SEGNALATO DA:
Famija Sanremasca
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EINAUDI, 2025

Il libro
Quando i fratelli Zagrebelsky vengono convocati dalle proprie figlie nella casa di famiglia, lo scopo è quello di ripercorrere il tempo perduto, scambiarsi aneddoti, rinsaldare un sentimento comune. I soggiorni al mare col nonno vestito di lino, i viaggi in macchina e la guida non proprio ortodossa, il cono gelato e le mani appiccicose, le notti nel letto con la nonna per vincere la paura del buio. Ma per chi si avvicina alla vecchiaia quei ricordi sono dettagli di un quadro piú ampio, che forse oggi è possibile ricostruire facendosi finalmente le domande scansate nella giovinezza. È il terzo fratello, Gustavo, l’unico a portare un nome legato al ramo materno della famiglia, ad assumersi la responsabilità di raccontare, partendo non solo da un tempo lontano, ma anche da terre e vicende lontanissime. Perché Jean e Lisín – suo padre e sua madre – hanno alle spalle le storie di due minoranze per molti versi opposte: da un lato gli esuli russi, per i quali l’uguaglianza era stata la rovina, dall’altro i valdesi, per cui l’uguaglianza era stata la conquista. Sorpresi dallo scoppio della Prima guerra mondiale durante una vacanza a Nizza, gli Zagrebelsky (tra cui il padre appena cinquenne dell’autore) non torneranno mai piú a casa, e in un appartamento di due stanzette a Sanremo, con vista sugli orti e sul gasometro, coltiveranno la nostalgia per il paese delle origini e il rimpianto per i privilegi perduti. È lí che nel 1926 Jean incontra Lisín, dolce e rocciosa insieme, figlia di un valdese tanto dedito al lavoro che persino sulla sua tomba compare il titolo di ingegnere. Come acque diverse riunite nello stesso fiume, i caratteri di Jean e Lisín scorrono paralleli, a due livelli diversi. Lui sempre convinto che le tempeste arrivino a sorpresa e che occorra tenersi pronti a parare i colpi. Lei invece sicura che la vita sia un gomitolo da districare, sempre capace di guardare oltre, perché ogni cosa «poi passa». Se nella vita non è stato difficile, per figli e nipoti, scegliere da che parte stare, questa «ricapitolazione critica» diventa l’occasione per comprendere piú a fondo, e con piú affetto, la figura di un padre forse non «sradicato» ma di certo «spaesato», che nonostante il passaporto italiano rimarrà nell’intimo per sempre apolide, anche dentro la sua famiglia.
da :
Einaudi
per chi volesse, in questo link, può leggere il cosiddetto
” Estratto ” cioè alcune pagine del libro:
https://www.einaudi.it/content/uploads/2025/11/zagrebelsky-memoria.pdf?x76473
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Avviso di Einaudi
il Circolo dei lettori, Via Gianbattista Bogino, Torino, TO, Italia h 19:00
Torino – L’autore presenta Memoria di casa alle ore 19:00 presso la sala grande del Circolo dei lettori (Via Gianbattista Bogino, 9).
In dialogo con Ezio Mauro. Coordina Angela Rastelli.
LINK Facebook, Circolo dei Lettori- Torino, Novara, Rivoli
https://www.facebook.com/ilcircolodeilettori/?locale=it_IT
FORSE, SE POSSIBILE, IL 1 DICEMBRE ALLE ORE 19:00 TRASMETTONO IL DIALOGO TRA EZIO MAURO E ZAGREBELSKI
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LA 7 – IN ALTRE PAROLE — 26 novembre 2025 —
video, 15.41
Memoria di casa, la storia famigliare di Gustavo Zagrebelsky
Gustavo Zagrebelsky presenta il suo nuovo libro, “Memorie di casa”, in cui ripercorre l’incontro tra il padre, esule russo, e la madre di origine valdese. Zagrebelsky racconta le varie fasi della sua infanzia e delle difficoltà di crescere fra due mondi così distanti eppure così vicini.
*** con le solite, ormai, propagande anche rapide..
*** c’è un’interruzione breve, forse per voi non c’è / altre interruzioni ..
Gustavo Zagrebelsky (San Germano Chisone, 1º giugno 1943) è un giurista italiano, giudice costituzionale dal 1995 al 2004 e presidente della Corte costituzionale nel 2004

Gustavo Zagrebelsky al Festival della Scienza nel 2011.

Gustavo Zagrebelsky al Festival della Mente 2012
SAN GERMANO CHISONE


CARTINA DA :

hdr
La media Val Chisone vista dal Forte di Fenestrelle
– Opera propria
La Val Chisone (Val Ciuson in piemontese, Val Cluson in occitano) è una valle Alpina situata nella Città metropolitana di Torino (Piemonte) e che si incunea nelle Alpi Cozie.
Confina ad ovest con la Val di Susa, a nord con la val di Susa e la val Sangone, a sud con la Val Pellice e ad est si apre sulla pianura padana.
La Val Chisone inizia a Pinerolo e termina a Sestriere.
La val Chisone dà anche il nome al torrente principale che ne drena le acque: il Chisone, che la percorre in tutta la sua lunghezza.
Numerose fiere e mercati animano la val Chisone. Tra le altre, la fiera del Plaisentif ruota attorno alla commercializzazione del cosiddetto “formaggio delle viole”. Ogni terza domenica di settembre, i produttori consorziati delle alte valli Chisone e Susa scendono a Perosa Argentina per vendere questo formaggio prodotto dal latte della prima fienagione (maggio-giugno).

San Germano Chisone –Peira Eicrita.
Osservatorio astronomico dell’Età del Bronzo (3.500 anni fa)
se vuoi, apri il link sotto:::
Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica

MAPPA DELLA VAL CHISONE
– Questo file deriva da: Valchisoneposizione.png:
La Punta Rognosa di Sestriere. ALPI COZIE- PIEMONTE
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Parte del forte di Fenestrelle. In primo piano il paese di Fenestrelle.
Carlo Durando e Luigi Ganna al passo del Sestriere, Giro d’Italia 1914 da “Lo Sport Fascista” n.1, 1928
Catenaccio
foto da :
https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Chisone#/media/File:Val_Chisone_da_Fenestrelle.jpg
