

Nun je da’ retta Roma che t’hanno cojonato
‘Sto morto a pennolone è morto suicidato
Se invece poi te dicheno che un morto s’é ammazzato
Allora è segno certo che l’hanno assassinato
Vojo canta’ così fior de prato…
Che fai nun me risponni me canti ‘no stornello
Lo vedi chi è er padrone insorgi pija er cortello
Vojo canta così fiorin fiorello…
Annamo daje Roma chi sse ffa’ pecorone
Er lupo se lo magna abbasta uno scossone
Vojo canta’…
Vabbè, fior de limone…
È inutile che provochi a me nun me ce freghi
La gatta presciolosa fece li fiji ciechi
Sei troppo sbarajone co’ te nun me ce metto
Io batto n’artra strada io c’ho pazienza aspetto
Vojo canta così fior de rughetto…
testo della canzone da :
https://www.romasegreta.it/roma-nella-musica/nun-je-da-retta-roma.html


Sul film di Luigi Magni – che ha composto anche le parole della musica di Trovajoli
Un cast stellare diretto da Luigi Magni: accanto a Monica Vitti, che interpreta Tosca, recitano Gigi Proietti , Vittorio Gassman, Umberto Orsini, Aldo Fabrizi. Parti minori affidate a Fiorenzo Fiorentini, Marisa Fabbri, Ninetto Davoli e Alvaro Vitali. Musiche di Armando Trovajoli. Magni recupera, dandone una libera versione in forma di commedia musicale ironico-grottesca, il romanzo scritto dal drammaturgo francese Victorien Sardou che ispirò anche il libretto omonimo dell’opera di Giacomo Puccini. I testi delle canzoni sono opera dello stesso Magni.
La storia è celeberrima: siamo a Roma nel 1800. Il pittore Mario Cavaradossi (Gigi Proietti) dà rifugio al patriota Cesare Angelotti (Umberto Orsini), fuggito dal carcere di Castel Sant’Angelo. La polizia Pontificia, a capo della quale c’è il barone Scarpia (Vittorio Gassman), lo cerca senza sosta, servendosi della cantante Floria Tosca (Monica Vitti), amante di Cavaradossi, facendole credere che il suo uomo la tradisca. La vicenda avrà la conclusione tragica che tutti conosciamo. Per chi ancora non la conosce, consigliamo di vedere questo film ed ascoltare le canzoni. Una per tutte: Nun je da’ retta Roma, cantata prima da Proietti e poi, nel finale, dalla flebile voce, meravigliosamente evocativa, di Monica Vitti.

Bellissima questa canzone.