
vista della parte settentrionale dell’isola di Tinos- LINK GETTY IMAGES
Tino (in greco Τήνος?, Tinos) è un’isola greca del Mar Mediterraneo appartenente all’arcipelago delle Cicladi vicino alle isole di Andro, Delo e Micono. Dal punto di vista amministrativo è un’unità periferica nella periferia dell’Egeo Meridionale costituita unicamente dal comune omonimo con una popolazione di 8 636 abitanti al censimento 2011.
A differenza della sua rumorosa vicina Mykonos, questa tranquilla isola è nota per i suoi rilassati bar-caffetteria, le cene in taverna e gli antichi sentieri che collegano splendidi villaggi. E le sue chiese dalle cupole e campanili blu cielo
cartina dell’isola di Tinos — dal link:
occasioni viaggi.it
http://www.occasioniviaggi.it/tinos.html
LE PICCIONAIE DI TINOS ( TARABANOS/ Tabanàs )



Le piccionaie sull’isola di Tinos…
A Tinos ci sono attualmente più di 600 piccionaie, anche se è probabile che ne siano state costruite più del doppio.
Si stima che la piccionaia sia comparsa a Tinos durante il periodo veneziano (1207-1715), anche se la prima testimonianza scritta di una piccionaia è legata a un patto stipulato da un ecclesiastico nel 1726.
I piccioni, che fornivano carne e fertilizzante, erano il principale prodotto di esportazione di Tinos quando il commercio iniziò a prosperare. Con l’arrivo dei Veneziani sull’isola furono costruite le prime colombaie e iniziò l’allevamento sistematico di piccioni.
Il luogo adatto per una piccionaia deve essere riparato per garantire protezione, aperto per favorire il volo libero dei piccioni e vicino a una fonte d’acqua.
Le colombaie sono edifici composti da due piani. Al piano inferiore si trovano i locali ausiliari (magazzini) e al piano superiore si trovano i piccioni.
Gli artigiani di Tinia utilizzavano l’ardesia come materiale da costruzione e la piccionaia come tela su cui imprimere eccellenti esempi di arte popolare e il loro personale punto di vista architettonico.
I lati decorati, che si trovano in prossimità dei piccioni, non sono mai rivolti a nord e presentano ricami che ricordano la pietra. Quadrati, triangoli, cerchi, rombi, soli, fiori, iniziali del proprietario o del fabbricante, sono alcuni dei motivi intagliati che rendono unica ogni piccionaia.
La colombaia era simbolo di nobili origini e potere economico. In passato, i diritti di proprietà e di utilizzo delle colombaie appartenevano ai signori veneziani. Dal 1715 in poi, quando Tinos fu occupata dai turchi, il diritto di proprietà e di utilizzo passò ai proprietari terrieri di Tinos.
TESTO E ULTIMA IMMAGINE ( DETTAGLIO ) SONO DEL LINK:

Greece, Cyclades islands, Tinos, Church near Aetofolia
La chiesa vicina a Aetofolia ( = nido d’aquila ), villaggio poco conosciuto di Tinos, che si trova a 7 km dalla costa

Una casa del villaggio di Aetofolia

un’altra


- che faccino buono…
Il nome del villaggio Aetofolia deriva dal luogo in cui si trova, poiché è come un nido costruito in alta montagna.
Dopo l’insediamento di artisti provenienti da Sifnos (Cicladi), divenne un centro della ceramica. La chiesa di Ag. Ioannni, che domina il villaggio, fu costruita nel 1819.
Nel villaggio si trova un Museo della ceramica tradizionale e dell’arte popolare.
Le zone circostanti “Tis Koris o Pyrgos”, “Ellinikaria”, “Kammeni Spilia”, oltre alla loro
bellezza fisica, sono associate a varie versioni di leggende popolari-
Secondo la tradizione, nel “Pyrgos di Kori” viveva Persefone, figlia di Demetra, la mitica dea
da : tinosecret
https://tinosecret.gr/en/listing-item/aetofolia/
Tino costituisce una importante meta del turismo religioso grazie ad un santuario ove è custodita un’immagine della Madonna cui sono attribuite proprietà taumaturgiche. L’isola si è guadagnato l’appellativo di “Lourdes dell’Egeo” essendo frequenti nel mese di agosto i pellegrinaggi di devoti ortodossi provenienti da ogni parte della Grecia. Per il resto Tino rimane ancora relativamente fuori dalle rotte battute del turismo di massa, fatto che è stato apprezzato da una cerchia di artisti e intellettuali greci da sempre assillata dal problema di godersi le vacanze in un angolo tranquillo del proprio paese e il più lontano possibile dalle “orde” di turisti europei e americani che ogni anno invadono le isole dell’Egeo con tavole da surf e armatura da subacqueo al seguito.
da : https://it.wikivoyage.org/wiki/Tino_(Grecia)

Santuario della Madonna dell’Annunciazione (Panagia Evangelistria in greco)
– Fotografia autoprodotta.

La Sacra Icona –La Vergine di Tinos- Panagia Evangelistria-Madonna dell’Annunciazione
da : Altervista
una storia che sembra favola:
La scoperta della sacra icona nel 1823 fu considerata un presagio divino per la giusta causa e il successo della rivoluzione contro il giogo turco, mentre la costruzione del maestoso tempio fu la prima grande opera architettonica del nuovo stato greco.
Siamo nel mezzo della battaglia per l’indipendenza greca contro i turchi ottomani, nel 1822.
A Tinos c’è una ormai anziana suora di nome Pelagia, la quale ha preso i voti più di cinquant’anni prima, quando suo padre morì. Con sé al monastero portò la dote del campo che la sua famiglia utilizzava per la sussistenza finché era bambina.
Una mattina del luglio 1822, le appare in sogno una donna di bellezza incommensurabile, la quale le chiede esplicitamente di volere che tutti gli isolani le costruissero una degna dimora.
Specificò anche chi doveva essere a portare avanti il lavoro e dove la voleva. Ma Pelagia, pensando che fosse il diavolo a tentarla, lasciò perdere il sogno.
Sette giorni dopo, la stessa cosa accade.
Pelagia lascia ancora perdere.

Accade una terza volta.
A questo punto la bellissima donna si fa riconoscere come la Vergine Maria e soprattutto minaccia una punizione tremenda nel caso in cui non venisse ascoltata.
Pelagia quindi va dall’abate che capisce subito che non c’è tempo da perdere e ordina l’inizio dei lavori. Il problema però è che il terreno identificato è di proprietà di un tiniota temporaneamente a Costantinopoli, quindi i lavori cominciano in ritardo.
I primi scavi rivelano l’esistenza di una chiesa paleocristiana e di una fonte.
I tempi erano assai complicati: in questo periodo, una nave da Instanbul porta con se una malattia che si allarga a macchia d’olio tra la popolazione, specialmente tra le migliaia di fuggitivi dal Massacro di Chios e dall’Asia Minore.
Ma i locali non si danno per vinti e, a fine gennaio 1823, riprendono gli scavi.
Il 30 gennario 1823, trovano proprio l’icona intatta della Panagia Evaggelistria (letteralmente, l’Annunziata).
Giorno che da quel momento è ovviamente diventato il prescelto per la celebrazione annuale.
nel link sotto prosegue la storia con i Fanarakia :
” La tradizione dei Fanarakia che si svolge a Tinos proprio il 30 gennaio di ogni anno”.

GRECIA VERA.COM
SEGUE DA : TINOS SEGRETA

Tinos è famosa per i suoi villaggi. È l’unico caso di un’isola delle Cicladi e forse della Grecia ad avere più di quarantacinque villaggi, tutti insediamenti tradizionali rimasti invariati nel tempo, nel rispetto assoluto dell’architettura tradizionale. Il tour nell’entroterra dell’isola e la scoperta dei segreti di ogni villaggio è un’esperienza unica per il visitatore di Tinos.

Il tipico villaggio di Tinos …
La maggior parte dei villaggi è stata fondata in epoca medievale o bizantina. Sono rimasti inalterati e visitarli rappresenta per il viaggiatore un breve viaggio nel tempo.
Costruite sui pendii sottovento per proteggere i residenti dal vento, nascoste o arroccate sulle montagne per tenere lontani i pirati, spesso assomigliano a fortezze. Le case, costruite una accanto all’altra, “tagliano” il vento e uniscono le persone. Imbiancate e semplici, seguendo lo stile minimalista delle Cicladi, riflettono lo stile di vita puramente autentico del villaggio di Tinos.
La piazza, la fontana, i portici, gli archi, i vicoli, i sentieri acciottolati, le scale di marmo, tutti elementi comuni dei villaggi, sono opere artigianali e un caso di studio per gli architetti moderni.
GLI ARCHITRAVI DI TINOS

Gli architravi di Tinos…
Gli architravi (lucernari o fototiridi) sono elementi molto comuni negli edifici tradizionali di Tinia.
Collocati sopra porte e finestre, oltre alla loro funzione di migliorare l’illuminazione e la ventilazione della casa, sono rappresentativi dell’alto livello dell’arte popolare dell’isola.
Realizzati in marmo, sono solitamente semicircolari e i loro motivi variano. Pesci, uccelli, barche, barche a vela, fiori sono alcuni dei motivi più comuni. Le insegne sui portoni delle case dei funzionari veneziani e di altre famiglie benestanti erano elementi indicativi di potere e prestigio.
A seconda dell’epoca, presentano elementi dello stile bizantino o veneziano, dai quali sono stati influenzati i moderni artigiani del marmo.
Secondo la tradizione popolare, impediscono ai demoni di entrare in casa.
La casa di Tinos








La casa tradizionale di Tinos…
La casa tradizionale di Tinos è semplice, sobria e funzionale.
La tipica casa di Tinia aveva due piani con una scala esterna. Il piano terra (seminterrato) ospitava i servizi, come il torchio, il magazzino, il forno o la stalla. Al primo piano (piano superiore) si trovavano il salotto con il camino, le camere da letto e la cucina.
Internamente, gli archi collegano le pareti interne e distribuiscono il peso del tetto, poiché non sono state utilizzate travi di sostegno in legno. Le nicchie nelle pareti fungono da vani portaoggetti.
Le pareti esterne sono bianche (nel Medioevo, le pareti mantenevano il colore della pietra, una sorta di mimetizzazione, per non far sì che le case risultassero facilmente individuabili dai pirati). Le porte e le finestre sono prevalentemente dipinte di blu, con traversi decorativi, lucernari e targhe in rilievo.
Il cortile antistante la casa non è mai rivolto a nord. È pavimentato e decorato con vasi di basilico e altre erbe aromatiche, con staccionate in pietra e tavoli in marmo.
LE FONTANE

La fontana tradizionale dell’isola di Tinos…
Secondo una teoria, il soprannome dell’isola “Hydrousa” deriva dall’abbondanza di acque e sorgenti che vi si trovavano in passato.
Sull’isola ci sono 86 fontane, costruite per la maggior parte nel XVIII e XIX secolo.
Quelle all’aperto erano destinate a fornire acqua a interi insediamenti di case, chiese e monasteri, mentre quelle riparate venivano utilizzate per abbeverare i campi, il bestiame o per lavare tappeti e vestiti.
Le Xinaria sono decorazioni in marmo, situate attorno al punto in cui sgorga l’acqua, raffiguranti fiori, frutta, uccelli, pesci, ecc., e i cui temi si basano sulla tradizione e sulla religione.
Il profondo sentimento religioso è evidentemente rappresentato sulle fontane. Icone e candele sono collocate ai lati delle fontane affinché la Vergine Maria benedica l’acqua.
Fontane elaborate si trovano in tutta l’isola, nella chiesa di Panagia, nei villaggi di Pyrgos, Ysternia, Agapi, Arnados, Volax.
TUTTA L’ULTIMA PARTE (da : I villaggi di Tinos alle fontane, e forse altro che mi sfugge.. ) E’ DEL BELLISSIMO LINK ” TINOS SEGRETA ” dove trovate altro +++
Lo ripeto per gratitudine:
TINOSECRET

Bellissima quest’isola, dove alloggiano i piccioni.