FELICE PIGNATARO — Roma, 1940 -Napoli, 2004
FOTO

Felice, 2003. ph. Massimo Velo

Felice a Genova, mural contro il G8, 2001. Da neos.net

S. Vito dei Normanni (Br), 1996. Foto di Enzo Longo
1.
FELICE PIGNATARO.ORG / CARNEVALE
https://www.felicepignataro.org/carnevale/gallery/inizio


1983. Il bruco. Testa di cartapesta, corpo di tela. ph: Gigi Simeone.

1985. L’asino è come il popolo, utile, paziente e bastonato. Poliuretano

1986. Maschera di ritagli di pelle.

1986. La balena e la pioggia. Poliuretano e tubi di pvc.

1986. La nave dei folli. Vela in patchwork.

1993. Auto rampante. Cartone.

1994. La tv nella testa. Cartone. ph: Luca Pignataro

1994. La morte e il fuoco. ph: Luca Pignataro

1994. La morte e il fuoco. ph: Luca Pignataro
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FELICE PIGNATARO
2.
CREAZIONI – IL DONO DELLA MANO
https://www.felicepignataro.org/creazioni/gallery/inizio


Fumetto contro il nucleare.

Motociletta giocattolo di legno.

Autoadesivo autoprodotto in linoleografia.

LAMPADARIO IN CARTONE
3. MOSAICI

Mosaico alla maniera di Gaudì alla chiesa della Resurrezione (Napoli), 1996.

Mosaico alla maniera di Gaudì a Duisburg, Germania, 1998.

SEGUE da :
I MOSAICI
https://www.felicepignataro.org/creazioni/i-mosaici
Dal 1994 Felice, ispirandosi all’architetto catalano Antoni Gaudì, ha realizzato alcuni mosaici utilizzando mattonelle spaccate e pezzi di specchio, incollati direttamente sul muro grezzo con colla per pavimenti.
L’impiego di mattonelle spaccate, anziché le “tradizionali” tessere regolari, si inquadra nell’ottica del riciclaggio e del riutilizzo dei materiali di scarto, nonché dell’impiego di materiali a “costo zero” per opere prevalentemente autofinanziate.
Inoltre, il coinvolgimento delle persone del luogo per reperire i “cocci” da utilizzare permette la creazione di un’opera “collettiva” della quale tutti si sentono partecipi.
L’aggiunta di pezzi di specchio, rende inoltre “viva” l’immagine, poiché gli specchi riflettendo la luce creano effetti fantastici e sempre diversi nel corso della giornata, a seconda della luminosità esterna.
ALTRE ” CREAZIONI “:: ( 2.)

PIROGRAFIA
**** La pirografia è un’antica tecnica artistica che significa “scrittura col fuoco”, usata per disegnare e decorare superfici come legno, cuoio, sughero e pelle, tramite una punta metallica arroventata (il pirografo) che brucia il materiale creando sfumature e segni di vario tipo, trasformando un supporto neutro in un’opera d’arte unica.
segue nel link : AI Overview

Quadro polimaterico

Scultura in legno

Scultura pubblica in legno e latta

Striscione dipinto per la LIPU- 2002
*** LIPU — La Lipu è l’associazione per la conservazione della natura, la tutela della biodiversità, la promozione della cultura ecologica in Italia, in particolare ” PROTEZIONE UCCELLI ” — fondata nel 1965 — tra le più antiche organizzazioni per la tutela dell’ambiente

TeleGridas: ‘televisore a mano’ in legno con rullo di tela dipinto a riquadri.
4. Pubblicazioni
Al GRIDAS è dedicato un numero monografico de «l’Alfabeto Urbano» di Patrizio Esposito del gennaio 1986.
Poi ci sono alcuni libri pubblicati in proprio:
«L’utopia sui muri: i murales del GRIDAS, come e perché fare murales» del 1993;
«L’utopia per le strade: i carnevali del GRIDAS, come e perché mascherarsi» del 1998,
entrambi presentati all’Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli e contenenti anche una sezione “pratica” sul come realizzare, rispettivamente, murales e carnevali.
«Pasquale Passaguai – racconti dalla scuola 128» pubblicato nel 2001 da QUALEVITA, sulla scuola realizzata alle baracche del campo ARAR e poi all’ISES di Secondigliano, dal 1967 al 1978 da Felice Pignataro e dalla sua compagna Mirella La Magna.
Tra le produzioni realizzate in proprio, anche la serie di “Tarocchi del G7” realizzati nel 1994 in occasione del contro-vertice del G7 a Napoli e alcune serie di cartoline con testo esplicativo: sui murales realizzati in occasione del citato controvertice-G7; sul mosaico alla Chiesa della Resurrezione realizzato nel 1994; “La pace e la giustizia sociale: andarono caravelle…tornano portaerei” sul murales a Genova del 1996; “L’evasione dalla follia”, sul murales all’ospedale psichiatrico di Aversa nel 1996.
Il tutto nell’ottica di fornire una testimonianza del lavoro fatto, nonché strumenti per realizzare opere analoghe, risvegliando la creatività di un pubblico più vasto di quello contattato.
5 . ALTRO POST —
3 gennaio 2026

Bellissime queste opere., scoppiettanti di fantasia e di allegria.