Al Museo di Santa Giulia di Brescia, dal 8 novembre 2025 al 22 febbraio 2026, la mostra Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo

 

 

 

 

Dina Mattar, Gaza, 2009, acrylic on canvas, cm. 90x90

Dina Mattar, Gaza, 2009, acrylic on canvas, cm. 90×90

da: ARTE.IT

 

 

Brescia, in mostra le opere del collettivo palestinese Eltiqa sopravvissute alle bombe su Gaza

 

 

 

 

Dina MattarThe Peace, opera rimasta sotto le macerie di Gaza durante i bombardamenti del 2023

 

 

 

 

 

Mohammed Al-Hawajri, Valley of the sheep, acrylic on canvas, 2018, 100 x 140 cm- Valle della pecora

 

 

 

 

 

 

Mohammed contempla la distruzione dalla casa di sua sorella. Foto: fornita

 

 

 

 

 

 “Miftaħ al-Hadaya” (La chiave dei doni), l’opera fa parte di una mostra del collettivo di artisti palestinesi Eltiqa.
Eltiqa (“incontro” in arabo) è un collettivo di artisti con sede a Gaza City, fondato nel 2000 soprattutto da Dina Mattar e Mohammed Al-Hawajri.

 

 

 

 

 

Il ritorno dal pascolo- 2021; acrilico su tela, 200 x 150 cm

Mohammed Al-Hawajri

 

 

La mostra è a cura di Sara Alberani che ricostruisce idealmente lo spazio artistico del collettivo Eltiqa Group for Contemporary Art, distrutto nel bombardamento di Gaza nel 2023. Promossa dal Comune di Brescia e dalla Fondazione Brescia Musei, con il patrocinio di Amnesty Italia, l’esposizione è uno degli appuntamenti centrali dell’ottava edizione del Festival della Pace. Il progetto nasce come risposta alla distruzione di Eltiqa, luogo simbolo per l’arte contemporanea palestinese fondato nel 2002 e punto di riferimento per gli artisti di Gaza. Due dei suoi fondatori, Mohammed Al-Hawajri (1976) e Dina Mattar (1985), sono tra i protagonisti della mostra insieme all’artista libanese Haig Aivazian (1980) e alla palestinese Emily Jacir (1970), Leone d’oro alla Biennale di Venezia 2007. Le loro opere, provenienti da zone segnate da guerra, esilio e frammentazione, si incontrano a Brescia per restituire una testimonianza collettiva sulla resistenza culturale e sulla capacità dell’arte di creare legami tra le diverse geografie del Mediterraneo.

 

 

L'immagine potrebbe contenere: Cortile Natura Esterno Cortile Giardino Architettura Edificio Casa Alloggiamento Villa e Sediail giardino dello studio di Mohammed Al-Hawajri

 

 

 

Il giardino di Mohammed.

il giardino dopo il bombardamento israeliano

 

 

 

I migliori artisti palestinesi che devi conoscere Mohammed AlHawajri.

Leone di Gaza, Mohammed Al-Hawajri. Foto: fornita

 

 

 

 

 

 

Brutto – Bello, Mohammed Al-Hawajri. Foto: Fornita- 1999

 

 

 

 

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TITOLO DI CIASCUNAMaryam, 2015, Mohammed Al-Hawajri. Foto: fornita

 

foto sopra e testo da ::

AD
https://www.admiddleeast.com/story/palestinian-artist-mohammed-al-hawajri-i-dont-think-october-7-will-ever-leave-my-memory

 

 

 

“Esporre al Museo di Santa Giulia le opere di Eltiqa Group for Contemporary Art sopravvissute alla distruzione e proporre a Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar una residenza artistica nella nostra città”, dice Laura Castelletti, Sindaca di Brescia, “significa riconoscere che l’arte è testimonianza, costruzione di legami, strumento di conoscenza reciproca. Grazie ai loro lavori e a quelli di Haig Aivazian e di Emily Jacir possiamo comprendere come l’espressione creativa sia spazio di resilienza anche nei contesti più drammatici. Material for an Exhibition ci invita a guardare oltre le narrazioni semplificate per incontrare le storie e le vite di chi il conflitto lo vive quotidianamente, ricordandoci che la cultura è sempre ponte tra mondi diversi e che proprio per questo possiamo e dobbiamo, come città ma anche individui, agire per la tutela e la protezione del patrimonio culturale di tutte le comunità, in quanto preziosa eredità che unisce l’umanità travalicando confini geografici e temporali. La mostra rappresenta un momento cardine del Festival della Pace e testimonia la grande qualità del nostro sistema museale, capace di proporre iniziative di profilo internazionale, mettendosi al servizio di un’idea dell’arte come promozione della pace, del rispetto tra le persone e della scoperta di nuovi orizzonti culturali”.

 

Il titolo della mostra rende omaggio all’opera Material for a Film dEmily Jacir, dedicata alla memoria del poeta palestinese Wael Zuaiter.

 

Material diventa qui una parola chiave: indica sia la varietà dei linguaggi in mostra, installazioni, video, disegni, pittura, fotografia, sia la dimensione concreta e fragile in cui molti artisti operano, tra perdita di archivi, distruzione di opere e cancellazione di luoghi della memoria. In Palestina, l’archivio stesso è oggi uno strumento di sopravvivenza, un modo per affermare l’esistenza di una storia minacciata. Il percorso espositivo si apre con i lavori di Mohammed Al-Hawajri e Dina Mattar, che con Eltiqa hanno promosso per vent’anni la crescita dell’arte contemporanea a Gaza. Dopo il bombardamento del 2023, i due artisti sono riusciti a mettere in salvo alcune opere, ora custodite tra Sharjah e Dubai, e presentate per la prima volta in Europa.

Le opere salvate arrivano a Brescia come testimonianza di un’eredità che resiste alla distruzione. Il museo diventa così un luogo di ricostruzione simbolica: Eltiqa rinasce temporaneamente nei suoi spazi. Mohammed Al-Hawajri indaga nelle sue opere la relazione tra memoria storica e vita quotidiana palestinese. Le sue tele, caratterizzate da ironia e paradosso, trasformano immagini di guerra in racconti visivi che mescolano dolore e immaginazione. Serie come The Animal Farm (2011) o Maryam (2015) intrecciano simboli di resistenza e riferimenti culturali, con figure umane e animali che diventano testimoni di sopravvivenza.

 

 

 

EMILY JACIR

(Betlemme, 1970) è un’artista e produttrice cinematografica palestinese. Vive e lavora tra New York e Ramallah.

Palestinian Artist Emily Jacir Plans to Transform Her Family Home Into a West Bank Art Center

 

 

 

“Materiale per un film”: sulle tracce di Wael Zuaiter (Parte 1)

 

 

Dettaglio dell’installazione multimediale di Emily Jacir (in questo scatto una fotografia di Wael Zuaiter) attualmente esposta alla Biennale di Venezia del 2007.

Wael Zuaiter (Nablus, 2 gennaio 1934 – Roma, 16 ottobre 1972) è stato un traduttore e politico palestinese con cittadinanza giordana.  

Fu la prima vittima in Europa di una serie di omicidi di artisti, intellettuali e diplomatici palestinesi perpetrati da agenti israeliani, già in corso in Medio Oriente. Zuaiter fu ucciso a colpi di arma da fuoco da 12 proiettili fuori dal suo appartamento in Piazza Annibaliano, a Roma, il 16 ottobre 1972.

Nel 1979, la compagna di Zuaiter per otto anni, l’artista nata a Sydney Janet Venn-Brown, pubblicò ” For a Palestinian: A Memorial to Wael Zuaiter “.

Un capitolo, intitolato “Material for a film” di Elio Petri e Ugo Pirro, è composto da una serie di interviste condotte con le persone che hanno fatto parte della vita di Zuaiter in Italia, tra cui la stessa Venn-Brown. Avrebbero dovuto realizzare un film, ma Petri morì poco dopo e il film non fu mai realizzato. Questo capitolo è stato il punto di partenza del mio progetto.

 

SEGUE NEL LINK: 
https://electronicintifada.net/content/material-film-retracing-wael-zuaiter-part-1/7054

 

 

 

“Materiale per un film”: una performance (Parte 2)

https://electronicintifada.net/content/material-film-performance-part-2/7053

 

 

Uno dei 13 proiettili sparati a Wael Zuaiter colpì il secondo volume delle Mille e una notte, che Zuaiter portava con sé quando fu assassinato dal Mossad israeliano a Roma, in Italia, il 16 ottobre 1972.

Zuaiter concluse un articolo scritto due o tre settimane prima per il quotidiano L’Espresso citando il mistico inglese Francis Thompson:

“Che non puoi muovere un fiore
senza turbare una stella”

Il sogno di Zuaiter era tradurre Le mille e una notte direttamente dall’arabo all’italiano. Lavorava a questo progetto fin dal suo arrivo in Italia nel 1962. Ad oggi non esiste una traduzione italiana dall’arabo; tutte le traduzioni italiane provengono da altre traduzioni.

 

L’artista Emily Jacir spara a 1.000 libri bianchi in un poligono di tiro a Sydney, in Australia. Jacir ha sparato ai libri con una pistola calibro .22, la stessa usata dagli agenti del Mossad israeliano quando hanno assassinato Zuaiter.

 

 

 

Parte dell’installazione e performance di Emily Jacir alla Biennale di Sydney del 2006. L’opera di Jacir comprendeva 1.000 libri bianchi, fotografati dall’artista , tecnica mista e 67 stampe fotografiche.

 

 

 

 

un’altra immagine dell’installazione di Emily Jacir

da :

FINESTRE SULL’ARTE
https://www.finestresullarte.info/opinioni/koons-hirst-murakami-kaws-jr-cinque-superstar-che-non-convincono-piu

 

 

WAEL ZUAITER

Wael Zuaiter, Fatah e le ragioni della Palestina: una cartolina dagli anni ’70

FOTO DA IL MANIFESTO

Wael Zuaiter, Fatah e le ragioni della Palestina: una cartolina dagli anni ’70

 

 

 

 

 

Dina Mattar, Images from Gaza (2005; disegno su fotografia, acrilico su carta, 17 X 11 cm)

 

 

EMILY JACIR

 

 

 

 

Emily Jacir, Memorial to 418 Palestinian Villages Which Were Destroyed, Depopulated, and Occupied by Israel in 1948 ( Paesi della Palestina distrutti, sfollati,e occupati da Israele nel 1948-
Una tenda per rifugiati dove sono cuciti i nomi di tutti gli «scomparsi». Un monumento vulnerabile, un testamento di una tragedia che evoca – data la leggerezza del suo materiale – anche la fragilità e gli strappi possibili della memoria. ( da: Il Manifesto )

Emily Jacir, tra le voci più significative dell’arte contemporanea palestinese, utilizza invece media diversi per indagare i movimenti personali e collettivi nello spazio e nel tempo. 

 

 

IMMAGINE E DATI DA ARTE.IT

 

 

HAIG AIVAZIAN -Beirut, Libano, 1980

Haig approfondisce i modi in cui il potere radica, influenza e muove persone, oggetti, animali, paesaggi e architettura. Esplora i dispositivi di controllo e sovranità nello sport, nei musei, in ufficio, nella musica e in qualsiasi altro luogo in cui possano essere impiegati.

SEGUE NEL LINK SOTTO LA FOTO

 

Haig Aivazian | Prince Claus Fund

https://princeclausfund.nl/people/haig-aivazian

 

 

VIDEO::  12 minuti

Haig Aivazian – Video Sound Art XI edizione – Rythmòs

Video Sound Art Festival

in inglese, si vedono i lavori oltre a lui che parla–

https://www.google.com/search?q=Haig+Aivazian+(1980)%3F&oq=Haig+Aivazian%C2%A0(1980)%3F&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQIRigATIHCAIQIRigATIHCAMQIRigATIHCAQQIRigAdIBCDI4MzRqMGo3qAIAsAIA&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:ed77c5a2,vid:OBnDRMP7S44,st:0

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1 risposta a Al Museo di Santa Giulia di Brescia, dal 8 novembre 2025 al 22 febbraio 2026, la mostra Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo

  1. DONATELLA scrive:

    In genere conosciamo il popolo palestinese attraverso la distruzione che ne ha fatto e ne fa Israele. E’ un approccio molto diverso e positivo poterlo vedere nelle sue varie manifestazioni, specialmente quelle artistiche, che ce lo rendono ancora più vicino.

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