FAI ( 1975- 2025 ) :: MURA MEDIEVALI DI MONTAGNANA. MONTAGNANA, PADOVA + VIAGGI DA FINESTRE SULL’ARTE – CASTELLO DI SAN ZENO e MONTAGNANA + altro+ cartina di ALEX al fondo

 

 

 

FAI   

Cinquanta ( 1975-2025 )

 

TESTO E FOTO

https://fondoambiente.it/luoghi/mura-medievali-di-montagnana?ldc

 

 

 

 

MURA MEDIEVALI DI MONTAGNANA

MONTAGNANA, PADOVA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Montagnana, con la sua cinta medievale della lunghezza di quasi due chilometri, è una delle città murate meglio conservate del Veneto, situata a circa 50 chilometri da Padova, Verona e Vicenza. Anticamente il territorio era attraversato dal fiume Adige che, sin dal tardo neolitico, favorì i primi insediamenti. In epoca romana Montagnana appartenne all’Agro di Atheste, la vicina città di Este, e fu un importante stazione militare lungo la Via Emilia Altinate.

Nell’alto medioevo, dopo la Rotta della Cucca del 589 dc, quando il fiume deviò il proprio corso più a sud, l’invasione dei popoli barbarici provenienti dalle terre d’Oltralpe diede avvio alla costruzione delle prime fortificazioni in legno cinte da un fossato e da barriere di rovi spinosi.

All’alba del II millennio Montagnana fu feudo dei Marchesi d’Este e nel XIII secolo fu teatro degli scontri tra la Lega Guelfa ed Ezzelino III da Romano, vicario dell’Imperatore Federico II di Svevia, per poi entrare a far parte dei vasti domini del Comune padovano, prima, e dei Da Carrara, signori della città, poi.

Nel 1405 Montagnana, abbracciata già dalle mura merlate medievali che tuttora la contraddistinguono, si consegnò alla Repubblica di Venezia e, svestiti i panni di centro militare, affidò la propria fortuna alla lavorazione della terra ed in particolar modo alla coltivazione della canapa, preziosa per realizzare le corde e le vele delle navi veneziane.

Nel 1797, decaduta la Serenissima, Montagnana seguì, sino ai nostri giorni, il destino dell’area veneta.

Dal 2003 la città murata di Montagnana è insignita del marchio di qualità Bandiera Arancione da parte del Touring Club Italiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUADERNI DI VIAGGIO DI:

    FINESTRE SULL’ARTE

https://www.finestresullarte.info/viaggi/montagnana-tra-mura-medievali-e-fantasmi-giorgioneschi

 

Montagnana, tra mura medievali e fantasmi giorgioneschi

Questo articolo è gratuito per te fino al 01/01/2026

 

 

Un viaggio a Montagnana, borgo racchiuso tra le sue mura medievali, tra i migliori esempi in Europa.

CASTELLO DI SAN ZENO –
PINTEREST

 

 

C’è un pezzo di Montagnana che è finito a Rotterdam: è un disegno che raffigura il Castello di San Zeno, fortezza duecentesca costruita da Ezzelino III da Romano (il suo mastio, il mastio ezzeliniano, è ancora lì, alto quasi quaranta metri, a ricordare il fondatore), rimaneggiata nei secoli ma comunque dall’impianto e dalle apparenze che oggi non sono troppo dissimili da quelle che doveva avere all’epoca.

Oggi è sede di istituti culturali: vi si trovano il Museo Civico “Antonio Giacomelli”, la Biblioteca Civica e il Centro Studi sui Castelli, ma agli inizi del Cinquecento svolgeva ancora pienamente le sue funzioni difensive.

Il foglio è attribuito al Giorgione, che lo raffigurò proprio tra il 1501 e il 1502 (o almeno così si potrebbe pensare), e che è divenuto ultimamente una sorta di genius loci di questo borgo in provincia di Padova: molte ricerche (di insigni studiosi come Enrico Maria Dal Pozzolo, Augusto Gentili, Lionello Puppi e altri) hanno cercato di stabilire se e quanto il grande padre del tonalismo veneto abbia dipinto qui. In mezzo forse un prelato, Domenico Grimani, divenuto nel 1497 prete del Duomo di Montagnana, e collezionista del Giorgione.

Nel Duomo di Montagnana, in controfacciata, ci sono un David e una Giuditta scoperti nel 1930, nell’ambito di alcuni lavori di restauro delle pareti del Duomo: riemersero dall’intonaco che per chissà quanto tempo li aveva celati e per decenni attorno a queste straordinarie figure, di altissima qualità, è sorto un interessante dibattito attributivo che prosegue ancor oggi. Forse, potrebbero essere dello stesso Giorgione: ma non abbiamo prove per dirlo con certezza, anche perché l’unico “documento” (se così vogliamo chiamarlo) che possa attestare la presenza a Montagnana del pittore, è proprio quel foglio olandese. E non sappiamo perché non ci siano rimaste tracce scritte di un suo eventuale soggiorno nel borgo.

Le mura di Montagnana: sullo sfondo il campanile di San Francesco
Le mura di Montagnana: sullo sfondo il campanile di San Francesco

 

 

Giorgione (attribuito), Castel San Zeno a Montagnana (1501-1502; sanguigna su carta; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen)
Giorgione (attribuito), Castel San Zeno a Montagnana (1501-1502; sanguigna su carta; Rotterdam, Museum Boijmans van Beuningen)

 

 

Uno dei due affreschi del Duomo attribuiti al Giorgione: il David
Uno dei due affreschi del Duomo attribuiti al Giorgione: il David

 

 

Montagnana, il Castello di San Zeno
Montagnana, il Castello di San Zeno

 

Vicende nascoste tra le pieghe della storia, ma che riaffiorano attraverso le immagini che il viaggiatore può trovare in questa cittadina fortificata, che appare quasi come una sorpresa tra le campagne venete, passata Legnago, mentre il paesaggio si prepara a cambiare quando si scorgono le prime propaggini dei Colli Euganei poco distanti.

Le mura che la cingono si sono conservate nella loro interezza: è un caso piuttosto raro, sono pochissime le città con mura medievali che le abbiano serbate intatte dalla metà del Trecento, epoca nella quale i Carraresi di Padova si prodigarono per rafforzare questa città, importantissimo avamposto del loro territorio, al confine con le terre scaligere (Legnago era già sotto Verona).

Il fatto che, con la rapida fine dei Carraresi, Montagnana abbia perso pressoché totalmente il suo ruolo strategico, contribuisce a spiegare perché le mura si siano così ben conservate, ancora con tutte le loro ventiquattro torri, un tempo rilevanti postazioni di controllo e difesa, e poi divenute granai e magazzini quando Montagnana non ricoprì più alcuna funzione militare. Ancora oggi, le mura costituiscono uno dei principali motivi per i quali ci si reca a visitare il borgo.

 

Si entra solitamente dalla Rocca degli Alberi ( vedi foto subito sotto ), innalzata nel Trecento, anch’essa dai Carraresi: grandi porte a battenti, ponti levatoi, torri di guardia. Questo era il modo in cui Montagnana accoglieva chi arrivava. Oggi invece Montagnana è un po’ meno austera: passato il laterizio rosso della Rocca degli Alberi, s’entra subito in una cittadina opera, sotto le due ali di portici che scortano i viaggiatori fino alla centrale piazza Comunale.

 

 

Immagini della Piazza Comunale con il Duomo, i ricchi palazzi nobiliari e il Palazzo del Credito– da .yelp– link sotto

 

Piazza Comunale - lovely buildings - Landmarks & Historical Buildings Near Me - Montagnana, PD

 

 

Piazza Comunale - the Duomo - Landmarks & Historical Buildings Near Me - Montagnana, PD

 

 

Piazza Comunale - empty on sundays - Landmarks & Historical Buildings Near Me - Montagnana, PD

 

 

Piazza Comunale - lots of dining options - Landmarks & Historical Buildings Near Me - Montagnana, PD

foto da : https://www.yelp.com/biz_photos/piazza-comunale-montagnana?select=CIQq47psrEAJdOnu1TFhbQ

 

 

Oppure “piazza Maggiore”, o semplicemente “la piazza”, come dicono da queste parti: è il fulcro di tutto il borgo, pavimentata col listòn come si conviene a ogni città veneta.

Non traggano in inganno le forme del possente Palazzo della Cassa di Risparmio, che potrebbero farci pensare a un’architettura gotica: è uno splendido edificio degli anni Venti del Novecento, di gusto medievaleggiante come andava ai primi del ventesimo secolo.

Sul lato contiguo della piazza, ecco aprirsi, solitario, il Duomo di Santa Maria Assunta, che subito c’incuriosisce perché è senza campanile (le campane suonano dalle torrette sulla facciata). S’ammirano il suo esterno spoglio, la sua sobria facciata a capanna, il portale marmoreo che la tradizione assegna a Jacopo Sansovino, l’interno rinascimentale:

è qui che si trovano i due affreschi attribuiti al Giorgione, ma c’è anche altro, a cominciare da una Trasfigurazione del Veronese e da alcune tavole del Marescalco, vero nome Giovanni Buonconsiglio, sottovalutato artista di Montecchio Maggiore che visse tra Quattro e Cinquecento, a contatto coi più grandi.

 

 

Montagnana, Rocca degli Alberi
Montagnana, Rocca degli Alberi

 

 

 

 

Duomo di Montagnana. Ph. Credit Alain Roullier
Duomo di Montagnana. Ph. Credit Alain Roullier

 

La Piazza di Montagnana
La Piazza di Montagnana

 

Il Palazzo della Cassa di Risparmio
Il Palazzo della Cassa di Risparmio : fu costruita tra  il 1923 e il 1927 l’architetto Forlati e l’ingegnere Berlese con mattoni a vista dopo che un grande incendio, avvenuto nel 1918, distrusse le abitazioni situate in quest’area, le cui linee architettoniche erano molto simili a quelle degli edifici che si trovano tra l’attuale palazzo e il Duomo.

foto e testo da : https://www.comune.montagnana.pd.it/Luoghi?ID=2731

 

Villa Pisani. Ph. Credit Hans Rosbach
Villa Pisani. Ph. Credit Hans Rosbach

Si trova appena fuori Montagnana Villa Pisani è stata costruita ” da un architetto che si chiamava Andrea Palladio ” – vedi sotto

 

 

Ci si sorprenderà a vedere che a pochi passi di distanza c’è un edificio attribuito a Michele Sammicheli, l’architetto che ai primi del Cinquecento costruì mezza Verona, e che realizzò il Forte di Sant’Andrea a Venezia:

 

 

 

 

è il Municipio della città, la cui costruzione cominciò a partire dal 1537 circa (anche se nel 1593, dopo un incendio devastante, fu ricostruito, benché in forme che ancora palesavano debiti nei confronti del Sammicheli).

 

Imboccando via Scaligera, parallela della strada principale, ci s’imbatte nello svettante campanile della chiesa di San Francesco, la torre più alta della città, visibile anche a lunga distanza: la chiesa è trecentesca, ma forse precedente dato che vi si riscontrano anche elementi romanici, ed è un edificio imponente, ampliato nei secoli, annesso a un antico monastero.

Palazzi nobiliari di tutte le epoche (si veda ad esempio l’elegante facciata di Palazzo Magnavin-Foratti) testimoniano come la città fu prospera per lunghe epoche.

 

Strade larghe e porticate che mantengono il loro impianto antico e sulle quali s’affacciano case di tutti i colori, un piccolo manuale di arte veneta del Quattro, Cinque e Seicento (ma non solo) con pagine da sfogliare nelle chiese e nel museo civico della città, l’impianto regolare delle mura, con le torri che, ordinate, lo scandiscono. Un anello magico che incanta chiunque se lo vede arrivare dopo aver attraversato le campagne: ma se si pensa che tutto sia finito dentro queste mura, si sbaglia.

 

 

 

Dove si trova la cittadella di Montagnana ?

 

CARTINA DEL VENETO  DA:

Viaggi di Alex. Altervista.org

*** nel link Alessandro Ranzani

https://viaggidialex.altervista.org/imm/veneto-cartina.html

 

 

Condividi
Questa voce è stata pubblicata in GENERALE. Contrassegna il permalink.

1 risposta a FAI ( 1975- 2025 ) :: MURA MEDIEVALI DI MONTAGNANA. MONTAGNANA, PADOVA + VIAGGI DA FINESTRE SULL’ARTE – CASTELLO DI SAN ZENO e MONTAGNANA + altro+ cartina di ALEX al fondo

  1. DONATELLA scrive:

    E’ eccezionale che abbia mantenuto intatte le mura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *