KABARDINKA è un gruppo di canto e ballo formatosi nel 1934 :: è musica circassa -ed è tuttora famoso -+ video, 20 min. – + i Circassi e altri popoli del Nord Caucaso + GUIDO AMBROSIO, GARIWO, IL GENOCIDIO DEI CIRCASSI

 

 

 

 

 

 

 

 

**** alla fine della ricerca, pubblico questo video che, forse, sempre che vi interessi, vi permetterebbe di saltare quello che segue, non so..

 

video, 20 min. ca–

Nova Lectio  —https://open.spotify.com/show/3UiVY0f…

La Repubblica di Adighezia è oggi parte della Federazione Russa. Un tempo facente parte la regione storica della Circassia, questa terra è l’antica patria degli adighè (circassi), popolo millenario che abita la Ciscaucasia, il Caucaso settentrionale. Dalla metà del 1800, con l’espansionismo imperiale russo, i circassi sono entrati nella sfera d’influenza di S.Pietroburgo e hanno subito nel corso dei decenni un genocidio taciuto, tuttora dimenticato dalla maggior parte dei media occidentali. Il Cremlino continua a negare la tragedia di Sochi e dei circassi, mantenendo la fittizia suddivisione sovietica delle repubbliche caucasiche di Adighezia, Karačaj-Circassia e Kabardino-Balcaria. Qual è la storia del Caucaso russo? E perché è ancora oggi una regione “calda” geopoliticamente parlando? Le vicende della Circassia sono l’esempio perfetto per capire in parte l’origine di queste domande.

 

 

 

 

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La cartina mostra l’espulsione dei Circassi e di altri popoli del Caucaso
verso l’Impero Ottomano, dopo l’annessione della Russia dei popoli del Caucaso del nord, a seguito della guerra di Crimea ( 1853-1856 )

 

 

 

da: https://it.wikipedia.org/wiki/Circassia#/media/File:Expulsion_map_of_the_Circassians_in_19th_century.PNG

 

 

 

 

 

r/MapPorn - Circassi e Abazini prima e dopo il genocidio circasso

 

Distribuzione dei Circassi e degli Abazini  ( Abkhazia ) nel Caucaso e in Medio Oriente (confronto prima e dopo il genocidio circasso /il nome del genocidio circasso è ” Tsitsekun ” )

 

 

 

carta da : reddit.com
https://www.reddit.com/r/MapPorn/comments/13rjkpq/circassians_and_abazins_before_and_after_the/?tl=it

 

 

 

 

 

Il Caucaso fisicamente è una catena montuosa che ricade in tre stati. Il versante nord della cordigliera fa parte della Russia: all’interno di essail Caucaso è compreso in sette Repubbliche Autonome (Adighezia, Caracay-Circassia, Cabardino-Balcaria, Ossezia del Nord, Ingusczia, Cecenia e Daghestan) che costituiscono una piccola parte della Federazione Russa meridionale. Il versante sud del Caucaso, appartiene invece per esteso, quasi interamente alla Georgia; mentre ad est la parte finale del Caucaso, che scende sino al Mar Caspio, si trova in Azerbaijan.

 

 

 

questa bella cartina è di :

EAST JOURNAL.NET

CAUCASO del NORD: L’intrico etnico sul filo della Storia

di Enzo Nicolò Di Giacomo

NEL LINK TROVATE MOLTO ALTRO
https://www.eastjournal.net/archives/12624

 

 

 

 

 

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segue:

da:

GARIWO MAGAZINE ( Gariwo MAG )

1 febbraio 2024

https://it.gariwo.net/magazine/totalitarismi/i-circassi-un-genocidio-dimenticato-sulle-sponde-del-mar-nero-26865.html

 

 

 

I circassi: un genocidio dimenticato sulle sponde del Mar Nero.

 

di Guido Ambroso

 

 

Dipinto di Pyotr Nikolayevich Gruzinsky (1872) raffigurante i circassi che abbandonano i territori del Caucaso

 

 

I circassi sono un popolo nativo del Caucaso nord-occidentale convertitosi all’Islam nel XVII secolo sotto l’influenza ottomana.

Secondo alcuni studiosi, la mamma di Leonardo da Vinci (figlio illegittimo di un notaio fiorentino) era una principessa circassa diventata schiava.

I circassi abitavano le zone adiacenti la costa orientale del Mar Nero, oggi territorio russo fra la Georgia e l’Ucraina (occupata), ove è situata la città di Sochi (sede dei Giochi olimpici invernali del 2014). Nel diciottesimo secolo l’Impero zarista con Pietro il Grande e Caterina la Grande si espanse verso est in direzione della Siberia e verso il sud, in direzione del Mar Nero e del Caucaso.

In particolare, lo sbocco sul Mar Nero e l’accesso al sud Caucaso e i suoi pozzi petroliferi rappresentavano degli importanti obbiettivi strategici, oggi diremmo “geopolitici”, dell’espansionismo imperiale. Naturalmente questa espansione venne contrastata dai popoli autoctoni, come i ceceni, i tartari di Crimea e i circassi.

 

 

La repressione dell’esercito russo-imperiale a partire dalla fine del diciottesimo secolo fu brutale, con razzie, uccisioni e incendi di villaggi locali.

 

Nel 1817 il generalissimo russo Aleksey Yermolov (distintosi nelle guerre napoleoniche) iniziò una campagna del terrore contro i circassi con ancora più massacri, incendi e distruzioni, anche dei raccolti (una strategia che ricorda quella attuale di distruzione o blocco del grano ucraino). L’espansionismo russo includeva un aspetto ideologico-messianico sulla “missione” imperiale di convertire questi popoli “primitivi” e musulmani al cristianesimo ortodosso. Nonostante il pugno duro imperiale, la resistenza circassa non demordeva e quindi i russi passarono a una marcia superiore e nel 1857 iniziarono una politica di deportazione e sterminio di massa.

Alla fine del 1864 tutta la regione era considerata “etnicamente pulita e pronta a ricevere i coloni russi.

Dopo il massacro si formò una diaspora circassa costituita da piccole comunità nell’Impero ottomano, nei Balcani e in Medio Oriente, fra cui in Siria, Israele (dove prestano il servizio militare come i drusi) e in Giordania, dove dal 1921 costituiscono la guardia reale. Ancora oggi il re Abdallah II ha una guardia del corpo costituita da persone di origine circassa.


Si stima che la brutale colonizzazione russa causò fra il milione e il milione e mezzo di circassi uccisi o deportati
, oltre il 90% della popolazione, un’atrocità paragonabile a quella che circa cinquant’anni dopo avrebbe colpito gli armeni nell’Impero ottomano e che stimolò Rapahel Lemkin a coniare il temine “genocidio” nel 1943.

Termine che poi confluì nella Convenzione sul genocidio del 1948, il primo strumento legale a definire il genocidio come un crimine ai sensi del diritto internazionale.

 

 

Nel 1973  Cipro fu il primo stato a riconoscere il massacro degli armeni come “genocidio” ai sensi della Convenzione, seguito da una trentina di stati, fra cui la Francia, gli Stati Uniti, la Germania e l’Italia.

 

Fra gli altri genocidi che vennero ufficialmente riconosciuti tali (da stati o tribunali internazionali), oltre a quello armeno possiamo citare naturalmente la Shoah, ma anche lo sterminio dei bosniaci a Srebrenica, quello dei tutsi in Ruanda, e quello degli yazidi in Iraq.

 

Per quanto riguarda la deportazione e lo sterminio dei circassi, invece, fino ad oggi solo la Georgia ha riconosciuto ufficialmente quegli eventi come “genocidio” con una risoluzione del suo parlamento del 21 maggio 2011, anche se per la maggior parte degli studiosi contemporanei, con l’eccezione di quelli russi, quei massacri e deportazioni rientrano nella definizione di genocidio.

 

Bisogna notare che nel caso della Georgia vi era anche un interesse politico a denunciare i crimini russi del diciannovesimo secolo come genocidio perché tre anni prima la Russia aveva sconfitto la Georgia in una breve guerra e aveva favorito il separatismo delle minoranze nell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia e quindi l’uso del termine “genocidio”, pur corretto da un punto di vista storico, serviva a delegittimare la Russia a livello internazionale.

 

Oltre un secolo e mezzo dopo gli avvenimenti ci si può interrogare sull’utilità di una possibile campagna internazionale per il riconoscimento ufficiale dello sterminio e deportazione dei circassi come “genocidio” seguendo l’esempio georgiano, ma non è inutile ricordare che

oltre al colonialismo e all’imperialismo occidentale, ve ne fu uno russo la cui espansione non fu indolore, ma avvenne al prezzo di massacri, deportazioni e genocidi che non colpirono solo i circassi, ma anche molte altre etnie, fra cui i tartari di Crimea, i mesketi della Georgia e i ceceni, per citarne solo alcune.

Ma il ricordo è naturalmente ancora vivo fra le comunità circasse e il 18 febbraio 2014 vi fu una manifestazione a Tel Aviv davanti all’ambasciata russa per protestare contro le Olimpiadi invernali di Sochi, l’antica capitale di quella che fu la Circassia, prima che venisse fagocitata dall’Impero russo.

 

In copertina un dipinto realizzato nel 1872 da Pyotr Nikolayevich Gruzinsky e raffigurante i circassi che abbandonano i territori del Caucaso.

Guido Ambroso, esperto di questioni internazionali e umanitarie

 

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KABARDINKA, un villaggio ( anche )

Кабардинка
Yardex

 

Kabardinka, Russia fotografia editoriale. Immagine di estate - 44699996

https://it.dreamstime.com/fotografia-editoriale-kabardinka-russia-image44699996

 

Kabardinka è  ( anche ) un villaggio (russo: село, trb. sielo) in Russia, nel territorio di Krasnodar, sul Mar Nero.
Secondo i dati del 2002, la città è abitata principalmente da russi (71,8%) e greci (18,5%)

 

https://pl.wikipedia.org/wiki/Kabardinka#:~:text=Kabardinka%20(ros.,Kraju%20Krasnodarskim%2C%20nad%20Morzem%20Czarnym.&text=Wed%C5%82ug%20danych%20z%202002%20miejscowo%C5%9B%C4%87,Grecy%20(18%2C5%25).

 

 

BIig beautiful fountain in the village of Kabardinka in Russia 6170885 Stock Photo at Vecteezy

bellissima fontana nel villaggio di Kabalinka

https://www.vecteezy.com/photo/6170885-biig-beautiful-fountain-in-the-village-of-kabardinka-in-russia

 

 

Kabardinka Russia (2026) – Best of TikTok, Instagram & Reddit Travel Guide

un’altra immagine della stessa fontana con dietro un lussuoso Hotel:

” Un’affascinante città sul Mar Nero con uno splendido nuovo argine, una vivace cultura circassa e bellezze architettoniche uniche.
Il nuovo lungofiume di Kabardinka sembra un set cinematografico, con fontane, sentieri e una finta Torre Eiffel!”

 

DA :

AIR TRAVEL– LINK

https://www.airial.travel/attractions/russia/kabardinka/kabardinka-russia-Q1iZJJxx

 

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UN ALTROVIDEO SUL GRUPPO MUSICALE KABARLINKA- 2016

 

Il video mostra una versione teatrale dell’antica danza nobile kabardiana “Uerk kafe” eseguita dall’ensemble di danza accademica statale “Kabardinka”.
Uerk kafe è una danza dell’aristocrazia cabardiana (circassa). Questa classe di persone era limitata da protocolli e codici rigorosi, che si manifestavano naturalmente nella danza. Agli aristocratici era vietato mostrare emozioni, libertà di movimento, voltare le spalle a un partner, toccare e molto altro. Nonostante lo status, i vestiti dei ragazzi sono il più ascetici possibile. Un’origine alta si distingueva solo per le ricche munizioni, che, oltre a tutti gli altri elementi, includevano il principale: una pedina. Nel Caucaso combattere, oltre a ballare, tra l’altro, era un privilegio. Pertanto, nell’aspetto degli uomini, la pedina ha un posto speciale. Un altro elemento distintivo era la manica. La sua lunghezza indicava anche lo stato. Con una tale manica era impossibile fare lavori domestici sporchi, il che è molto significativo. Ma questo aveva anche un’applicazione pratica: una manica lunga impediva il contatto accidentale tra un ragazzo e una ragazza. L’abito da donna, a differenza di quello maschile, era ricco di lusso. Oltre ai ricchi ricami e alle maniche già citate, lo stato della ragazza era dimostrato dalla seconda manica oscillante e da un cappello alto. I rappresentanti delle famiglie principesche indossavano inoltre scarpe di legno – Pkh’e vak’e, che li elevava al di sopra dei presenti. Nelle immagini originali, l’altezza di tali scarpe potrebbe raggiungere i 20 centimetri, il che è impressionante fino ad oggi. Nonostante quanto sopra, la principale decorazione degli aristocratici era la modestia e la dignità. Questo è ciò che ha reso le danze circassi così belle e gli stessi circassi sono famosi in tutto il mondo.

 

VIDEO E SCRITTA SOTTO  E’ DI :

Hassan Kazakbiyev’s project on the High Caucasian dance culture- LINK

High Caucasus

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