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Tutti contro tutti
Il sommario del numero 10/25 di Limes, dedicato alla rivoluzione geopolitica globale in corso.

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E’ DIVISO IN DUE PARTI:
Ia– GLI ALTRI PAESI DEL MONDO
2a — L’AMERICA
Articoli di questo volume
Prima appendice dell’editoriale di Limes 10/25, ‘Tutti contro tutti’.
Pechino ha ormai una forza sufficiente a contrastare l’antagonismo americano. Non ne fa mistero e non esita a usarla per i propri interessi. I precedenti storici, da Attila agli ottomani. La lezione del Giappone. La pace è inevitabile, ma va aiutata.
di Victor Gao

Putin e Xi Jinping hanno saldato un’intesa che si approfondisce grazie anche alla guerra d’Ucraina. Il via al gasdotto Power of Siberia 2 è svolta importante. La relazione personale fra i due leader è decisiva. Degli europei non vale parlare.

Il progetto del Corridoio di trasporto transartico intende sviluppare regioni polari e orientali, rafforzando la svolta verso est. La Russia ha bisogno di capitali esteri e cooperazione, per ora garantiti da Cina e India. Il problema dello scioglimento del permafrost.

Nell’Artico Pechino cerca risorse e rotte verso Occidente, con in mente l’avvicinamento alle coste dell’America e l’immobilizzazione di Mosca. L’importanza del Profondo Nord nella deterrenza nucleare cinese. Xi non lascerà la Corea del Nord a Putin.

Nella rivoluzione geopolitica l’India cerca di tenere dritta la rotta che dovrebbe portarla al rango di potenza superiore entro il 2047. Il rischio di finire sotto la Cina. Le mosse di Trump infiammano le periferie. La tensione col Pakistan sull’Afghanistan.

L’eredità del rivale di Gandhi continua a dividere gli indiani. L’avventurosa vicenda del condottiero che cercò di coinvolgere l’Asse nell’emancipazione del suo paese dall’impero inglese. L’importanza delle sue origini bengalesi. Il mistero sulla sua fine.

La fascinazione africana per la Cina resta profonda ma gli alleati non credono più all’immagine dell’egemone benevolo e disinteressato. Gli esempi di Kenya, Congo ed Etiopia. Perché Pechino deve restare nel continente. E perché non sarà facile.

La corsa alla Luna vede gli americani in ritardo rispetto ai cinesi. Prevalgono gli immediati interessi privati, mentre Pechino ragiona in termini geopolitici di lungo periodo. La crisi della Nasa. Ciò che accade nel cosmo è il riflesso di quanto avviene sulla Terra.

Rapporto dalla triste Washington. Così i trumpiani si dividono sulla strategia che non c’è. Salvare la nazione è la priorità. Ma come? Riaccentrando l’impero su Panamerica o concentrandolo sulla sfida con la Cina? Come cavarsela senza alleati affidabili.

di Eric Schmitt, Riley Moore, George Bogden, Michael Toscano, Dean Ball, Doug Wilson.
a cura di Federico Petroni

Viaggio sulla via che unisce Est e Ovest. Tra indiani, cowboy, pazzi e mendicanti, degli Usa restano solo i sintomi. Perché Alex, repubblicano texano, è contento che la violenza politica sia diventata la norma. Dopo 2.450 miglia, la California: l’inferno.

Negli Usa è in corso una rivoluzione che vuole rifondare la nazione. La tribù trumpiana è in guerra contro i ‘nemici di dentro’, le élite liberal che hanno aperto agli immigrati, svenduto l’industria e favorito la Cina. Per questo i poteri vanno concentrati nella Casa Bianca.

Altro che periferia inaccessibile: il futuro del nostro pianeta si gioca nel Nord. La corsa tra Stati Uniti, Cina e Russia per il controllo di avamposti militari, rotte e risorse. Le linee rosse di Washington e i pericoli della ‘zona grigia’. Ascoltiamo la profezia di Mitchell.
di Ryan R. Duffy, Jahara Matisek, Jeremy M. Mckenzie, Chad M. Pillai

Le acque di frontiera uniscono e dividono i due paesi da due secoli, ma la loro gestione resta macchinosa e inefficiente. L’importanza economica della regione. Morto il soft power l’America non può agire unilateralmente. Acqua e terra: cosa vuole Trump.

Gli scenari di attacco russo all’Europa nella (fanta)pianificazione di un ipotetico generale. Le opzioni operative, con pro e contro. Le direttrici di penetrazione e gli assetti impiegati. L’incognita Trump. La scelta migliore è non scegliere.

Un doppio scenario per saggiare la follia degli europei, incapaci di comprendere la guerra e dunque destinati a diventarne vittime. La narrazione bellicista è contraddittoria, quindi seguire i volenterosi potrebbe condurre al disastro. La realtà non è un war game.
di Fabio Mini

Il conflitto è tornato nella grammatica del potere della Germania, che però resta impreparata ad affrontarlo. La vera incognita non è Mosca, ma Washington. Il consenso al riarmo cela le linee rosse dei tedeschi, tra cui inviolabilità del welfare e indisponibilità al sacrificio.

L’invasione dell’Ucraina ha ridotto le attività russe nell’Artico. Gli Usa hanno avanzato la linea di contenimento alle Svalbard. E l’Alleanza Atlantica ha guadagnato un blocco nordico. Ma l’inaffidabilità americana impone di ascoltare la cautela di Norvegia e Finlandia.
di Tormod Heier

Stoccolma mobilita la società, ricostruisce le Forze armate e torna nell’ex spazio imperiale. Dove Nato e Ue servono per difendersi da Mosca. Scandinavi e Usa i partner fondamentali, Ucraina e baltici le frontiere avanzate. Criminalità e immigrazione le faglie interne.

Conversazione con Georges-Henri Soutou, professore emerito di Storia contemporanea all’Université de Paris-Sorbonne.
a cura di Lucio Caracciolo, Agnese Rossi
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SECONDA PARTE DEL VIDEO DI PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO NUMERO DI LIMES:
video, 17.24 min.
Caracciolo a Mappa Mundi: Tutti contro Tutti /2. La rivoluzione mondiale e i piani di Cina e Russia
5 novembre 2025
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Purtroppo i tempi sono sempre troppo interessanti.