Quant’è lunga la strada di Ashrafieh!
Ogni gradino
ogni pietra
ogni passo
sono
secoli interi
di dolore
eterne
costellazioni
cadenti
sulla cieca notte
del cuore
E vanno in fila
nude
fra due ali
di soldati
e immagini di santi
fra la folla
“Più in fretta animali!”
Quante sono?
Cento?
Duecento?
Amna non lo sa
Vede appena i suoi piedi
trascinarsi feriti
nella polvere
un passo
e un altro
e un altro
“Forza!”
“Che ci andiamo a divertire!”
Poi
sulla schiena
un colpo
Amna non sente
Ha dodici anni Amna
E pensa al padre
ai fratelli
agli amici
rimasti laggiù
nel gran fuoco
di Tall el Zaatar
“Dì
Lo sai che cos’è questo?”
Qualcuno l’afferra per i capelli
“Guarda!”
le agita qualcosa
davanti al viso
Una croce
“E’ nostro Signor Gesù Cristo
Troia!”
Amna non vede
Cammina
cammina
cammina
e non ha
che il gran fuoco
di Tall el Zaatar
negli occhi
Uno sputo
un colpo
una spinta
Amna cammina
Un passo
e un altro
e un altro
Secoli
interi
di dolore
sulla strada
di Ashrafieh
Poi una porta
La spingono dentro
Fumo
grida
imprecazioni
dal soffitto
una lampadina
l’odore
penetrante
di corpi sudati
“Come ti chiami?”
“Amna hai detto?”
Ridono
“Vieni qui
Amna!
Amna!
Amna!”
Sente il loro respiro
mani chela frugano
l’afferrano
la prendono
la frugano
l’afferrano
la prendono
la fanno girare
da una parte
all’altra
Amna!
Amna!
Amna!
“Apri le gambe
che vediamo
cosa ci nascondi
in mezzo!”
“Girati Amna
il culo Amna
muovi un po’
il culo Amna!”
Amna!
Amna!
Amna!
Da una parte
all’altra all’altra
e mani e respiri
e man e mani
“Perché non balli?
Su da brava
balla comunista
facci vedere
muovi il culo
su Amna
Balla!
Balla!
Balla!”
Battono le mani
gridano
ridono
gridano
battono le mani
“Avanti balla
in piedi bestia
balla palestinese!”
“In piedi
balla
in piedi
balla
in piedi
balla!”
Lampadine
porte
pareti
mani
fumo
grida
di qua
di là
da una parte
all’altra
all’altra
all’altra
Amna!
Amna!
Amna!
“Girati Amna
muoviti Amna
in piedi Amna
bestia Amna
balla Amna
avanti balla
palestinese
comunista
bestia Amna
balla
balla
palestinese balla
balla
palestinese
palestinese
palestinese!”
Radio Popolare: Agosto Nero Cantata Rossa

apri qui::
https://www.radiopopolare.it/tall-el-zaatar-gaetano-liguori-agosto-nero-cantata-rossa
WIKIPEDIA – MASSACRO DI TELL AL-ZAR—apri il link
https://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Tell_al-Za%27tar#/media/File:JeanJacquesKurz-DestructionOfTellAlZaatar1976-ICRC-AV-Archives-V-P-LB-D-00003-18.jpg
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– https://avarchives.icrc.org/Picture/46875
Il massacro di Tell al-Zaʿtar (in arabo مذبحة تل الزعتر?, Madhīḥa Tell al-Zaʿtar) è avvenuto il 12 agosto 1976 durante la guerra civile libanese. Tell al-Zaʿtar (La Collina del Timo) era un campo di rifugiati palestinesi gestito dall’UNRWA, e ospitava circa 50 000–60 000 rifugiati ed armati nella zona nord-orientale di Beirut.
Tall el Zaatar: campo profughi palestinese in Libano dove si consumò uno dei peggiori massacri ad opera delle milizie cristiane sostenute da Israele, ancora prima del massacro, ancor peggiore, di Sabra e Chatila (1982). Con il massacro di Tall el Zaatar si ebbe anche la totale espulsione dei palestinesi dal sud del Libano.
FILM- DOCUMENTO – link sotto
Tall el Zaatar – La collina del timo
“Durante i 57 giorni di violenta battaglia, nessuna macchina da presa ha potuto avvicinarsi al campo di Tall el Zaatar”.
“Le testimonianze della popolazione, dei combattenti e dei responsabili politici, militari e sanitari del campo sono state raccolte alla fine di agosto 1976”.
Queste due frasi – che precedono i titoli del film – riassumono la natura di un’opera – documento che costituisce una testimonianza corale su uno degli episodi più atroci ed eroici di questi ultimi anni e una tappa fondamentale nelle storia del popolo palestinese.
Il materiale, girato da operatori palestinesi, con l’aggiunta di brevi sequenze di repertorio, è stato poi organizzato, montato e musicato in Italia.
se vuoi, apri il link sotto
video, 1 h 22 min. https://vimeo.com/648481699?fl=pl&fe=cm
I cinquantatré giorni
Giulio Stocchi e Gaetano Liguori
..questo popolo
ha sette anime
ogni volta che muore
rinasce più giovane
e bello
(Tewfiq Zayad)
Questo pezzo apriva la Cantata rossa per Tall el Zaatar
1977

«Ci sono momenti in cui si fa fatica a scrivere di musica. Ci sono momenti in cui la musica neanche la si vorrebbe sentire, per stare fermi e meditare. Questo è un momento così. Ma la potenza della musica è infinita e anche sull’orlo di una tragedia riesce a farsi strada, ad arrivare fino a te e a parlarti con i suoni e le parole giuste. E allora come lo si deve leggere se non come un segno del destino (beffardo? Benevolo? A voi la scelta) il fatto che proprio da quest’estate sia finalmente disponibile in cd un disco seminale?
“La cantata rossa per Tall El Zaatar” con cui Gaetano Liguori (jazzista, autore delle musiche) e Giulio Stocchi (poeta-operaio, autore dei versi) hanno voluto nel lontanissimo 1977 celebrare la tragedia del popolo palestinese, ricordando la strage del 1976, l’epilogo di un processo di vera e propria “pulizia etnica” portata avanti delle milizie falangiste cristiane, in Libano, per eliminare dalla parte orientale di Beirut qualunque presenza palestinese, musulmana, progressista.»
(dalla recensione su Bielle)
Le stragi hanno sempre lo stesso nome e lo stesso odore, da chiunque provengano. Liguori propose di fare un disco a memoria del massacro, durato 53 giorni, a Giulio Stocchi, poeta popolare legato al Movimento Studentesco. Demetrio Stratos e’ coinvolto in un brano “Amna”, recitato e accompagnato dal piano straniato di Liguori che, per sua stessa definizione si ispira al Pierrot Lunaire di Schoenberg.
E la voce di Stratos lasciata libera di vagare e dar corpo alla storia della dodicenne Amna che, sopravvissuta al massacro, e’ destinata a divertire i falangisti in un bordello si impenna, si esalta, si sdoppia, si squarta, ci coinvolge. La scena si stacca con violenza dalla mono-dimensione del cd; i fantasmi evocati sono in mezzo a noi. Film polveroso in bianco e nero. Straziante.
Cosi’, come altrimenti straziante e’ il brano “La madre”, recitato da Giulio Stocchi, mentre in sottofondo Concetta Busacca, figlia del grande cantastorie siculo Ciccio Busacca, canta antiche nenie siciliane. Insomma Sidun di Fabrizio De Andre’ vola su altre dimensioni per raccontare una storia simile, ma “La madre” e’ stata scritta quasi in presa diretta.
Non e’ un lavoro facile “La cantata”. Ha sulle spalle tutto il peso di quasi un quarto di secolo di storia e viene da quell’alveo di jazz italiano politicamente virato a sinistra che non ha prodotto rami forti e sani, ma stenti e gracili cespugli. Il tono retorico di Stocchi in alcuni momenti e’ insopportabile e l’epica sfuma in una serie di vuote e roboanti frasi da “andate e alzate le palizzate (voi)” Il brano finale “La cantata rossa” e’ da far saltare dal lettore, ma il resto e’ valido e tutta l’opera e’ importante come documento e come monito di una vicenda che oramai tende a diventare infinita. Da una strage all’altra. Fino alla prossima. Domani? O dopodomani? Strage infinita …
TESTO CITATO ( ANTIWAR SONGS ) DA:

https://www.bielle.org/Recensioni/rece_CantataRossa.htm
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La brigata Lolli — chi è stato Lolli ?
foto di CLAUDIO LOLLI (Bologna, 28 marzo 1950 – Bologna, 17 agosto 2018) è stato un cantautore e scrittore. Docente di italiano e latino al liceo ”Leonardo Da Vinci” di Casalecchio di Reno ( Città metropolitana di Bologna, la terza città dopo Bologna e Imola )
FOTO E TESTO SOTTO
DA : OPERA VIVA : SIAMO NOI A FAR RICCA LA TERRA
DI VIVIANA VACCA- AURA
LINK : https://operavivamagazine.org/siamo-noi-a-far-ricca-la-terra/

chiara, devo dire che per la prima volta, mi pare, ho pubblicato del materiale totalmente sconosciuto.. come fossi fuori dall’Italia, adesso mi occorre che nel ’76 ero ricoverata a Milano e poi a Genova e che nel primi febbraio 77 sono partita per il Brasile su consiglio medico ( non spiego, tanto.. ? )