”.

un autoritratto di Man Ray, intitolato “Self-Portrait with Camera” (Autoritratto con macchina fotografica), realizzato nel 1930. Oltre alla pittura e alla fotografia, si è dedicato al cinema e alla scenografia-
man ray — deriva da man= uomo; ray = raggio di luce
Vita di Man Ray
Emanuel Radnitzky, meglio conosciuto come Man Ray, nacque a Philadelphia il 27 agosto 1890 da famiglia di immigrati russi origini ebree. All’età di sette si trasferì a New York, dove trascorse l’adolescenza. La vita di città fu determinante nel suo progressivo avvicinarsi all’arte, stimolando il suo interesse nei confronti dei media pittorici, sempre più spiccato. All’età di quattordici anni, due insegnanti delle scuole superiori lo spinsero verso questa inclinazione naturale, per cui si esercitò molto nel disegno a mano libera e nel disegno tecnico. Man Ray acquisì in questo modo una capacità importante nel disegno architettonico, provvidenziale nel momento in cui vinse una borsa di studio in architettura alla New York Univeristy, nel 1920. Nonostante questo, l’artista abbandonò presto gli studi d’architettura, non nutrendovi sufficiente interesse.
Fece anzi qualsiasi lavoro, dall’edicolante fino al disegnatore in una ditta di pubblicità, o il disegnatore in una casa editrice di atlanti e carte geografiche. Esperienze che lo aiutarono ad apprendere diverse tecniche di grafica. Frequentò i corsi dell’istituto artistico serale presso il Francisco Ferrer Social Center, sempre a New York: le idee dell’ambiente che vi trovò incontrarono in Man Ray una piena simpatia. Il pedagogista Francisco Ferrer diceva di aver “bisogno di uomini che siano capaci di svilupparsi incessantemente, di rinnovarsi, forti della loro indipendenza intellettuale”: la vita di Man Ray fu esattamente questo, ovverosia ininterrottamente rivolta alla ricerca di nuovi mezzi d’espressione. Per questo motivo, l’artista seppe sempre come rinnovare se stesso.
All’epoca dei suoi vent’anni, l’incontro con pittori già affermati come Robert Henri e George Bellows lasciarono un’impronta decisiva su Man Ray, il quale si affrancò dalle regole e dalle tradizioni artistiche più convenzionali, convincendosi sempre più ad affidarsi alla propria immaginazione, al suo essere audace e indipendente, impegnandosi a non essere timoroso delle proprie iniziative. Di fatto, Man Ray vantava già una grande abilità tecnica: era in grado di dipingere ritratti in mezz’ora, già nel 1909, come testimonia il convenzionale Ritratto, ma anche di realizzare assemblages, come Arazzo, del 1911. Le prime opere degli anni Dieci furono esposte proprio all’istituto d’arte, il Francisco Ferrer Social Center, dove il pittore diede prova di una grande espressività e maturità stilistica.
Il 17 febbraio 1913 si aprì l’esposizione internazionale di Arte Moderna, nota come Armory Show, la prima presentazione pubblica dell’arte europea più avanzata. Per Man Ray, questa occasione fu un nuovo punto di partenza, che per breve tempo lo introdusse ai modi pittorici cubisti; soprattutto, i contatti che vi trovò gli servirono per confermare la direzione intrapresa. Nel 1915 l’amicizia con gli artisti Marcel Duchamp e Francis Picabia fu determinante nello sviluppo della sua prospettiva artistica. Nel 1916 Man Ray cominciò a sperimentare la pittura con l’areografo, una nuova tecnica che affiancò alla sua produzione di collage e assemblage. Nello stesso anno cominciò a intessere i contatti con il dilagante movimento dadaista, nato presso il Cabaret Voltaire a Zurigo nel 1916 e arrivato con poco ritardo anche in America. Due eventi in particolare segnarono la crescente partecipazione di Man Ray alle attività d’avanguardia.
Nel 1916 fondò, insieme a Marcel Duchamp, la Society of Independent Artistis; si presentò poi alla Forum Exhibition of Modern American Painters, alle Anderson Galleries, con Invention Dance. Nel catalogo della mostra, una dichiarazione di Man Ray sottolinea la suprema importanza che egli attribuiva all’intelligenza e all’immaginazione. Nel 1917 Man Ray dipinse quelli che per molto tempo furono i suoi ultimi quadri ad olio: Macchinetta per caffè e Narciso sono i più notevoli.
L’amicizia sempre più forte con Marcel Duchamp lo portaò verso una sempre più decisa riluttanza nell’ipotesi di dedicarsi esclusivamente alla pittura: “Desideravo trovare qualcosa di nuovo, che mi consentisse di fare a meno di un cavalletto, dei colori e di tutti gli altri arnesi del pittore tradizionale. Quando scoprii l’aerografo, fu una rivelazione: era magnifico poter dipingere un quadro senza neppure toccare la tela; questa era un’attività cerebrale pura” (Man Ray).
Le critiche ricevute in seguito alle sue due prime mostre personali presso la Daniel Gallery (1915) furono molto aspre ed ostili. Per testimoniare questa sofferta crisi spirituale realizzò Suicidio nel 1917.
ALCUNE IMMAGINI ” SUICIDIO ” DELLA SERIE DI DIECI. 1917/ 1919
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SUICIDIO – MAN RAY – 1917 -Alcune opere con questo titolo di una serie di dieci
https://www.centrepompidou.fr/es/ressources/oeuvre/cybkxz
Tra il 1918 e il 1922 fu un periodo breve in cui l’artista riprese un’intensa ricerca: fu un momento in cui si sentì molto libero e diresse i suoi sforzi nel cercare rompere i ponti con la pittura. Intanto, l’attività dadaista newyorkese ruotava soprattutto intorno a lui: insieme a Duchamp pubblicò nel 1921 “New York Dada”, ma egli tendeva a percepirsi solo in questa esperienza. Solo lui statunitense, mentre Duchamp e Picabia erano francesi. Dal momento che l’America tendeva ad allontanare quanto non si presentava come prodotto americano e, di conseguenza, a nutrire una certa diffidenza nei confronti del linguaggio dadaista, Man Ray capì che “il Dada non può vivere a New York”. Capì anche che era giunto il momento di spostarsi per poter continuare a crescere come artista nel modo cui desiderava. Duchamp partiva per l’Europa all’inizio 1921 e Man Ray non esitò a seguirlo. A Parigi fu preceduto dalla fama di difensore dello spirito dada a New York, motivo per cui i dadaisti erano pronti ad accoglierlo. Sbarcò a Le Havre, in Normandia, nel luglio 1921, pronto a seguire la rivoluzione iconoclastica ormai già avviata da tre anni. Di lì a poco, nel 1924, il saggista André Breton avrebbe pubblicato il primo manifesto surrealista. Man Ray dunque arrivò in Francia che il dadaismo stava avviandosi verso la fine e il surrealismo andava cristallizzandosi attorno all’ambiente di Breton: in questo entourage, egli divenne il primo fotografo surrealista.
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ALTRE OPERE DI MAN RAY
vedi sotto

DA : https://www.pinterest.com/pin/458733912067561431/?cctld=/secure/autologin/

https://www.centrepompidou.fr/en/ressources/oeuvre/cknBdd

senza titolo — Statuette dell’ Ixcuina, dea atzeca della maternità- un fotomontaggio e stampa alla gelatina ai sali d’argento creato da Man Ray intorno al 1932.
una curiosità : a volte la dea Ixcuiba è avvicinata alla dea azteca Tlazolteotl di cui Treccani dice: Il nome significa in italiano ” dea della sozzura “; tratto specifico della sua complessa figura, che contiene aspetti agrari e sessuali, è quello di essere divinità preposta alla confessione dei peccati.
MAN RAY — L’incontro, dalla collezione ” Porte girevoli ”
Senza titolo – Man Ray
Paesaggio di Man Ray – 1914
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FINESTRE SULL’ARTE. INFO
di Redazione , scritto il 15/07/2025
https://www.finestresullarte.info/mostre/palazzo-reale-milano-retrospettiva-su-man-ray
Dal 24 settembre 2025 all’11 gennaio 2026:::
In arrivo a Palazzo Reale di Milano una grande retrospettiva su Man Ray
| Titolo mostra | Man Ray. Forme di luce |
| Città | Milano |
| Sede | Palazzo Reale |
| Date | Dal 24/09/2025 al 11/01/2026 |
| Artisti | Man Ray |
| Curatori | Pierre-Yves Butzbach, Robert Rocca |
| Temi | Milano, Novecento, Fotografia |
Dal 24 settembre 2025 all’11 gennaio 2026 Palazzo Reale di Milano ospita Man Ray. Forme di luce, un’ampia retrospettiva dedicata a uno dei grandi protagonisti dell’arte del XX secolo. Man Ray, innovatore visionario dei linguaggi visivi, ha lasciato un’impronta indelebile che ancora oggi influenza fotografia, arte, design e cultura contemporanea. Le sue opere, intrise di ironia, eleganza, provocazione e spirito libero, mantengono una straordinaria attualità e testimoniano il ruolo essenziale che l’artista ha avuto nel trasformare i confini dell’arte moderna.
Promossa dal Comune di Milano – Cultura e realizzata da Palazzo Reale in collaborazione con Silvana Editoriale, è curata da Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, e rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il progetto multidisciplinare e diffuso che attraverserà l’Italia, celebrando i valori olimpici e promuovendo il dialogo tra arte, cultura e sport in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, in programma rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.
Man Ray (Philadelphia, 1890 – Parigi, 1976) è stato pittore, fotografo, regista e sperimentatore instancabile ed è considerato figura chiave delle avanguardie artistiche del Novecento. Nato Emmanuel Radnitsky da una famiglia ebrea di origini russe, adottò lo pseudonimo “Man Ray” – unione di “Man” (uomo) e “Ray” (raggio di luce)

Bellissimo!