Tlon / link Facebook sotto: ” Oggi l’Italia si è bloccata perché centinaia di migliaia di persone hanno deciso di fermare un genocidio con le proprie mani. ” ( da leggere tutto ) — direi che: anche se c’è stata violenza/ circoscritta/ quello che vale è l’immensità della gente che ha fatto sciopero e manifestato. Quanti sono gli italiani che / pubblicamente / con la loro faccia / sono contro il genicodio di Gaza ?

 

Tlon ( centro culturale, casa editrice e altro ) 22 setttembre 2025 – ore 20.30

https://www.facebook.com/photo?fbid=1343925047089336&set=pb.100044155613409.-2207520000

 

 

Bandiera della Palestina - Wikipedia

 

 

 

 

 

E cosa fanno i giornali? La Stampa apre con i “disordini”. Il Corriere mette in prima pagina i feriti tra gli agenti. Repubblica conta i fermati e parla di “guerriglia”. Non una parola sull’enormità politica e morale dell’accaduto.

Quello che ha davvero allarmato cos’è? È semplice: vedere in piazza persone che mai avevano scioperato in vita loro.

La violenza è diventata il pretesto perfetto per evitare di confrontarsi con la vera domanda che questa mobilitazione pone: cosa significa quando cittadini “normali”, che non hanno mai partecipato a una protesta, decidono che non possono più accettare la complicità del loro paese in un genocidio? Cosa significa quando persone che hanno sempre rispettato le regole decidono che alcune regole non meritano più di essere rispettate?

Siamo di fronte a un’operazione mediatica precisa: trasformare una manifestazione popolare in un caso di ordine pubblico. È la tecnica più vecchia del potere: spostare l’attenzione dalla causa alla conseguenza, dalla violenza invisibile di uno Stato che arma un genocidio alla violenza visibile di chi non accetta più di esserne complice.

Perché qui sta il punto. La vera violenza non è quella delle barricate. La vera violenza è il silenzio con cui accettiamo che le armi tricolori facciano a pezzi i corpi dei bambini palestinesi, che le forniture militari e gli accordi tecnologici scorrano regolari, e le relazioni diplomatiche coprano di legalità l’illegalità più radicale.

Il problema sono gli indifferenti: quelli che continuano come se nulla fosse, che preferiscono lamentarsi del traffico piuttosto che guardare in faccia un genocidio. Il problema è chiedersi quale altra lingua resta quando ogni appello, ogni manifestazione pacifica, ogni petizione cadono nel vuoto.

Condividi
Questa voce è stata pubblicata in GENERALE. Contrassegna il permalink.

1 risposta a Tlon / link Facebook sotto: ” Oggi l’Italia si è bloccata perché centinaia di migliaia di persone hanno deciso di fermare un genocidio con le proprie mani. ” ( da leggere tutto ) — direi che: anche se c’è stata violenza/ circoscritta/ quello che vale è l’immensità della gente che ha fatto sciopero e manifestato. Quanti sono gli italiani che / pubblicamente / con la loro faccia / sono contro il genicodio di Gaza ?

  1. DONATELLA scrive:

    Credo che il genocidio di Gaza abbia smosso il pensiero ma soprattutto la parte più emotiva di moltissime persone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *