ANSA.IT 25 novembre 2025–8.59
Nel cervello un sistema operativo già configurato alla nascita.
Contiene le istruzioni per orientarsi e interagire con il mondo

Il chip utilizzato per studiare l ‘attività elettrica dei singoli neuroni contenuti nell’ organoide di cervello (fonte: Carolyn Lagattuta/ UC Santa Cruz)
Il cervello umano, fin dalle primissime fasi del suo sviluppo, contiene già le istruzioni per orientarsi e interagire con il mondo, un po’ come un computer preconfigurato: lo indica lo studio condotto su minuscoli modelli di tessuto cerebrale umano coltivati in 3D (chiamati ‘organoidi‘) dove i neuroni interagiscono fra loro secondo schemi strutturati, senza alcuna esperienza esterna.
I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience dai ricercatori dell’Università della California a Santa Cruz, potranno aiutare a comprendere meglio i disturbi dello sviluppo neurologico e a individuare l’impatto di tossine come pesticidi e microplastiche
Le cellule del cervello “interagiscono chiaramente tra loro e formano circuiti che si autoassemblano prima che possiamo sperimentare qualsiasi cosa dal mondo esterno“, afferma il coordinatore dello studio Tal Sharf, professore associato di ingegneria biomolecolare presso la Baskin School of Engineering. “Esiste un sistema operativo che emerge in uno stato primordiale. Nel mio laboratorio, coltiviamo organoidi cerebrali per osservare questa versione primordiale del sistema operativo cerebrale e studiare come il cervello si costruisce prima di essere plasmato dall’esperienza sensoriale”.
Nello specifico, i ricercatori hanno osservato l’attività elettrica del tessuto cerebrale mentre si autoassemblava a partire da cellule staminali in un tessuto in grado di tradurre i sensi e produrre linguaggio e pensiero cosciente. Hanno scoperto che entro i primi mesi di sviluppo, molto prima che il cervello umano sia in grado di ricevere ed elaborare informazioni sensoriali esterne complesse come la vista e l’udito, le sue cellule iniziano spontaneamente a emettere segnali elettrici caratteristici degli schemi che sono alla base della traduzione dei sensi, come se ci fosse un modello geneticamente codificato inerente all’architettura neurale del cervello stesso.
FACEBOOK DELL’UNIVERSITA’ DE SANTA CRUZ – CALIFORNIA
https://www.facebook.com/ucsantacruz
**** al fondo c’è traduce ( da Google)- +++vale un’occhiata
da Getty Images-.- UNIVERSITA’ SANTA CRUZ / LINK


UCLA (University of California, Los Angeles)
I lavoratori dell’università sia dell’ UC Davis che della UC Santa Cruz hanno scioperato il 28 maggio 2024 per l’inasprimento delle leggi contro gli scioperi a favore della Palestina.


campi di tennis

La foresta che circonda l’Università di Santa Cruz

Pescadero, California- è un città di mare vicino all’Università Santa Cruz dove gli studenti possono studiare vari animali tra i quali l’elefante marino
Pescadero si trova nella parte meridionale della Bay Area, a sud della baia di San Francisco e della Silicon Valley. Da San Francisco dista circa 75 km, dalla University Santa
Cruz meno

” Il campione del mondo animale per maschilismo, maleducazione verso le compagne e scarsa attitudine al romanticismo è probabilmente l’elefante marino (Mirounga leonina)”.
da: https://josway.it/la-tracotante-virilita-dellelefante-marino-grazie-allosso/
Parco statale di Pescadero dove gli studenti di biologia marina dell’Universtà Santa Cruz studiano gli elefanti marini
dove si trova l’Università

DA ; https://www.collegefactual.com/colleges/university-of-california-santa-cruz/overview/location/

La pianta ghiaccio sulla spiaggia di Pescadero
Pescadero
le foto sia dell’Università di Santa Cruz che di Pescadero sono tutte di
- UNIVERSITA’
https://www.gettyimages.it/search/2/image?page=7&phrase=uc%20santa%20cruz&sort=best&license=rf%2Crm
2 PESCADERO


GLI ELEFANTI MARINI che studiano gli studenti dell’Università di Santa Cruz

Manzanita, fiore californiano che viene usato come i più famosi ” Fiori di Bach “: aiuta le persone che hanno una difficoltà ad accettare il loro corpo e conseguenti disturbi alimentari – vedi il blog della dott. Elisa Campanini, psicologa
https://www.mariaelisacampanini.com/news-blog-psicologia/blog/1527-manzanita-disordini-alimentari/

UNA BELLISSIMA ELEFANTESSA MARINA E IL SUO PICCOLO ( tenerissimi.. )

un tramonto a Pescadero
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Il nome “elefante marino” deriva dalla grande taglia corporea (la più grande tra tutti i pinnipedi) e dalla proboscide dei maschi adulti. Un maschio adulto di elefante marino può raggiungere una lunghezza di 4,0-5,8 metri e un peso superiore alle 3,5 tonnellate ed è circa 8 volte più pesante di una femmina adulta. Una femmina adulta, infatti, arriva a 2,4-3,3 metri di lunghezza e il suo peso è variabile dai 300 ai 900 kg.

Centinaia di elefanti marini si riposano sulla sabbia a Pescadero in compagnia di bellissimi gabbiani del posto
GETTY IMAGES PER PESCADERO:
21 pagine di immagini, alcune straordinarie

chiara: questo tema, se il bambino nasce come un foglio bianco oppure con delle scritte che sono solo sue e che lo caratterizzano nella vita ( scritte che saranno poi ” lavorate ” dall’ambiente), mi ha portato ad innumerevoli scambi di opinione con nostra figlia, Francesca: parlando di un amico-a in genereale, l’inizio del suo discorso, spesso una prolusione, era : ” Ha avuto dei genitori così e così “; ancora oggi, che ha 40 anni, non sono riuscita a convincerla. La ragione, a mio modesto parere, non è la mancanza di informazione ( che anche c’è . almeno di fonti ” scientifiche ” ), ma la neccessità di spostare la responsabilità del proprio essere- in un modo o nell’altro- su un capro espiatorio e chi meglio dei genitori ? Chi di noi non l’ha fatto, soprattutto quando non eravamo contenti della nostra situazione. Per dire che questa affermazione è piuttosto probabile: quando ho scritto ” un libro che non c’è ” sulla mia malattia mentale, nella speranza- poi vana – che potesse essere utile ad altri in situazioni analoghe -ho fatto due volte la storia ( breve ) della mia infanzia: la seconda volta, in cui mi trovavo in una situazione psicologica migliore, l’aspetto di ” denuncia ” — diciamo così per mancanza di parole- era sicuramente più benevolente. E’ un fatto singolo, non è neanche un’opinione, ma può far sorgere qualche dubbio sul fatto che i ricordi – anche loro, anche quando ci appaiono ” assolutamente ” precisi – dipendono in parte dal nostro stato d’animo, se non del momento, del periodo che stiamo vivendo. ciao
Quando si diventa “grandi” in genere ci sembra che tutto sarebbe da cambiare, compresi i genitori. Mano a mano che si avanza con l’età si comprende di più la “parte avversa”, probabilmente perché si toccano con mano, con esperienze dirette, le difficoltà e i problemi che hanno avuto coloro che ci hanno cresciuto ed educato. Sembra un po’ un giro che fa la vita dell’umanità per continuare, apparentemente cambiando valori ma spostandosi poco alla volta, pochissimo, una specie di omeopatia. Pensiamo alla storia, che si ripete da millenni, ma che comprende anche attualmente stragi, crudeltà, crimini contro l’umanità. Non ci basta certo una vita per vedere dei miglioramenti stabili. Come diceva Chiara, viene in mente Lenin, con il suo “Un passo avanti e due indietro”. Forse è proprio così. Per sopportare tutto questo ci viene incontro la speranza ( ci ricordiamo delle tre grandi virtù che afferma il Cristianesimo: fede, speranza e carità). Credo che la speranza ci venga soprattutto dalla carità, cioè essere coscienti che il nostro prossimo, chiunque sia (viene difficile pensare alla carità vedendo la maggior parte di chi attualmente governa il mondo) è un “povero” essere in balia come noi dell’incertezza, del dolore, della morte. Con tutto questo non voglio dire che non si debba lottare contro l’ingiustizia, la miseria, la disperazione, tenendo però presente una frase semplicissima, detta da un ragazzo italiano portatore di pace in Palestina prima di essere ucciso:”Restiamo umani”.